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Puglia

La Puglia è la regione più piatta d'Italia e quella con più costa: circa ottocento chilometri fra Adriatico e Ionio. Il Tavoliere delle Puglie è la seconda pianura del paese e da sempre produce grano duro; il Gargano è uno sperone calcareo che era un'isola e conserva foreste di faggi a poche decine di chilometri dal mare; le Murge sono un altopiano carsico senza fiumi in superficie; la Valle d'Itria è la terra dei trulli e dei vigneti bassi; il Salento è una penisola fra due mari dove l'ulivo domina tutto. Da qui esce circa metà dell'olio extravergine italiano.

Il grano spiega la tavola. Il pane di Altamura DOP si fa con semola rimacinata di grano duro, lievito madre e forno a legna, in pezzature da almeno mezzo chilo, con una crosta spessa che lo tiene commestibile per una settimana: era il pane che i contadini portavano nei campi il lunedì e finivano il sabato. Le orecchiette si tirano con un coltello a punta tonda e si arrotolano sul pollice: a Bari vecchia si vedono ancora fare in strada. Attorno stanno taralli, frise da bagnare in acqua, puccia salentina, focaccia barese con pomodorini e olive, e la tria, la pasta fritta e lessata che si mangia con i ceci.

I latticini sono l'altra colonna. La burrata di Andria IGP nasce all'inizio del Novecento come modo di usare i ritagli di pasta filata insieme alla panna: fuori è mozzarella, dentro è stracciatella. Vicino ci sono la ricotta forte, fermentata e piccantissima, il canestrato pugliese DOP, il caciocavallo podolico del Gargano. Sulla carne comanda la Valle d'Itria, con il capocollo di Martina Franca e le bombette di Cisternino, involtini di capocollo e formaggio che i macellai grigliano sul posto nei fornelli pronti.

Le verdure sono la vera identità e sono invernali, non estive: le cime di rapa si raccolgono da novembre a marzo, e le orecchiette con le cime di rapa sono un piatto di stagione fredda. Fave secche schiacciate e cicoria selvatica, lampascioni, cardoncelli, il pomodoro Regina di Torre Canne conservato in trecce fino a primavera. Il mare entra soprattutto crudo (ricci, cozze del Mar Piccolo di Taranto, polpi arricciati) o dentro la tiella di riso, patate e cozze, che è la risposta pugliese alla paella. Sul vino, Primitivo di Manduria, Negroamaro e Salice Salentino, Nero di Troia e il Castel del Monte DOCG.

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BariBABarletta-Andria-TraniBTBrindisiBRFoggiaFGLecceLETarantoTA

Provincia per provincia

BA

Bari

Bari impasta la focaccia con la patata lessa e infila le cozze in forno con riso e patate, non in padella.

  • Focaccia barese: Semola rimacinata e patata lessa nell'impasto, stesa in teglia di ferro unta e coperta di pomodorini schiacciati e olive baresane. Il fondo, a contatto con l'olio, esce quasi fritto.
  • Tiella di riso, patate e cozze: Strati crudi di riso, patate a fette e cozze aperte a coltello con la loro acqua, infornati senza mai mescolare. L'acqua delle cozze è l'unico condimento salato: si aggiunge poco altro.
  • Orecchiette con le cime di rapa: Semola e acqua trascinate col coltello e rovesciate sul pollice, lavorate ancora a mano nei vicoli di Bari vecchia. Si lessano nella stessa acqua delle cime, con acciuga sciolta nell'olio e mollica fritta.
  • Ciliegia Ferrovia di Turi: Varietà a peduncolo lungo e polpa croccante, selezionata a Turi sull'altopiano a sud di Bari. Matura a giugno e regge il trasporto senza ammaccarsi, per questo ha invaso i mercati del Nord.
  • Sgagliozze: Quadrati di polenta di semola fatta raffreddare, tagliata e fritta in olio bollente, salata e servita nella carta. Si vendono nei vicoli della città vecchia, dai banchi affacciati sulla strada.
BT

Barletta-Andria-Trani

Ad Andria la burrata chiude dentro un sacchetto di pasta filata la stracciatella, sfilacci e panna: è IGP dal 2016.

