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Piemonte

Il Piemonte è la regione italiana con la cucina più borghese e più costruita: carne cruda battuta al coltello, agnolotti del plin, bagna càuda, brasati, e il tartufo bianco d'Alba. Sopra tutto stanno le Langhe, il Barolo e il Barbaresco.

Il nome dice tutto: ai piedi dei monti. Le Alpi chiudono il Piemonte su tre lati, dal Monviso al Monte Rosa, e lasciano al centro la pianura del Po con le risaie del Vercellese e del Novarese e, a sud-est, le colline di Langhe, Roero e Monferrato, riconosciute patrimonio UNESCO nel 2014. Torino è stata capitale dei Savoia e poi del Regno d'Italia, e la cucina lo mostra: burro invece di olio, salse strutturate, una pasticceria di scuola francese, il cioccolato (il gianduia nasce nel 1865 mescolando cacao scarso con le nocciole locali) e l'invenzione del vermouth e dell'aperitivo.

La carne è quasi una religione. La razza Piemontese, con la mutazione della coscia doppia, dà un manzo magrissimo e tenero: da lì la carne cruda all'albese, battuta al coltello e condita solo con olio, limone e sale, e il bollito misto, che nella versione canonica prevede sette tagli, sette ammennicoli e una serie di salse (bagnet verd al prezzemolo, bagnet ross al pomodoro, cognà). Il vitello tonnato piemontese usa una salsa di tonno, acciughe e capperi, e nella versione antica non ha maionese.

Il tartufo bianco d'Alba non si coltiva: si cerca, di notte, con il cane, in una fascia di boschi fra Langhe, Roero e Monferrato. Si affetta crudo sui tajarin (tagliolini sottilissimi con anche quaranta tuorli per chilo di farina) o sull'uovo fritto, e il suo prezzo cambia ogni settimana secondo la pioggia di agosto. Attorno gravitano la nocciola Tonda Gentile IGP dell'Alta Langa, piantata dove la vite non maturava, e i formaggi: Castelmagno DOP stagionato nelle grotte della Val Grana, Bra, Raschera, Toma, e la Robiola di Roccaverano, una delle poche DOP italiane di puro latte di capra.

Il vino organizza il resto. Il nebbiolo dà Barolo su undici comuni e Barbaresco su tre, vini che invecchiano decenni; la barbera è il rosso quotidiano dell'Astigiano e del Monferrato; il dolcetto matura prima e si beve giovane. Sui bianchi ci sono Gavi e Erbaluce di Caluso, sui dolci il Moscato d'Asti, e da qualche anno l'Alta Langa metodo classico. La bagna càuda, infine, racconta una storia commerciale: aglio, olio e acciughe salate in una regione senza mare, arrivate lungo le vie del sale che valicavano le Alpi Marittime dalla Liguria.

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Provincia per provincia

AL

Alessandria

A Casale si piegano i krumiri, in Val Curone si impila il montebore, a Tortona il timorasso è stato salvato dall'estinzione.

  • TimorassoUva bianca dei Colli Tortonesi quasi scomparsa nel dopoguerra, quando i filari furono sostituiti dal cortese, e reimpiantata dagli anni Ottanta tra Monleale, Costa Vescovato e Volpedo. Vino spesso corso che regge dieci anni di bottiglia.
  • MonteboreFormaggio a tre dischi sovrapposti di diametro decrescente, di latte vaccino con una quota di ovino, prodotto in Val Curone tra Dernice e Mongiardino Ligure. La forma a torta nuziale ricorre nelle cronache rinascimentali.
  • RabatonGnocchi allungati di ricotta, uova, grana ed erbe di campo, lessati e poi passati in forno a gratinare. Nascono nella Fraschetta, la piana un tempo paludosa a sud di Alessandria.
  • Krumiri di Casale MonferratoBastoncini curvi di farina, burro, uova e zucchero, senza acqua né lievito, nati a Casale Monferrato nel 1878. La piega imita i baffi di Vittorio Emanuele II, morto quell'anno.
  • Cortese di GaviBianco secco e agrumato dei colli attorno a Gavi, sul versante che guarda la Liguria e ne prende l'influenza marina. Storicamente prodotto per i mercati e le tavole di Genova, a poche decine di chilometri.
AT

Asti

A Nizza Monferrato il cardo cresce piegato sotto terra e viene gobbo, tenero e bianco: si mangia crudo nella bagna cauda.

