Il pomodoro arriva tutto nello stesso momento, ed è per questo che esiste la conserva. Il San Marzano dell'Agro Sarnese-Nocerino DOP si pela, il datterino e il ciliegino di Pachino IGP si fanno a bottiglia, il pomodoro di Corbara si appende a piennolo per l'inverno. La giornata della salsa, fra fine luglio e agosto, è ancora un rito familiare: bottiglie sterilizzate, foglie di basilico, pentoloni sul fuoco in cortile e un anno di scorta. Nello stesso periodo si raccolgono melanzane, peperoni, zucchine, fagiolini e cetrioli.
In mare le alici e le sarde toccano il massimo del grasso, arrivano sgombri, ricciole, totani e moscardini. Nello Stretto di Messina si caccia il pesce spada dalle feluche, barche con un albero altissimo per l'avvistamento e una passerella lunga trenta metri a prua. La cucina d'estate si accorcia: alici marinate, insalata di polpo, sarde a beccafico, alici a scapece, pesce alla griglia e poco altro, perché il caldo scoraggia le cotture lunghe.
La frutta è al culmine (pesche, susine, meloni, angurie, le prime uve da tavola in Puglia e in Sicilia, i primi fichi) e in montagna gli alpeggi sono in piena produzione. Dal 15 luglio in poi non esiste un fine settimana senza sagre, e il caldo sposta tutto alla sera: si apre alle sette, si mangia alle nove, si smonta a mezzanotte. È anche il mese in cui i ristoranti di mare lavorano al massimo dei coperti, con la qualità che ne consegue: le sagre di paese, spesso, si mangia meglio.