Franciacorta: dove mangiare e dormire
La Franciacorta è a quaranta minuti da Milano e produce il miglior metodo classico italiano, il che spiega perché nel fine settimana è piena di gente che ha prenotato la degustazione come si prenota un ristorante. Il paesaggio non è la Toscana: fra i vigneti ci sono capannoni, e conviene saperlo prima.
La Franciacorta è un anfiteatro morenico fra Brescia e il lago d'Iseo, diciannove comuni su circa duecento chilometri quadrati: Erbusco, Adro, Corte Franca, Passirano, Cazzago San Martino, Rovato, Monticelli Brusati, Provaglio d'Iseo, Gussago, Ome, Capriolo, Coccaglio. Le colline sono basse e tonde, i vigneti coprono circa tremila ettari, e in mezzo ci sono paesi che hanno vissuto di industria per cinquant'anni e continuano a farlo. Chi arriva aspettandosi la Val d'Orcia resta interdetto per il primo quarto d'ora.
Il vino è nato nel 1961 e la denominazione è diventata DOCG nel 1995: è un metodo classico da Chardonnay, Pinot nero e una quota residua di Erbamat, con rifermentazione in bottiglia e almeno diciotto mesi sui lieviti per il non millesimato, trenta per il Satèn e il rosé, sessanta per la Riserva. Non è prosecco e non ne condivide né il metodo né il prezzo: una bottiglia in cantina parte da diciotto o venti euro e sale in fretta. Metà dei malintesi dei visitatori nasce da qui.
La conseguenza pratica della vicinanza a Milano è che questo è un territorio da fine settimana, non da settimana. Sabato e domenica le cantine grandi fanno turni ogni ora con sale da cinquanta persone, i ristoranti si riempiono e sulla provinciale fra Erbusco e Iseo si sta in coda. Dal martedì al giovedì lo stesso territorio è tranquillo, le degustazioni si fanno in sei e capita che ti riceva chi fa il vino. La differenza fra i due modi di visitare la Franciacorta è più grande di quella fra due cantine diverse.
Come si mangia qui
La cucina qui è bresciana, cioè di burro, formaggio e polenta, e non ha quasi niente a che vedere con la leggerezza che il vino suggerisce. Il piatto simbolo della zona è il manzo all'olio di Rovato: un taglio di cappello del prete cotto per ore in olio, acciughe e poco altro, sfilacciato e servito con polenta, un piatto pesante e straordinario nato in un paese che aveva il mercato bovino più importante della Lombardia. Rovato ha ancora il mercato del bestiame il lunedì mattina, ed è il motivo per cui quel piatto esiste lì e non altrove.
Dal lago d'Iseo arriva l'altra metà del repertorio. La tinca al forno con la polenta, che si mangia a Clusane, frazione di Iseo, dove la sagra le è dedicata da decenni: la tinca viene disliscata, ripiena di pangrattato, aglio e prezzemolo, e cotta lentamente in forno. E le sardine essiccate, che sardine non sono: sono agoni, pescati in primavera, salati, essiccati al sole in file su fili e poi conservati sott'olio. Si servono grigliati con la polenta e sono il piatto più antico del lago. Da Monte Isola arriva il salame di lago, insaccato che si mangia crudo o cotto.
Salendo verso la montagna bresciana entrano i formaggi, che sono la vera forza della provincia: il Silter DOP della Val Camonica, di malga, stagionato oltre cento giorni; il Bagòss di Bagolino, duro, piccante, con lo zafferano nell'impasto, che si grattugia e si mangia a scaglie; la formaggella e il Nostrano Valtrompia DOP. Sui primi: casoncelli bresciani, che sono più grandi e più dolci di quelli bergamaschi, e i malfatti con spinaci e ricotta. Lo spiedo bresciano è la domenica: carne mista infilzata e girata sul fuoco per tre o quattro ore, condita col burro colato, e si ordina il giorno prima. Da bere, fuori dal metodo classico, ci sono i Curtefranca fermi bianchi e rossi, che costano un terzo e a tavola funzionano meglio di quanto il consorzio ammetta.