  • Cardo gobbo di Nizza MonferratoA fine estate le piante vengono coricate e coperte di terra: per risalire verso la luce si curvano, e nel buio le coste restano bianche e perdono l'amaro. È l'unico cardo che si mangia crudo.
  • Robiola di Roccaverano DOPUnico DOP italiano che si può fare con solo latte di capra crudo, nella Langa Astigiana attorno a Roccaverano. Si mangia fresca in pochi giorni o secca dopo settimane, quando diventa piccante.
  • Ruchè di Castagnole Monferrato DOCGVitigno coltivato in sette comuni soltanto, tutti in provincia. Rosso leggero con profumo di rosa e pepe, molto lontano dai tannini della Barbera che lo circonda.
  • Moscato d'Asti DOCGFermentazione interrotta con il freddo per lasciare zucchero e appena cinque gradi. Nasce sulle colline di Canelli e Santo Stefano Belbo, dove il moscato bianco trova terreni marnosi.
  • Nizza DOCGBarbera in purezza dai versanti migliori attorno a Nizza Monferrato, con rese basse e almeno diciotto mesi di affinamento. Denominazione autonoma dal 2014, staccata dalla Barbera d'Asti.
BI

Biella

La Baraggia biellese dà l'unico riso italiano DOP: terreni ferrosi e acqua fredda alpina rallentano il ciclo e induriscono il chicco.

  • Riso di Baraggia Biellese e Vercellese DOPUnico riso italiano con la DOP, coltivato sulle baragge, brughiere di argilla compatta e ferrosa a nord di Biella. L'acqua fredda che scende dalle Alpi allunga il ciclo: chicco sodo, che tiene la cottura.
  • MaccagnoFormaggio d'alpeggio di latte vaccino della Valle Cervo e della Valle Elvo, che prende il nome dall'alpe Maccagno. Grasso e morbido, si mangia giovane e si scioglie nella polenta.
  • Polenta concia biellesePolenta di mais mantecata con burro di malga e toma o maccagno giovane a dadi, fino a farla filare. Si serve in tegame, spesso con la paletta o con una spolverata di pepe.
  • Paletta di CoggiolaScapola di maiale con l'osso, salata e speziata a secco per settimane nella Valsessera, poi lessata a lungo e affettata calda. Si mangia con patate lesse e cren.
  • Canestrelli biellesiDue cialde sottilissime cotte tra piastre di ferro incise e farcite di crema di gianduia, che si spezzano al morso. Diversi dai canestrelli liguri, che sono biscotti di pasta frolla.
CN

Cuneo

Dalle Langhe del Barolo alle valli occitane: tartufo e nocciole in collina, tome d'alpeggio e razza piemontese da bollito in montagna.

  • Tartufo bianco d'AlbaTuber magnatum cercato di notte col cane nei boschi di Langhe e Roero, da fine settembre a gennaio. Non si cuoce: si affetta crudo sui tajarin e sulla carne cruda battuta.
  • BaroloNebbiolo di undici comuni intorno a Barolo, tra cui La Morra, Serralunga d'Alba, Monforte e Castiglione Falletto. Almeno 38 mesi di invecchiamento, di cui 18 in legno.
  • Castelmagno DOPFormaggio di latte vaccino, con eventuale aggiunta di pecora o capra, prodotto solo a Castelmagno, Pradleves e Monterosso Grana, in valle Grana. Con la stagionatura si erborina da solo.
  • Salsiccia di BraL'unica salsiccia italiana fatta con carne di vitello, che si mangia anche cruda. La deroga nasce a Bra per rifornire la comunità ebraica di Cherasco, che non usava maiale.
  • Nocciola Piemonte IGPTonda gentile trilobata coltivata sulle colline dell'Alta Langa: guscio sottile, resa alta in pasta e nessun retrogusto amaro. È la base della torta di nocciole e dei gianduiotti.
NO

Novara

Prima provincia italiana per gorgonzola e terra di risaie: a Ghemme il nebbiolo cresce invece su morene glaciali.

