Il calendario si affolla per una ragione demografica prima che agricola: i paesi si riempiono di chi torna per le ferie, e le feste patronali si concentrano fra il 10 e il 20 agosto, fra San Lorenzo, Ferragosto e San Rocco. Le sagre di agosto sono spesso le più antiche e le più autofinanziate del calendario: le cucina la pro loco, si mangia su tavolate di plastica, si paga con i ticket e il ricavato paga i lavori della parrocchia o della piazza. È anche il modo più economico per mangiare piatti che nei ristoranti non compaiono più.
Sul fronte dei raccolti, agosto è il mese della frutta secca. Le nocciole si raccolgono da terra fra la fine del mese e settembre (Tonda Gentile delle Langhe, Tonda di Giffoni, nocciola romana), le mandorle si sgusciano ancora fresche in Sicilia e in Puglia, i fichi si aprono e si mettono a essiccare sui graticci al sole, come i fichi di Cosenza DOP e quelli del Cilento. Il pomodoro finisce la corsa, l'uva invaia e in Sicilia si vendemmiano già le prime uve bianche.
In montagna gli alpeggi producono le forme che si mangeranno a Natale, e fra la fine di agosto e settembre la desmontegada riporta le mandrie a valle con una festa. Sul mare, invece, è il mese peggiore per mangiare bene e il migliore per le sagre: la regola pratica è seguire gli orari del posto, cioè cenare tardi, e diffidare dei menù tradotti in quattro lingue.