Aziende agricole con ospitalità
Strutture reali del territorio, verificate una per una sul loro sito. Quello che leggi è quanto dichiarano loro: la visita della redazione non c'è ancora stata, e quando ci sarà lo scriveremo.
Solive Franciacorta
Corte Franca (BS)Azienda della famiglia Bariselli dal 1898, con vigneti fra Nigoline, Torbiato e Adro: produce Franciacorta DOCG e Curtefranca DOC. Ospitalità in sei camere matrimoniali e due bilocali, con ristorante e vendita diretta in cantina.
solive.itAl Rocol
Ome (BS)Azienda agricola a conduzione familiare che produce Franciacorta DOCG, olio extravergine e formaggi. Offre camere e appartamenti da due a cinque persone, piazzole attrezzate per camper, degustazioni guidate e corsi di cucina.
alrocol.comRicci Curbastro
Capriolo (BS)Azienda agricola che produce Franciacorta DOCG, Curtefranca DOC e Sebino IGT, con un museo agricolo di oltre tremila oggetti aperto ai visitatori. L'alloggio è in otto appartamenti con cucina nella Cascina San Lorenzo.
riccicurbastro.itIl Colmetto
Rodengo Saiano (BS)Azienda agricola di trenta ettari che alleva oltre centocinquanta capre Saanen e ne trasforma il latte in un caseificio interno, con orti e serre aziendali. Offre ristorazione agrituristica, senza alloggio.
ilcolmetto.itI prodotti di questo territorio
Le esperienze da fare
La visita in cantina è il motivo per cui si viene, ed è organizzata meglio che in quasi tutta Italia. Le grandi aziende hanno sale di degustazione da cinquanta posti, turni ogni ora prenotabili online, percorsi in più lingue: costa fra 25 e 50 euro per tre o quattro calici con qualche assaggio, e sale a 60-100 euro per le verticali di Riserva. Le aziende piccole, sotto i centomila pezzi l'anno, ricevono in cinque o sei, e sono quelle dove la visita diventa una conversazione. Prenotare in settimana costa uguale e cambia tutto.
Una cosa che vale la pena chiedere: di vedere le pupitres e la sboccatura, se in quel giorno la fanno. Il metodo classico si capisce guardando il remuage e la degorgiatura, non ascoltando la spiegazione, e diverse cantine le programmano in giorni fissi che ti dicono al telefono.
Le Torbiere del Sebino sono una riserva naturale su un antico bacino di torba, con passerelle di legno sull'acqua e un anello di poco più di tre chilometri: un'ora a piedi, gratuita, e il posto più bello della zona. Da Iseo partono i traghetti per Monte Isola, che è l'isola lacustre più grande d'Europa, senza auto private, dove si mangia sardine essiccate e salame e si gira a piedi o in bici in mezza giornata.
Da evitare, o almeno da valutare con attenzione: i pacchetti da Milano che promettono tre cantine e un pranzo in una giornata. Sono due fermate reali in aziende attrezzate per riceverli, un pranzo per cinquanta persone, e il resto del tempo in autostrada. La Franciacorta è a quaranta minuti in treno da Milano: si fa benissimo da soli, prenotando due cantine e mangiando in paese.
Il calendario dell'anno
Da dicembre a febbraio le colline sono nebbiose e i vigneti spogli, ma è la stagione dello spiedo, del manzo all'olio e dei formaggi stagionati, e le cantine hanno tempo. È il periodo in cui una visita costa meno ed è più lunga.
Marzo e aprile portano le sardine essiccate e i primi giorni tiepidi sul lago. Maggio e giugno sono il momento migliore in assoluto: vigneti verdi, le Torbiere in fiore con le ninfee, temperature ragionevoli. È anche quando cominciano gli affollamenti del fine settimana.