  • Gorgonzola DOPIl grosso della produzione DOP si concentra nel Novarese, con Cameri tra i centri principali di lavorazione e stagionatura. Le forme vengono forate con aghi d'acciaio perché l'ossigeno faccia sviluppare le venature verdi. scheda →
  • PanisciaRiso delle risaie novaresi cotto con fagioli, verza, carote, sedano e salam d'la duja, in un brodo di verdure e legumi. Ha più verdure della panissa vercellese, che resta un piatto più asciutto.
  • Salam d'la dujaSalame crudo conservato sommerso nello strutto dentro la 'duja', l'orcio di terracotta. Nella pianura umida non poteva stagionare all'aria: sotto grasso resta morbido e si taglia col cucchiaio.
  • Ghemme DOCGNebbiolo, qui chiamato spanna, coltivato sui terrazzi morenici alla destra del Sesia, insieme alle vicine denominazioni di Boca, Fara e Sizzano. Lunghi affinamenti in botte grande e tannino più snello che nelle Langhe.
  • Cipolla bionda di Cureggio e FontanetoCipolla dolce e schiacciata, seminata a mano nei campi tra Cureggio e Fontaneto d'Agogna. Si raccoglie in estate e si conserva intrecciata in trecce appese fino all'inverno.
TO

Torino

Torino ha inventato il gianduiotto nel 1865 impastando cacao scarso e nocciola delle Langhe, e lo beve nel bicerin a tre strati.

  • GianduiottoPasta di cacao, zucchero e nocciola tostata, colata a forma di barca rovesciata e incartata singolarmente. Nasce durante il Carnevale del 1865, quando il cacao costava troppo e la nocciola piemontese lo allungava.
  • BicerinBevanda servita nel bicchiere di vetro con tre strati che non si mescolano: cioccolato denso sul fondo, caffè, crema di latte in cima. Si beve senza cucchiaino, dai caffè storici del centro.
  • Grissino rubatàArrotolato a mano sul banco, nodoso e irregolare, lungo anche mezzo metro. Diverso dallo stirato, tirato per le estremità e più liscio e sottile.
  • Peperone di CarmagnolaQuattro tipi coltivati nella pianura a sud di Torino: quadrato, corno di bue, trottola e tumaticot, che sembra un pomodoro. Buccia sottile e polpa spessa, adatta all'arrostitura.
  • Salam 'd patata del CanaveseInsaccato di carne di maiale mescolata a patate lesse, tipico del Canavese, dove la carne scarseggiava. Si mangia entro pochi giorni, cotto in padella o crudo appena insaccato.
VB

Verbano-Cusio-Ossola

Dal lago Maggiore alla Val Formazza: il persico finisce nel risotto e la coscia di capra si stagiona a violino.

  • BettelmattFormaggio d'alpe prodotto d'estate solo su pochi alpeggi sopra i 2.000 metri tra Formazza, Devero e Antigorio, tra cui l'alpe Bettelmatt. Le erbe d'alta quota gli lasciano un fondo amarognolo inconfondibile.
  • Violino di capra della Val VigezzoCoscia o spalla di capra salata, aromatizzata e leggermente affumicata, stagionata mesi. Si tiene sulla spalla come uno strumento e si affetta tirando il coltello come un archetto. Presidio Slow Food.
  • Mortadella ossolanaInsaccato di suino con una quota di fegato, vino rosso e spezie, legato a mano e lessato prima di essere servito caldo con le patate. Nulla in comune con la mortadella emiliana.
  • Risotto con filetti di pesce persicoPersico del lago Maggiore sfilettato, infarinato e rosolato nel burro con la salvia, adagiato sopra un risotto bianco mantecato. Piatto delle sponde tra Verbania, Stresa e le isole Borromee.
  • Margheritine di StresaBiscotti friabili a forma di fiore, con tuorlo d'uovo sodo nell'impasto e zucchero a velo, nati a Stresa a metà Ottocento e dedicati a Margherita di Savoia.
VC

