Porzina e caldaia del buffet
Nei buffet triestini una pentola sempre in caldo tiene spalla di maiale salata (porzina), cotechino, luganighe e cragno; si affetta al momento e si serve con cren grattugiato, senape e crauti.
A Trieste il maiale si lessa e si mangia col cren e i capuzi garbi al buffet: cucina asburgica, non veneta.
Nei buffet triestini una pentola sempre in caldo tiene spalla di maiale salata (porzina), cotechino, luganighe e cragno; si affetta al momento e si serve con cren grattugiato, senape e crauti.
Minestra densa di fagioli, patate e crauti (capuzi garbi) con cotenne o costine affumicate. L'acidità viene dal cavolo fermentato: la versione friulana dell'interno usa invece la brovada di rape.
Dolce triestino di pasta sottilissima arrotolata a spirale attorno a un ripieno di noci, mandorle, uvetta, pinoli e rum. Non va confuso con la putizza, che ha impasto lievitato.
Alici del Golfo di Trieste sbarcate a Barcola, più grasse e grandi di quelle adriatiche del sud. Si mangiano in savor, marinate con cipolla e aceto, o impanate e fritte.
Vino rosso scuro e acido coltivato sulla terra rossa ferrosa del Carso, tra Prosecco, Sgonico e Duino. Si beve nelle osmize, le case contadine autorizzate a vendere il proprio vino pochi giorni l'anno e segnalate da una frasca appesa.
Il Friuli-Venezia Giulia tiene insieme tre cucine in un territorio piccolo: quella alpina della Carnia, con frico e cjarsons; quella friulana di pianura, del prosciutto di San Daniele e del Montasio; e quella di Trieste, austro-ungarica e slovena, fatta di gulasch, jota e prosciutto cotto nel pane.