  • Burrata di Andria IGP: Involucro di pasta filata riempito di stracciatella, cioè sfilacci di pasta filata e panna, e chiuso a fagottino. Nasce nelle masserie della Murgia andriese per recuperare i ritagli della mozzarella. scheda →
  • Olio Terra di Bari DOP, menzione Castel del Monte: Quasi solo cultivar Coratina, dai grandi oliveti attorno a Corato, Andria e Minervino. Altissimo contenuto di polifenoli: amaro e piccante marcati, ottimo sulle legumi.
  • Cipolla bianca di Margherita IGP: Coltivata sui cordoni sabbiosi fra la salina e il mare, a Margherita di Savoia. Il terreno salso e drenante la rende dolcissima e la fa maturare presto, già da aprile.
  • Sale di Margherita di Savoia: La salina più estesa d'Europa produce sale marino per evaporazione lungo bacini successivi. Il sale grosso raccolto qui finisce nella conservazione delle olive e delle acciughe del basso Adriatico.
  • Moscato di Trani DOC: Vino dolce da moscato reale, uva lasciata surmaturare sulla pianta sui terreni calcarei attorno a Trani. Colore ambrato e note di albicocca secca, storicamente vino da messa e da esportazione.
BR

Brindisi

A Cisternino la carne si compra dal macellaio e si cuoce lì: le bombette entrano nel fornello a legna, non in padella.

  • Bombette di Cisternino: Fettine sottili di capocollo di maiale arrotolate attorno a formaggio e pepe, infilzate e cotte nel fornello a legna della macelleria, in Valle d'Itria. Si ordinano al banco e si mangiano appena pronte.
  • Biscotto di Ceglie Messapica: Impasto di mandorle tostate, miele e zucchero farcito di confettura di ciliegie o uva e glassato. Presidio Slow Food, si fa ancora nelle case di Ceglie per le feste.
  • Pomodoro fiaschetto di Torre Guaceto: Piccolo pomodoro coltivato in asciutta dentro la riserva di Torre Guaceto, a Carovigno, senza irrigazione: buccia spessa, adatto alla conserva invernale. Presidio Slow Food.
  • Susumaniello: Vitigno rosso autoctono brindisino quasi abbandonato e recuperato attorno a Brindisi e Ostuni; il nome allude alle rese pesanti delle viti giovani, che caricano come un somaro.
  • Olio Collina di Brindisi DOP: Extravergine a base di Ogliarola salentina dagli uliveti secolari tra Ostuni, Fasano e Carovigno, su terra rossa a ridosso della costa. Fruttato leggero, poco amaro.
FG

Foggia

Il Tavoliere è il granaio d'Italia: qui la semola è materia locale, mentre il Gargano dà agrumi e caciocavalli di podolica.

  • Troccoli: Spaghettoni a sezione quadrata ottenuti premendo il troccolaturo, un mattarello rigato, sulla sfoglia di semola. Si condiscono col ragù di braciole o con le cime di rapa.
  • Caciocavallo podolico del Gargano: Latte di vacche podoliche al pascolo brado nella Foresta Umbra: poco latte e molto grasso. Si fila a mano e stagiona in grotta anche cinque anni.
  • Agrumi del Gargano: Aranceti e limoneti a terrazze sul mare tra Vico del Gargano, Rodi Garganico e Ischitella, protetti dal vento da muri a secco e siepi. Il limone femminello si raccoglie quasi tutto l'anno.
  • Anguilla di Lesina: Nella laguna di Lesina le anguille si catturano con trappole fisse di canne piantate nel fondale, poi si mangiano arrostite sulla brace o marinate nell'aceto.
  • Pancotto con rucola selvatica: Pane raffermo bollito con patate e rucola selvatica raccolta nei campi del Tavoliere, condito con olio crudo e peperoncino. Piatto dei braccianti, si fa in mezz'ora.
LE

Lecce

Nel Salento metà della pasta si frigge: la tria con i ceci alterna sfoglia lessata e sfoglia croccante nello stesso piatto.