Luglio e agosto sono caldi e umidi (il lago aumenta l'umidità e non la mitiga) e Iseo e Monte Isola sono pieni; le cantine restano aperte ma diverse aziende familiari chiudono due settimane a cavallo di Ferragosto. La sagra della tinca al forno a Clusane occupa buona parte di luglio.
Settembre è vendemmia, ed è precoce: qui si comincia ad agosto per le basi spumante, quindi entro metà settembre in molte aziende è già finita. Fra fine settembre e ottobre il consorzio organizza il Festival Franciacorta, due fine settimana in cui una novantina di cantine aprono contemporaneamente con un pass unico: è la formula più efficiente per vedere molto, ed è anche la più affollata dell'anno. Novembre è vuoto, umido e conveniente.
Come arrivare e muoversi
L'aeroporto naturale è Bergamo Orio al Serio, a quaranta minuti; Milano Linate è a un'ora, Malpensa a un'ora e mezza, Verona a un'ora e un quarto. Brescia ha uno scalo minore con pochi voli.
Il treno funziona davvero, il che in Italia enologica è un'eccezione. La linea Milano-Venezia ferma a Rovato e a Brescia, e da Milano Centrale a Rovato ci vogliono quaranta minuti. Da Brescia parte la linea per Iseo ed Edolo, che ferma a Provaglio, Corte Franca, Iseo e Pisogne con corse ogni ora circa. Diverse cantine sono a due o tre chilometri da una stazione, che a piedi sono venti minuti o una corsa in taxi da dieci euro.
Con l'auto si arriva dall'A4 con le uscite di Rovato, Palazzolo e Ospitaletto. Il punto critico è il fine settimana: la provinciale che collega Erbusco a Iseo passa dentro i paesi, ha semafori e rotatorie, e il sabato pomeriggio si sta fermi. Le distanze sono minuscole (dieci chilometri fra un capo e l'altro della denominazione) ma il tempo reale raddoppia.
Se l'intenzione è assaggiare seriamente, il treno è la soluzione migliore d'Italia per un territorio del vino: due cantine raggiungibili a piedi dalla stazione di Iseo o di Corte Franca, e nessun problema di limite alcolemico. In alternativa un noleggio con conducente per mezza giornata sta fra 150 e 250 euro.
Domande frequenti
Che differenza c'è fra Franciacorta e prosecco?
Il metodo. Il Franciacorta rifermenta in bottiglia, come lo champagne, e resta sui lieviti almeno diciotto mesi, sessanta per le Riserve; il prosecco rifermenta in autoclave in poche settimane. Ne derivano bollicine più fini, note di crosta di pane e lievito, e un prezzo che parte da circa venti euro in cantina contro i sei o sette del prosecco DOC. Sono due prodotti diversi, non due qualità dello stesso prodotto.
Serve prenotare le degustazioni in Franciacorta?
Sì, sempre, e nel fine settimana con almeno una settimana di anticipo. Le aziende grandi hanno turni fissi prenotabili online; quelle piccole rispondono via mail e ricevono poche persone alla volta. In settimana, dal martedì al giovedì, si trova posto con due giorni di preavviso, la visita dura di più e la conduce spesso chi fa il vino.
Si può visitare la Franciacorta senza auto?
Sì, ed è uno dei pochi territori del vino italiani dove funziona. La linea Brescia-Iseo ferma a Provaglio, Corte Franca e Iseo con corse orarie, e diverse cantine sono a venti minuti a piedi dalle stazioni. Milano Centrale-Rovato sono quaranta minuti. Con una base a Iseo si visitano due o tre aziende, le Torbiere e Monte Isola senza mai guidare.
Quanto dura una visita e quanto costa?
Un'ora e mezza in media, che comincia in vigna o in sala di vinificazione, passa dalla cantina di affinamento e finisce con tre o quattro calici seduti. Costa fra 25 e 50 euro a persona, con le verticali di Riserva a 60-100. Le degustazioni gratuite in Franciacorta sono quasi sparite, e dove ci sono in genere il fine è la vendita.