Gargano: dove mangiare e dormire
Un promontorio con dentro una faggeta, una razza bovina che dà cinque litri di latte al giorno e agrumi che maturano quando altrove sono finiti. Ad agosto la costa è un'altra cosa: chi viene per mangiare viene a maggio o a ottobre.
Il Gargano è lo sperone: un blocco di calcare in provincia di Foggia, staccato geologicamente dal Tavoliere che gli sta intorno e per questo diverso da tutto il resto della Puglia. Ha una costa alta e frastagliata a est (Mattinata, Vieste, Peschici) una costa bassa e lagunare a nord con i laghi di Lesina e di Varano, e un interno di quota fra i cinquecento e i mille metri dove stanno Monte Sant'Angelo, San Marco in Lamis, Vico del Gargano, Carpino, Ischitella. Al largo ci sono le Tremiti. Dal 1991 quasi tutto è Parco Nazionale.
Al centro c'è la Foresta Umbra: circa diecimila ettari di faggeta fra i seicento e gli ottocento metri, a venti minuti dal mare, che dal 2017 fa parte del sito UNESCO delle antiche faggete europee. Un bosco di faggi così basso di quota e così vicino alla costa è una anomalia climatica, ed è la ragione per cui il Gargano ha una biodiversità che non c'entra niente con il resto del Sud, comprese le orchidee spontanee, di cui qui si contano decine di specie.
Le economie sono due e non si parlano molto. La costa vive di luglio e agosto, di villaggi turistici, pensione completa e stabilimenti; l'interno vive di olivi, agrumi, pascolo e pellegrini. San Giovanni Rotondo, con Padre Pio, riceve milioni di visitatori l'anno ed è, dal punto di vista di chi cerca da mangiare, il posto meno interessante del promontorio: ha la ristorazione che ci si aspetta da un luogo con quei numeri. Monte Sant'Angelo, dieci chilometri più in là, ha il santuario longobardo di San Michele, anch'esso UNESCO, e un pane che vale la salita. Ultima avvertenza pratica: il Gargano è grande e lento. Da Vieste a Peschici sono venti chilometri e quaranta minuti; da Vieste a Foggia sono cento chilometri e due ore.
Come si mangia qui
Dalla montagna arriva il caciocavallo podolico, che è la cosa più seria del Gargano e la più fraintesa. La podolica è una razza rustica, grigia, con le corna lunghe, che vive quasi allo stato brado e dà attorno ai cinque litri di latte al giorno contro i trenta di una frisona, e li dà soprattutto in primavera, quando pascola su erbe selvatiche, bacche e foglie. Quel latte diventa pasta filata, lavorata a mano, legata a coppie a cavallo di un palo, e stagiona da sei mesi a diversi anni, a volte in grotta. È un Presidio Slow Food, costa dai 30-40 euro al chilo per i giovani e molto di più per i lunghi, e in bocca è una cosa a metà fra un formaggio e un distillato. Il punto onesto: quasi tutto il caciocavallo venduto sulla costa non è podolico, è fatto con latte vaccino comune e costa un terzo. Non è una truffa finché nessuno scrive podolico, ma la parola viene usata con larghezza. Chiedi il nome del produttore e del paese: chi ce l'ha te lo dice subito.
Accanto ci sono il pane di Monte Sant'Angelo (semola rimacinata di grano duro, lievito madre, pagnotte da due a cinque chili cotte in forno a legna, crosta spessa e scura, che tiene una settimana; non è DOP, quella è di Altamura e sta in un'altra provincia, ma è un pane vero) e il pancotto, che di quel pane è la destinazione naturale, con cicorielle di campo e patate. La fava di Carpino, piccola e con la buccia sottile, è anch'essa Presidio, e si mangia in purea con le verdure amare. Gli olivi di Mattinata sono monumentali, la cultivar è l'ogliarola garganica, e l'olio nuovo di novembre è il momento in cui questa cucina si capisce meglio. Da bere, va detto chiaramente, non si viene qui: il Gargano non è un distretto vinicolo. Le bottiglie arrivano dal Tavoliere: San Severo DOC, Cacc'e mmitte di Lucera, nero di Troia. Qualche piccolo viticoltore sul promontorio esiste e va cercato, ma non organizzare il viaggio intorno alle cantine.
Dal mare arrivano le paranze e i trabucchi, e qui servono due precisazioni. Paranza è insieme la barca e il fritto: la frittura di paranza è pesce piccolo misto, ed è buona quando il pesce è locale e appena pescato, mentre altrove è un prodotto surgelato che va benissimo purché tu sappia cos'è. Per legge il congelato deve essere segnalato sul menù con un asterisco o una nota: se in una carta con venti piatti di pesce non c'è nessuna indicazione, quella assenza è un'informazione. Il trabucco è la macchina da pesca in legno su palafitte, con due lunghe antenne e una rete calata, che punteggia la costa rocciosa fra Mattinata, Vieste e Peschici; alcuni sono stati autorizzati come ristoranti. Vale la pena mangiarci almeno una volta, ma per la struttura e per il tramonto, non per la provenienza: un trabucco pesca pochissimo, e nessuno può reggerci sopra un servizio serale. La stessa onestà vale per il fermo pesca, il blocco della pesca a strascico che nel basso Adriatico cade di solito per un mese fra agosto e settembre: in quelle settimane il pescato locale sul menù non è locale, e capita esattamente nel mese in cui arrivano tutti. Sul resto: seppie di Manfredonia, polpo, cozze e ostriche del lago di Varano, anguilla di Lesina alla brace o marinata, alici e sarde. Chiedi sempre il prezzo al chilo prima di ordinare un pesce intero: la grigliata proposta secondo pescato è il punto in cui i conti si gonfiano.