  • Ciceri e tria: Tagliatelle di semola e acqua: una parte si lessa insieme ai ceci, l'altra si frigge nell'olio e si sbriciola sopra come condimento croccante. Piatto d'inverno, legato alla tavola di San Giuseppe il 19 marzo.
  • Pasticciotto leccese: Guscio di frolla allo strutto riempito di crema pasticcera e cotto in stampini ovali di alluminio. Nasce a Galatina a metà Settecento e si mangia caldo appena sfornato, a colazione.
  • Rustico leccese: Due dischi di pasta sfoglia che chiudono besciamella, mozzarella, pomodoro, pepe e noce moscata. Si compra al bar a qualsiasi ora e si mangia bollente, in piedi.
  • Frisa: Ciambella di grano duro o orzo cotta, tagliata in due nel senso della larghezza e rimessa in forno a biscottare. Si bagna in acqua pochi secondi prima di condirla con pomodoro, olio e origano.
  • Negroamaro e rosati del Salento: Uva a bacca nera delle terre rosse tra Salice Salentino, Guagnano e Copertino. Il breve contatto con le bucce dà i rosati che il Salento imbottiglia già dagli anni Quaranta, prima che diventassero moda.
TA

Taranto

Nel Mar Piccolo le sorgenti d'acqua dolce, i citri, abbassano la salinità e fanno la cozza tarantina, più dolce di quelle adriatiche.

  • Cozza nera del Mar Piccolo: Allevata su corde nel bacino chiuso del Mar Piccolo, dove le polle sottomarine di acqua dolce chiamate citri diluiscono il mare. Mollusco grasso e poco salato, si mangia crudo o nel riso patate e cozze.
  • Capocollo di Martina Franca: Coppa marinata nel vino cotto e affumicata con corteccia di fragno, la quercia della Murgia dei trulli. La stagionatura in cantina a quattrocento metri le dà una nota dolce e resinosa.
  • Primitivo di Manduria: Vitigno allevato ad alberello sui terreni rossi attorno a Manduria e Sava, con grado alcolico alto e tannino morbido. La versione Dolce Naturale, da uve appassite in pianta, è DOCG a sé.
  • Clementine del Golfo di Taranto IGP: Agrumeti sulla fascia costiera ionica fra Palagiano, Massafra e Ginosa, irrigati dalle risorgive. Frutto senza semi, buccia sottile che si stacca facilmente, maturazione precoce da ottobre.
  • Pane di Laterza: Pagnotte grandi di semola rimacinata cotte nei forni a legna scavati nella roccia, con crosta spessa e scura. Regge una settimana e si usa per la cialledda, la zuppa fredda di pane e verdure.

I piatti simbolo

  • Orecchiette con le cime di rapa
  • Fave e cicoria
  • Tiella di riso patate e cozze
  • Focaccia barese
  • Bombette
  • Ciceri e tria
  • Panzerotti
  • Pasticciotto leccese

