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Formaggi

Grana Padano

Il Grana Padano DOP è un formaggio a pasta dura cotta di latte vaccino crudo parzialmente scremato, stagionato almeno nove mesi. Nato nell'abbazia di Chiaravalle, è il formaggio DOP più consumato al mondo e il cugino più economico e più dolce del parmigiano.

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Grana Padano, formaggio della Lombardia
Grana Padano, formaggio della LombardiaTamorlan · CC BY 3.0
DOP
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Che cos'è

Il Grana Padano è un formaggio semigrasso a pasta dura, cotta e a lenta maturazione, prodotto con latte vaccino crudo di una o due mungiture, parzialmente scremato per affioramento naturale. La forma è cilindrica con scalzo leggermente convesso: 35-45 centimetri di diametro, 18-25 di altezza, un peso fra 24 e 40 chili.

Il nome descrive la pasta: grana, cioè granulosa, per la struttura a scaglie che si forma con la maturazione. Padano indica la pianura Padana, la zona di produzione che copre trentadue province in cinque regioni.

Il disciplinare prevede tre livelli di stagionatura: da nove a sedici mesi, Oltre 16 mesi, e Riserva, riservato alle forme di almeno venti mesi selezionate dagli esperti del Consorzio con la battitura del martelletto. Sopra i venti mesi la pasta è friabile, i cristalli di tirosina sono evidenti e il profilo aromatico si avvicina molto a quello del parmigiano.

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Dove nasce

La leggenda vuole che il grana nasca intorno al 1135 nell'abbazia cistercense di Chiaravalle, alle porte di Milano, dove i monaci cercavano un modo per conservare il latte in eccesso delle terre appena bonificate. Il caseus vetus della pianura lombarda è documentato dal Duecento.

La zona DOP attuale comprende trentadue province di Piemonte, Lombardia, Veneto, Trentino-Alto Adige ed Emilia-Romagna: sostanzialmente tutta la pianura Padana a nord del Po, più le province emiliane a sud che non rientrano nella zona del Parmigiano Reggiano.

Un caso a parte è il Trentingrana, prodotto nelle valli del Trentino secondo il disciplinare del Grana Padano ma con due vincoli in più che il Consorzio locale si è imposto: divieto assoluto di insilati nell'alimentazione delle vacche e nessun uso di lisozima. Stagiona in genere oltre venti mesi ed è il grana che assomiglia di più al parmigiano.

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Come si produce

Il latte della mungitura serale riposa in vasche a temperatura controllata perché la panna affiori; la parte scremata viene unita al latte della mungitura successiva. A differenza del parmigiano, il Grana Padano può essere caseificato due volte al giorno.

In caldaia di rame il latte viene coagulato a 31-33 gradi con caglio di vitello, poi la cagliata si frantuma con lo spino fino a granuli grandi come chicchi di miglio e si cuoce fino a 53-56 gradi. La massa precipita sul fondo, viene estratta in un telo, divisa in due forme gemelle e messa nelle fascere.

Al disciplinare è ammesso l'uso di lisozima da albume d'uovo come antibutirrico, per evitare il gonfiore tardivo causato dai clostridi presenti negli insilati. È una differenza sostanziale rispetto al Parmigiano Reggiano, che gli insilati li vieta e quindi non ha bisogno di additivi, e comporta l'obbligo di dichiarare l'uovo fra gli allergeni.

Segue la salatura in salamoia satura per quattordici-trenta giorni, poi la stagionatura su scalere di legno per almeno nove mesi, con spazzolature e rivoltamenti periodici.

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Come riconoscerlo

Sullo scalzo devono comparire i rombi tratteggiati con la scritta GRANA PADANO ripetuta a tappeto, applicati con le fasce marchianti prima della salatura. A stagionatura raggiunta il Consorzio aggiunge il marchio a fuoco del quadrifoglio con la sigla della provincia e il numero del caseificio. Sulla faccia c'è la placca di caseina con il codice alfanumerico che identifica la singola forma.

La pasta è paglierina, finemente granulosa, e si frattura in scaglie irregolari: se si taglia in fette flessibili non è grana. Dai sedici mesi in su compaiono i cristalli bianchi di tirosina, croccanti sotto i denti.

Attenzione alle diciture generiche come formaggio grattugiato italiano o formaggio duro tipo grana: sono prodotti diversi, spesso miscele. Il grattugiato DOP riporta sempre il logo del Consorzio e la percentuale di crosta ammessa, che non può superare il 18%.

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Come si usa in cucina

Il nove-sedici mesi è il formaggio da cucina quotidiana: si grattugia su qualsiasi pasta, si scioglie nei risotti, entra nelle besciamelle e nei ripieni, lega le polpette. È più dolce e meno salato del parmigiano, quindi in preparazioni delicate come un risotto agli asparagi o una vellutata di zucca copre meno.

L'Oltre 16 mesi e la Riserva stanno bene a scaglie, con aceto balsamico tradizionale, miele o mostarda, oppure a tocchetti con l'aperitivo. Su una pasta al pomodoro o una lasagna il salto di stagionatura si nota poco: conviene tenere il nove-sedici mesi per la cucina e la Riserva per la tavola.

