Festa dell'Asparago Bianco
L'asparago bianco della pianura friulana si coltiva sotto cumuli di terra perché resti privo di clorofilla e amaro. Si serve tiepido con uova sode schiacciate, aceto e olio, oppure nel frico morbido con la Montasio.
Il Friuli-Venezia Giulia tiene insieme tre cucine in un territorio piccolo: quella alpina della Carnia, con frico e cjarsons; quella friulana di pianura, del prosciutto di San Daniele e del Montasio; e quella di Trieste, austro-ungarica e slovena, fatta di gulasch, jota e prosciutto cotto nel pane.
L'asparago bianco della pianura friulana si coltiva sotto cumuli di terra perché resti privo di clorofilla e amaro. Si serve tiepido con uova sode schiacciate, aceto e olio, oppure nel frico morbido con la Montasio.
I prosciuttifici aprono le celle e affettano a mano il San Daniele DOP, che si stagiona sulla collina morenica dove l'aria fredda delle Alpi incontra quella salmastra dell'Adriatico. Si mangia con il vino friulano e con la trota affumicata del Tagliamento.
Le piazze del centro si dividono per prodotto: friulano, ribolla gialla, picolit e refosco da una parte, frico, cjarsons, prosciutto di San Daniele e formaggio Montasio dall'altra. È la vetrina della regione alla vigilia della vendemmia.
Una città divisa da un confine per cinquant'anni mette in fila le cucine che la circondano: slovena, austriaca, ungherese, balcanica, accanto a quella giuliana di jota, gulasch e prosciutto cotto in crosta di pane.
Il borgo, ricostruito pietra per pietra dopo il terremoto del 1976, dedica alla zucca ogni portata: gnocchi, risotti, frittelle, birra e conserve. La festa ha un impianto medievale e la zucca è l'ortaggio che nella pianura friulana ha sfamato per secoli.