I prodotti del territorio

IGPBurrataNasce da uno scarto: i ritagli di pasta filata che avanzavano venivano sfilacciati, annegati…DOPCanestrato PuglieseIl Canestrato Pugliese DOP è un pecorino duro del Tavoliere, fatto con latte di pecora Gentile…SalumiCapocolloIl capocollo è il muscolo che va dalla nuca alla quarta o quinta costola del maiale, salato…PATCartellateStrisce di pasta sottilissima pizzicate e arrotolate a rosa, fritte e immerse nel vincotto o…Ortaggi e fruttaCipolla rossa di Acquaviva delle FontiLa cipolla rossa di Acquaviva delle Fonti è larga, schiacciata come un disco e talmente dolce…DolciCotognataLa cotognata è polpa di mele cotogne cotta con lo zucchero e poi asciugata per giorni in…PATCozze di TarantoLe cozze di Taranto crescono nel Mar Piccolo, una laguna dove dal fondo sgorgano sorgenti di…FormaggiMozzarellaIl nome è un verbo prima di essere un formaggio: mozzare, cioè staccare di netto, che è quello…Olio e conserveOlio extravergine di olivaL'extravergine è succo di olive spremuto a freddo, senza solventi e senza raffinazione: una…Pasta e paneOrecchietteLe orecchiette sono pasta pugliese di sola semola di grano duro e acqua: un dischetto concavo…DOPPane di AltamuraIl Pane di Altamura DOP è fatto solo con semola rimacinata di grano duro della Murgia, lievito…Pasta e panePanzerottiIl panzerotto e una mezzaluna di pasta da pizza, dodici o quindici centimetri, ripiena di…Pasta e panePucciaLa puccia è il pane tondo del Salento, cotto nel forno a legna e fatto per essere aperto e…SalumiRazza PodolicaLa podolica è il bovino grigio dalle corna a lira che vive al pascolo brado sull'Appennino…Pasta e paneTaralliI taralli sono anelli di pasta secca pugliesi fatti con quattro ingredienti (farina, vino…

Le città

Dove mangiare e dormire in campagna

Quando andare

Le cime di rapa vanno da novembre a marzo: chi cerca le orecchiette con le cime di rapa in agosto mangia un'imitazione. Novembre e dicembre sono i mesi della raccolta delle olive e dell'olio nuovo, e il 16 e 17 gennaio Novoli accende la Focara, una catasta di fascine di ulivo alta venticinque metri. In primavera arrivano fave fresche, lampascioni e l'agnello di Pasqua; il 7, 8 e 9 maggio Bari celebra San Nicola con la processione a mare. L'estate è la stagione del pesce e delle feste patronali illuminate dalle luminarie, con la Notte della Taranta a Melpignano a fine agosto e le sagre del polpo lungo la costa salentina. I fichi e le uve da tavola IGP maturano fra agosto e ottobre.

Le sagre della Puglia
Fòcara di NovoliSagra della MuniceddhaSagra della CipollaSagra della ZampinaSagra del Fungo CardoncelloFiera di Santa Lucia

Il calendario completo →

Domande frequenti

Quando è la stagione delle orecchiette con le cime di rapa?

Da novembre a marzo: le cime di rapa sono una verdura invernale, e chi le cerca in agosto mangia un'imitazione. Le orecchiette si tirano con un coltello a punta tonda e si rovesciano sul pollice; a Bari vecchia si vedono ancora fare in strada, nei vicoli dell'Arco Basso.

Che cos'è la burrata e in cosa differisce dalla mozzarella?

La burrata è mozzarella all'esterno e stracciatella con panna all'interno. Nasce ad Andria all'inizio del Novecento come modo di usare i ritagli di pasta filata insieme alla panna, ed è oggi IGP. Si mangia freschissima e a temperatura ambiente: dopo due giorni non è più la stessa cosa.

Quanto olio d'oliva produce la Puglia?

Circa la metà dell'extravergine italiano, ed è la prima regione olivicola del paese: nel Salento e nella piana di Bari ci sono ulivi secolari, alcuni millenari. La raccolta e la frangitura si concentrano fra novembre e dicembre, che è il periodo in cui si assaggia l'olio nuovo.

Che cosa si mangia nella Valle d'Itria?

Carne. A Cisternino e a Martina Franca i macellai grigliano sul posto, nei fornelli pronti: bombette (involtini di capocollo e formaggio), salsicce a girella e spiedini. Martina Franca produce anche il capocollo, salume di lombo aromatizzato e leggermente affumicato con legno di fragno.

Cosa portare a casa dalla Puglia?

Olio extravergine, taralli e frise, che si conservano per mesi. Il pane di Altamura DOP regge una settimana grazie alla crosta spessa. La burrata di Andria IGP viaggia solo con una borsa frigo e va mangiata entro un giorno. Più semplice una bottiglia di Primitivo di Manduria.