Prosciutto di San Daniele DOP
Si lavora solo dentro il comune di San Daniele del Friuli, dove l'aria delle Alpi incontra quella dell'Adriatico. Cosce pressate, zampino lasciato attaccato, almeno tredici mesi di stagionatura.
Dalle colline moreniche alla Carnia: il prosciutto è dolce a San Daniele e affumicato a Sauris, e le rape fermentano sotto vinaccia.
Si lavora solo dentro il comune di San Daniele del Friuli, dove l'aria delle Alpi incontra quella dell'Adriatico. Cosce pressate, zampino lasciato attaccato, almeno tredici mesi di stagionatura.
A Sauris, paese di lingua germanica a 1.200 metri, la coscia viene salata, affumicata con legno di faggio e poi stagionata: l'unico crudo affumicato del Friuli.
Latte vaccino delle malghe tra Alpi Carniche e Giulie. Da fresco è elastico e dolce; oltre i dieci mesi diventa granuloso e piccante ed è quello che finisce nel frico.
Formaggio di stagionature diverse sciolto in padella con patate e cipolla fino a formare una crosta croccante. Piatto della Carnia, nato per recuperare i ritagli delle forme.
Rape bianche messe a fermentare almeno trenta giorni sotto vinaccia di uva rossa, poi grattugiate e stufate. Si mangiano col muset, il cotechino friulano.
Il Friuli-Venezia Giulia tiene insieme tre cucine in un territorio piccolo: quella alpina della Carnia, con frico e cjarsons; quella friulana di pianura, del prosciutto di San Daniele e del Montasio; e quella di Trieste, austro-ungarica e slovena, fatta di gulasch, jota e prosciutto cotto nel pane.