Vercelli

Provincia coperta d'acqua: le risaie danno l'unico riso DOP d'Italia, e si mangia con fagioli e salame conservato nello strutto.

  • Riso di Baraggia Biellese e Vercellese DOPUnico riso italiano con denominazione di origine protetta. Cresce sulla baraggia, terreno argilloso e compatto irrigato con acqua fredda: il ciclo si allunga e il chicco resta duro in cottura.
  • Panissa vercelleseRiso tirato con fagioli di Saluggia, cotenna, lardo e salam d'la duja, sfumato col vino rosso. A Novara la stessa base diventa paniscia e porta dentro molte più verdure.
  • Salam d'la dujaSalame di puro suino conservato crudo dentro un vaso di terracotta, la duja, e ricoperto di strutto fuso: nella pianura umida delle risaie non si poteva stagionare all'aria.
  • Gattinara DOCGNebbiolo, qui chiamato spanna, sulle colline di porfido rosso sopra il Sesia. È una delle denominazioni garantite più settentrionali del Piemonte e chiede anni di botte.
  • BicciolaniBiscotti di Vercelli impastati con cannella, chiodi di garofano, coriandolo, noce moscata e pepe: una spezieria dentro un frollino, dall'Ottocento.
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I piatti simbolo

  • Vitello tonnato
  • Carne cruda all'albese
  • Agnolotti del plin
  • Tajarin al tartufo
  • Bagna càuda
  • Brasato al Barolo
  • Bollito misto
  • Bonet
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I prodotti del territorio

PATAgnolottiGli agnolotti sono la pasta ripiena del Piemonte: sfoglia sottile all'uovo e un ripieno di carne…DolciAmarettiGli amaretti sono biscotti di mandorle, zucchero e albume, con una nota amara che viene dalle ar…DOPBaroloIl Barolo è Nebbiolo in purezza da undici comuni delle Langhe, affinato almeno 38 mesi di cui 18…DolciBonetIl bonet è il budino delle Langhe: uova, latte, zucchero, cacao amaro, amaretti sbriciolati e ru…SalumiBue Grasso PiemonteseIl bue grasso è il maschio castrato di razza piemontese, ingrassato lentamente per tre o quattro…DOPCastelmagnoIl Castelmagno DOP è un formaggio d'alta valle friabile e piccante, prodotto in soli tre comuni …Olio e conserveGiardinieraLa giardiniera è il misto di verdure sott'aceto della tradizione lombarda e piemontese: cavolfio…DOPGorgonzolaIl Gorgonzola DOP è un erborinato di latte vaccino intero pastorizzato, prodotto in Lombardia e …DOPGrana PadanoIl Grana Padano DOP è un formaggio a pasta dura cotta di latte vaccino crudo parzialmente screma…Pasta e paneGrissiniI grissini sono pane torinese ridotto a un bastoncino secco: pochissima mollica, tutta crosta. N…IGPNocciola del PiemonteLa Nocciola Piemonte IGP è una sola cultivar, la Tonda Gentile Trilobata delle Langhe: tonda, co…DOPOssolanoL'Ossolano DOP è il formaggio della val d'Ossola, l'angolo più alpino del Piemonte, incastrato f…DOPRascheraIl Raschera DOP è uno dei pochissimi formaggi italiani che esiste in due forme, quadrata e tonda…Ortaggi e fruttaRiso CarnaroliIl Carnaroli è il riso da risotto con più amilosio in circolazione: rilascia amido a sufficienza…FormaggiRobiolaRobiola è il nome di una famiglia di formaggi molli e giovani del Nord-Ovest, non di un formaggi…SalumiSalsiccia di BraLa salsiccia di Bra è l'unica salsiccia italiana fatta di vitello. Nasce da un'autorizzazione ot…Pasta e paneTajarinI tajarin sono i tagliolini delle Langhe: pasta all'uovo tagliata a un millimetro e mezzo, impas…Ortaggi e fruttaTartufo biancoIl tartufo bianco, Tuber magnatum Pico, è il fungo ipogeo più caro del mondo: dai 2.000 ai 4.500…PATTesta in cassettaLa testa in cassetta è la testa del maiale lessata, disossata a caldo, condita con le spezie e p…DOPToma PiemonteseToma, in Piemonte, non è un formaggio: è una categoria. Sotto quel nome stanno decine di formagg…
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Le città

