Sagra della Cipolla Rossa
La cipolla rossa di Tropea Calabria IGP cresce sulla fascia sabbiosa costiera del Vibonese ed è abbastanza dolce da mangiarsi cruda in insalata. La si trova anche in marmellata, nella frittata e sulla pasta con la 'nduja.
La Calabria è la regione italiana dove il peperoncino non è un accento ma una struttura: entra nella 'nduja, nella sardella, nei salumi DOP, nelle conserve. Attorno ruotano cipolla rossa di Tropea, bergamotto, liquirizia, pesce spada e i formaggi della Sila.
La cipolla rossa di Tropea Calabria IGP cresce sulla fascia sabbiosa costiera del Vibonese ed è abbastanza dolce da mangiarsi cruda in insalata. La si trova anche in marmellata, nella frittata e sulla pasta con la 'nduja.
Bagnara caccia il pesce spada dalle feluche, barche con un albero di avvistamento e una passerella di trenta metri a prua. Si cucina alla ghiotta, con capperi, olive e pomodoro, oppure a involtini con pangrattato e caciocavallo.
La 'nduja di Spilinga è fatta con le parti grasse del maiale e peperoncino piccante macinati fino a diventare una crema spalmabile, poi insaccata e affumicata leggermente. In paese si mangia sul pane caldo, sulla fileja e sciolta nel sugo.
La manifestazione che ha reso nazionale un ingrediente calabrese: banchi di conserve, 'nduja, sardella e peperoncini di ogni scala Scoville, più le gare di mangiatori. Diamante ospita anche l'accademia italiana del peperoncino.
I porcini della Sila crescono nelle pinete a 1.200 metri e in sagra si mangiano alla brace, sott'olio e con la pasta fatta a mano. Accanto ci sono la patata della Sila IGP e il caciocavallo silano DOP appena stagionato.