Tartufo bianco d'Alba
Tuber magnatum cercato di notte col cane nei boschi di Langhe e Roero, da fine settembre a gennaio. Non si cuoce: si affetta crudo sui tajarin e sulla carne cruda battuta.
Dalle Langhe del Barolo alle valli occitane: tartufo e nocciole in collina, tome d'alpeggio e razza piemontese da bollito in montagna.
Tuber magnatum cercato di notte col cane nei boschi di Langhe e Roero, da fine settembre a gennaio. Non si cuoce: si affetta crudo sui tajarin e sulla carne cruda battuta.
Nebbiolo di undici comuni intorno a Barolo, tra cui La Morra, Serralunga d'Alba, Monforte e Castiglione Falletto. Almeno 38 mesi di invecchiamento, di cui 18 in legno.
Formaggio di latte vaccino, con eventuale aggiunta di pecora o capra, prodotto solo a Castelmagno, Pradleves e Monterosso Grana, in valle Grana. Con la stagionatura si erborina da solo.
L'unica salsiccia italiana fatta con carne di vitello, che si mangia anche cruda. La deroga nasce a Bra per rifornire la comunità ebraica di Cherasco, che non usava maiale.
Tonda gentile trilobata coltivata sulle colline dell'Alta Langa: guscio sottile, resa alta in pasta e nessun retrogusto amaro. È la base della torta di nocciole e dei gianduiotti.
Il Piemonte è la regione italiana con la cucina più borghese e più costruita: carne cruda battuta al coltello, agnolotti del plin, bagna càuda, brasati, e il tartufo bianco d'Alba. Sopra tutto stanno le Langhe, il Barolo e il Barbaresco.