Pizzoccheri della Valtellina IGP
Tagliatelle corte con almeno l'80% di farina di grano saraceno, lessate insieme a patate e verza e condite con burro, aglio e Valtellina Casera. Teglio ne rivendica la paternità.
Valle dove il frumento non matura: si macina grano saraceno per i pizzoccheri e il manzo si conserva salato e seccato all'aria.
Tagliatelle corte con almeno l'80% di farina di grano saraceno, lessate insieme a patate e verza e condite con burro, aglio e Valtellina Casera. Teglio ne rivendica la paternità.
Tagli magri di coscia di manzo salati a secco con pepe e aromi, poi asciugati e stagionati nell'aria secca della valle per almeno quattro settimane.
Si produce solo d'estate in alpeggio, nella baita, col latte appena munto e una piccola quota di latte di capra orobica. Stagiona anni: da vecchio si grattugia sui pizzoccheri.
Nebbiolo, qui chiamato chiavennasca, appassito sui graticci dei fruttai per mesi e vinificato secco: uno dei pochi rossi italiani da uve appassite a denominazione garantita.
Coscia o spalla di capra salata, affumicata e stagionata nei crotti della Valchiavenna, le cantine naturali ventilate dal sorel. Si taglia tenendola sulla spalla, come uno strumento.
La Lombardia è la regione italiana del burro, del riso e dei formaggi erborinati: risotto alla milanese, ossobuco, cassoeula, pizzoccheri valtellinesi, Gorgonzola e Taleggio. Cambia però ogni cinquanta chilometri, dalle Alpi della bresaola alla Mantova dolce-salata dei Gonzaga.