Le croste non si buttano: raschiate e messe in una minestra di verdure o in un brodo di legumi rilasciano sapore per un'ora. Alcune trattorie lombarde le abbrustoliscono in forno finché non si gonfiano.

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Abbinamenti

Il nove-sedici mesi regge bianchi freschi e bollicine secche: Franciacorta, Oltrepò Pavese metodo classico, Lugana. Con l'Oltre 16 mesi funzionano rossi di media struttura come il Valpolicella o il Bonarda dell'Oltrepò; la Riserva chiede vini più importanti (Amarone, Barbera d'Asti superiore) oppure, per contrasto, un passito.

A tavola gli abbinamenti canonici sono aceto balsamico tradizionale, miele di acacia, mostarda cremonese e noci. Con pere e fichi freschi la Riserva dà il meglio.

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Quanto costa

Al banco il nove-sedici mesi costa fra 10 e 15 euro al chilo, l'Oltre 16 mesi fra 14 e 19, la Riserva fra 17 e 24. Il Trentingrana, per volumi molto più bassi e vincoli più stretti, sta fra 20 e 26 euro al chilo.

È mediamente il 25-35% più economico del Parmigiano Reggiano di pari stagionatura, e questo spiega perché è il formaggio DOP più venduto al mondo: circa cinque milioni di forme all'anno. Il grattugiato in busta costa al chilo quanto il trancio o più, e perde aroma in pochi giorni dall'apertura: conviene sempre il pezzo intero.

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Come conservarlo

Il trancio si conserva in frigorifero nel cassetto delle verdure, avvolto in un panno appena inumidito e poi in carta oleata o in un contenitore rigido non ermetico. La pellicola a contatto va bene solo per pochi giorni, poi il formaggio suda.

Così tenuto dura due o tre mesi. Se la superficie di taglio si asciuga e diventa vetrosa basta raschiarla via; una muffa secca in crosta si toglie con un panno imbevuto di aceto o vino bianco. Muffe umide, rosa o nere sulla pasta sono invece un fenomeno diverso da quello secco della crosta: a quel punto vale la data sulla confezione o un parere del formaggiaio.

Si congela senza danni gravi in porzioni da 200-300 grammi, per sei mesi, ma dopo lo scongelamento diventa più friabile ed è meglio destinarlo alla grattugia. Le croste si conservano in freezer indefinitamente e finiscono nelle minestre.

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Dove assaggiarlo

In tutta la pianura Padana, ma con qualche indirizzo preciso. All'abbazia di Chiaravalle, a sud di Milano, dove la leggenda colloca la nascita del grana e dove i monaci cistercensi hanno lasciato il mulino e il complesso abbaziale visitabili.

A Cremona, Lodi e Mantova diversi caseifici aprono le sale di caseificazione al mattino presto, quando si rompe la cagliata: il Consorzio pubblica un elenco delle strutture visitabili. La battitura delle forme con il martelletto, se capita di assistervi, è lo spettacolo che spiega tutto.

In Trentino, i caseifici sociali della Val di Non, della Val di Fiemme e delle Giudicarie producono il Trentingrana e molti hanno spaccio aziendale. A Milano le formaggerie storiche tengono Riserve di trenta e trentasei mesi che nella grande distribuzione non arrivano mai.

Ricette con questo prodotto

Domande frequenti

Che differenza c'è fra Grana Padano e Parmigiano Reggiano?

Zona diversa, stagionatura minima diversa (nove mesi contro dodici), alimentazione delle vacche diversa: il Grana Padano ammette gli insilati e l'uso di lisozima da uovo, il Parmigiano li vieta entrambi. Il risultato è un formaggio più dolce, più delicato e meno complesso, e mediamente più economico del 25-35%.

Il Grana Padano contiene uovo?

Può contenerne tracce. Il disciplinare ammette il lisozima estratto dall'albume come conservante antibutirrico, e in quel caso l'uovo va dichiarato in etichetta fra gli allergeni. Il Trentingrana e alcune produzioni biologiche non lo usano.

È adatto ai vegetariani?

No. Il disciplinare prevede caglio di vitello. Non esiste una versione DOP con caglio microbico, e i formaggi tipo grana vegetariani in commercio non sono Grana Padano.

Cosa vuol dire Riserva?

È la menzione riservata alle forme di almeno venti mesi che superano l'esame degli esperti del Consorzio, effettuato battendo la forma con un martelletto per ascoltarne la struttura interna. Sulla crosta viene impresso a fuoco il marchio Riserva Oltre 20 Mesi.

La crosta si può mangiare?

La parte esterna scura no, va raschiata. Lo strato immediatamente sotto è commestibile e nel grattugiato DOP è ammesso fino al 18%. Le croste intere si usano in minestre e brodi, dove rilasciano sapore.

Le fonti

Dove verificare quello che c'è scritto qui sopra.

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