La vendemmia comincia in agosto in Sicilia con le basi per gli spumanti, entra nel vivo a settembre in tutta Italia e finisce a novembre con l'Aglianico del Vulture e i nebbioli di montagna. È il periodo più interessante da vedere e il più difficile da prenotare: in cantina si lavora sedici ore al giorno e non c'è tempo per le visite. Chi riesce a entrare trova il mosto che bolle, le vinacce ancora calde che andranno in distilleria e la prima idea di che annata sarà.
In campagna, con le prime piogge, escono i porcini: Borgotaro sull'Appennino parmense, la Sila, l'Amiata, l'Aspromonte. Si raccolgono le mele in Val di Non e in Alto Adige, l'uva da tavola in Puglia e in Sicilia, la seconda fioritura dei fichi, le pere, le nocciole e i primi cachi. Dalla fine del mese si trebbia il riso nel Vercellese, nel Novarese e in Lomellina. In Piemonte la cerca del tartufo bianco riapre il 21 settembre, ma i primi esemplari buoni arrivano quasi sempre a ottobre: chi vende tartufo bianco a settembre vende quasi sempre poco profumo a molti soldi.
Dalle malghe scendono gli animali e con loro i formaggi d'alpeggio dell'estate, che escono sul mercato adesso. In cucina si passa dal crudo al cotto quasi da un giorno all'altro: tornano le zuppe, i funghi trifolati, la selvaggina dopo l'apertura della caccia, e si mangiano gli ultimi pomodori di campo prima che sul banco restino solo quelli di serra.