Gli agrumi reggono da soli il mese. Le arance rosse di Sicilia IGP (Tarocco, Moro, Sanguinello) vengono dalla piana di Catania e dal Siracusano, dove l'escursione termica fra il giorno e la notte, ai piedi dell'Etna, sviluppa gli antociani che colorano la polpa: fuori da quella fascia la stessa varietà resta bionda. Da gennaio a marzo arrivano anche il mandarino tardivo di Ciaculli, le clementine IGP del Golfo di Taranto e della Piana di Sibari, i limoni di Sorrento e della Costa d'Amalfi, e il bergamotto reggino, che si raccoglie fra novembre e febbraio su cento chilometri di costa e quasi in nessun altro posto al mondo.
L'altra metà del mese è il maiale. Il freddo è la condizione tecnica della norcineria: si macella d'inverno perché le carni si raffreddano in fretta e la salagione riesce. Da qui cotechini e zamponi, salsicce fresche e da stagionare, sanguinacci, ciccioli, lardo sotto sale e i prosciutti che cominciano un'attesa di dodici, ventiquattro o trentasei mesi. Il 17 gennaio, Sant'Antonio Abate, protettore degli animali domestici, è la data che segna il calendario contadino da Novoli in Salento alle panarde abruzzesi, con i falò accesi con le potature dell'oliveto e le cene di paese che durano tutta la notte.
Nell'orto restano le cose che il gelo migliora: cavolo nero, che prima della brinata è duro e amaro e dopo diventa la base della ribollita, verze, cavolfiori, broccolo romanesco, cardi, puntarelle, finocchi, cicorie di campo e i primi carciofi del centro-sud. Il radicchio tardivo di Treviso è nel suo mese migliore. Sottoterra continua il tartufo nero pregiato di Norcia e di Spoleto, in stagione da dicembre a marzo, mentre il bianco ha chiuso la raccolta a fine dicembre nella maggior parte delle regioni. L'olio franto a novembre è ancora verde e pungente, e nelle pasticcerie, verso la fine del mese, cominciano a comparire le prime frittelle di Carnevale.