Gli agrumi meritano un paragrafo a parte perché sono la cosa più garganica di tutte. L'IGP Agrumi del Gargano copre due prodotti: l'arancia del Gargano, la duretta, che è tardiva e si raccoglie da aprile a giugno, quando altrove le arance sono finite da mesi, e il limone femminello, che fruttifica quasi tutto l'anno e ha una scorza sottile e profumatissima. Crescono nei giardini (agrumeti recintati, terrazzati a mano, riparati da alberi alti) fra Rodi Garganico, Vico del Gargano e Ischitella. Nell'Ottocento queste arance partivano via nave per New York; oggi metà dei giardini è abbandonata e li tengono in piedi poche famiglie, alcune delle quali fanno visitare. A Vico del Gargano si mangia la paposcia, un pane sottile cotto sulla bocca del forno a legna e farcito caldo con olio e formaggio o con le verdure. Per i primi: troccoli, cavatelli, orecchiette. Per i dolci: cartellate a Natale, scarcelle a Pasqua, pettole, e il gelato al limone, che qui non è una banalità.
Aziende agricole con ospitalità
Strutture reali del territorio, verificate una per una sul loro sito. Quello che leggi è quanto dichiarano loro: la visita della redazione non c'è ancora stata, e quando ci sarà lo scriveremo.
Le Fronde
Vieste (FG)Azienda agricola familiare con uliveto secolare affacciato sul mare, che produce olio extravergine biologico. L'agriturismo, aperto nel 2020, ha sette camere dentro l'uliveto e una cucina basata su prodotti locali.
lefrondevieste.itAgriturismo Giorgio
Mattinata (FG)Azienda agricola Bisceglia in contrada Giorgio, con frantoio aziendale per l'olio extravergine e produzione di confetture. Camere distribuite fra gli ulivi, ristorante con prodotti dell'azienda e piscina.
agriturismogiorgio.itAgriturismo Falcare
Cagnano Varano (FG)Circa centotrenta ettari a 550 metri sull'altopiano garganico, coltivati esclusivamente in biologico fra cereali, legumi, ortaggi e frutteto, con bovini, ovini, caprini, suini ed equini e caseificio. Camere e appartamenti con ingresso indipendente e ristorante aziendale.
agriturismofalcare.comOlio della Valle
Vieste (FG)Azienda agricola sulla statale 89 che produce olio extravergine da olive Ogliarola e altre cultivar pugliesi, con vendita diretta. Agriturismo con ristorazione fra gli uliveti sopra Vieste.
oliodellavalle.itI prodotti di questo territorio
Le esperienze da fare
La Foresta Umbra si gira a piedi su sentieri segnalati che partono dal centro visite e dal laghetto: percorsi da un'ora a mezza giornata, ombra totale, temperature dieci gradi più basse della costa. Il momento migliore è ottobre, quando i faggi virano, e maggio per le orchidee. La strada che l'attraversa è lenta e piena di tornanti, e va percorsa con calma: ci sono cinghiali e caprioli, e all'alba e al tramonto attraversano.
Un allevamento di podolica si visita solo in primavera e solo su accordo diretto: si arriva su sterrate, si assiste alla mungitura e alla filatura del mattino, e non esiste un sistema di prenotazione online. Si telefona ai produttori o si chiede in un caseificio. Lo stesso vale per i giardini di agrumi fra Vico, Rodi e Ischitella, che si visitano con le famiglie che li tengono, meglio fra gennaio e giugno.
Sul mare: le uscite in barca da Vieste o Peschici verso le grotte marine e gli archi della costa costano fra i 25 e i 40 euro a persona per mezza giornata; le Tremiti si raggiungono in traghetto o aliscafo da Termoli tutto l'anno e da Vieste, Rodi e Peschici in stagione, in una-due ore. Un trabucco al tramonto vale la sosta, con l'avvertenza detta sopra. A Monte Sant'Angelo ci sono il santuario di San Michele scavato nella roccia, la tomba di Rotari e il rione Junno, oltre ai forni; a Carpino, in agosto, si tiene il festival della tarantella garganica, che è musica popolare seria e non intrattenimento da villaggio. Da lasciar perdere: le escursioni in fuoristrada vendute sul lungomare e i tour dei trulli, dato che di trulli qui non ce n'è uno.
