Ciceri e tria
Tagliatelle di semola e acqua: una parte si lessa insieme ai ceci, l'altra si frigge nell'olio e si sbriciola sopra come condimento croccante. Piatto d'inverno, legato alla tavola di San Giuseppe il 19 marzo.
Nel Salento metà della pasta si frigge: la tria con i ceci alterna sfoglia lessata e sfoglia croccante nello stesso piatto.
Tagliatelle di semola e acqua: una parte si lessa insieme ai ceci, l'altra si frigge nell'olio e si sbriciola sopra come condimento croccante. Piatto d'inverno, legato alla tavola di San Giuseppe il 19 marzo.
Guscio di frolla allo strutto riempito di crema pasticcera e cotto in stampini ovali di alluminio. Nasce a Galatina a metà Settecento e si mangia caldo appena sfornato, a colazione.
Due dischi di pasta sfoglia che chiudono besciamella, mozzarella, pomodoro, pepe e noce moscata. Si compra al bar a qualsiasi ora e si mangia bollente, in piedi.
Ciambella di grano duro o orzo cotta, tagliata in due nel senso della larghezza e rimessa in forno a biscottare. Si bagna in acqua pochi secondi prima di condirla con pomodoro, olio e origano.
Uva a bacca nera delle terre rosse tra Salice Salentino, Guagnano e Copertino. Il breve contatto con le bucce dà i rosati che il Salento imbottiglia già dagli anni Quaranta, prima che diventassero moda.
La Puglia cucina il grano e la verdura meglio di chiunque altro in Italia: orecchiette con le cime di rapa, fave e cicoria, pane di Altamura, focacce e frise. È la prima regione olivicola del paese e la sua cucina di mare resta sorprendentemente semplice.