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Dove mangiare e dormire in campagna

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Quando andare

Da metà ottobre a inizio dicembre Alba ospita la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco, e nelle stesse settimane si vendemmia il nebbiolo e si aprono le cantine delle Langhe. Settembre porta la Douja d'Or ad Asti e, fra agosto e settembre, la Fiera del Peperone a Carmagnola; a Cortemilia si celebra la nocciola in agosto. La bagna càuda è un piatto d'autunno e d'inverno, perché vuole il cardo gobbo di Nizza Monferrato, che si raccoglie dopo le prime gelate. In dicembre Carrù tiene la Fiera del Bue Grasso, il mercato di bovini da bollito che apre la stagione dei grandi lessi. In primavera si mangiano le lumache di Cherasco, gli asparagi di Santena e le prime robiole di capra.

Le sagre della Piemonte
Carnevale di Ivrea e Battaglia delle AranceSagra della NocciolaSagra del PeperoneDouja d'Or e Festival delle SagreCheeseFiera Internazionale del Tartufo Bianco d'AlbaFiera Nazionale del MarroneBagna Cauda Day

Il calendario completo →

Domande frequenti

Qual è il piatto tipico del Piemonte?

Non ce n'è uno solo: la cucina piemontese si riconosce dagli antipasti, che possono essere otto o dieci, con vitello tonnato, carne cruda all'albese battuta al coltello e insalata russa. Sui primi comandano gli agnolotti del plin e i tajarin, fatti anche con quaranta tuorli per chilo di farina.

Che differenza c'è fra Barolo e Barbaresco?

Sono entrambi da uve nebbiolo, in due zone vicine delle Langhe. Il Barolo si produce in undici comuni, il Barbaresco in tre, e il secondo ha in genere una struttura un po' più snella e tempi minimi di affinamento più brevi. Entrambi possono invecchiare decenni.

Quando si trova il tartufo bianco d'Alba?

Da metà ottobre a inizio dicembre, quando Alba ospita la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco. Non si coltiva: si cerca di notte con il cane nei boschi fra Langhe, Roero e Monferrato, e il prezzo cambia ogni settimana a seconda di quanta pioggia è caduta in agosto.

Che cos'è la bagna càuda e quando si mangia?

Una salsa calda di aglio, olio e acciughe salate, tenuta sul fornelletto, in cui si intingono verdure crude e cotte. È un piatto d'autunno e d'inverno perché vuole il cardo gobbo di Nizza Monferrato, raccolto dopo le prime gelate. Le acciughe arrivarono qui dalla Liguria lungo le vie del sale.

Cosa portare a casa dal Piemonte?

Le nocciole Tonda Gentile IGP dell'Alta Langa, in granella o in crema di gianduia, nata nel 1865 mescolando cacao scarso e nocciole locali. Poi un Castelmagno DOP stagionato nelle grotte della Val Grana, un vasetto di cognà da servire con i bolliti e una bottiglia di Barolo o di Barbera.