Il calendario dell'anno
Gennaio e febbraio sono freddi e ventosi, con la costa in gran parte chiusa; ma i limoni sono sull'albero, l'olio è nuovo e il 14 febbraio Vico del Gargano copre di rami di arance e limoni il suo patrono, San Valentino: quella settimana il paese vale il viaggio. Marzo e aprile portano i primi formaggi di podolica e le orchidee; la Pasqua riempie Monte Sant'Angelo e San Giovanni Rotondo.
Maggio è il mese migliore insieme a ottobre: la costa è ancora vuota, l'arancia duretta è al suo massimo, il mare comincia a essere praticabile e l'8 si celebra San Michele a Monte Sant'Angelo. Giugno funziona fino al venti, poi comincia la stagione.
Luglio e agosto sono pieni: Vieste e Peschici moltiplicano gli abitanti, la strada costiera si intasa, i prezzi raddoppiano o triplicano e molte strutture passano a menù fissi e pensione completa. In quelle settimane cade anche il fermo pesca. Settembre è il mese in cui il mare è più caldo e la folla se ne è già andata dopo la prima settimana, con la festa di Padre Pio il 23 a San Giovanni Rotondo e San Michele di nuovo il 29. Ottobre e novembre portano i faggi gialli, la raccolta delle olive e l'olio nuovo, e un promontorio quasi vuoto: controlla però le aperture, perché sulla costa dopo la prima settimana di ottobre chiude quasi tutto.
Come arrivare e muoversi
Gli aeroporti: Bari a circa due ore da Vieste e un'ora e mezza da Manfredonia, Pescara a due ore e mezza dal Gargano nord, Napoli a tre. Foggia ha uno scalo con pochi collegamenti. In treno Foggia sta sulla dorsale Bologna-Bari ed è servita dall'alta velocità; da lì partono autobus per Manfredonia, Monte Sant'Angelo e Vieste, e c'è la linea delle Ferrovie del Gargano da San Severo a Rodi Garganico e Peschici Calenella, utile solo per la costa nord e con corse ridotte fuori stagione.
Realisticamente serve l'auto. Le strade sono la SS89 lungo la costa sud e fino a Vieste, la provinciale che attraversa la Foresta Umbra e la litoranea Mattinata-Vieste: sono tutte belle e tutte lente, con tornanti, pendenze e, in agosto, code vere. Leggi le distanze in ore e non in chilometri: è l'errore che fanno tutti alla prima visita, e produce giornate impossibili.
Due avvertenze finali. Sulle strade interne i distributori e i negozi si diradano parecchio, e la domenica molti sono chiusi: si fa benzina quando si può, non quando serve. E i traghetti per le Tremiti da Vieste, Rodi e Peschici sono stagionali e saltano con il mare mosso, mentre da Termoli si parte tutto l'anno con corse ridotte d'inverno: se le isole sono un obiettivo, tieni un giorno di margine.
Domande frequenti
Qual è il periodo migliore per andare sul Gargano?
Maggio e ottobre. A maggio la costa è ancora vuota, l'arancia duretta è al culmine, i formaggi di podolica ci sono e il caldo è gestibile; a ottobre la Foresta Umbra vira, si raccolgono le olive e il mare è ancora tiepido. Settembre dopo la prima settimana è un ottimo compromesso per chi vuole il bagno. Luglio e agosto sono il picco assoluto, con prezzi doppi o tripli e traffico sulla costiera. Da novembre a marzo l'interno resta vivo (pellegrini, olio, agrumi) mentre buona parte della costa chiude.
Come si riconosce il vero caciocavallo podolico?
Dal produttore e dalla stagione. La podolica dà pochissimo latte e quasi solo in primavera, quindi un caciocavallo podolico giovane disponibile in quantità tutto l'anno non torna. Il prezzo parte dai 30-40 euro al chilo e sale molto con l'invecchiamento. In bocca è intenso, con note di frutta secca e a volte quasi piccante, molto lontano dalla dolcezza di un caciocavallo di latte comune. Chiedi il nome dell'azienda e il paese: chi lavora podolica risponde subito, chi rivende no.
Vale la pena mangiare su un trabucco?
Sì, una volta, per quello che è: una macchina da pesca in legno su palafitte, con le sue antenne e la rete, in uno dei tratti di costa più belli d'Italia. Ma non aspettarti che il pesce che mangi sia stato preso da quella rete: un trabucco pesca quantità minime e nessun ristorante può reggerci sopra un servizio. Chiedi cosa è pescato in giornata, controlla le note sul congelato, che per legge devono esserci, e ricorda che fra agosto e settembre il fermo pesca riduce parecchio il pescato locale dell'Adriatico.
Serve l'auto e quanti giorni servono?
L'auto serve, salvo che tu voglia fermarti in un solo paese costiero e non muoverti. I collegamenti pubblici esistono fra Foggia, Manfredonia, Vieste e la costa nord, ma non raggiungono le masserie, i giardini di agrumi e i sentieri della Foresta Umbra. Come durata, cinque notti sono il minimo per vedere insieme la costa, l'interno e il bosco senza passare le giornate in macchina; con una settimana si aggiungono i laghi di Lesina e Varano o una gita alle Tremiti. Meglio due basi, una sulla costa e una in quota, che una sola.