Sagra della Bistecca
Bistecche di razza chianina cotte su un focolare lungo più di dieci metri, alimentato a carbone, nei giardini del Parterre. La sagra va avanti dal dopoguerra ed è una delle poche in Italia costruita su un solo taglio di carne.
La Toscana cucina asciutto e con pochi ingredienti: pane senza sale, olio extravergine, fagioli, carne alla brace e cacciagione. La bistecca alla fiorentina e la ribollita nascono dalla stessa logica: materia prima buona e intervento minimo.
Bistecche di razza chianina cotte su un focolare lungo più di dieci metri, alimentato a carbone, nei giardini del Parterre. La sagra va avanti dal dopoguerra ed è una delle poche in Italia costruita su un solo taglio di carne.
A 550 metri sopra le cave di marmo, il lardo si stagiona almeno sei mesi in conche di marmo strofinate d'aglio, con sale, pepe, rosmarino e spezie. Si mangia a fette sottilissime sul pane caldo, che lo scioglie.
Il pecorino di Pienza si vende fresco, semistagionato o affinato sotto cenere e in foglie di noce, dai produttori della Val d'Orcia. Nel pomeriggio i contradaioli giocano al cacio al fuso, che consiste nel far rotolare una forma attorno a un perno in piazza Pio II.
Dopo la gara di tiro con l'arco fra i quattro quartieri si mangia nelle cucine di contrada: spiedi, pinci al ragù, salumi di cinta senese e Brunello. La sagra chiude la stagione della vendemmia sulla collina del Sangiovese grosso.
Il Marrone del Mugello IGP si vende crudo, arrostito e trasformato in castagnaccio, marron glacé e tortelli di marroni. Nei giorni di sagra un treno a vapore collega Firenze al paese attraversando l'Appennino.
Le colline fra Arno ed Elsa danno tartufi bianchi grandi (da qui è uscito uno degli esemplari più pesanti mai registrati) e il mercato è controllato. Costa meno di Alba, si visita in giornata da Firenze e si mangia con l'uovo o sui tagliolini.