Langhe: dove mangiare e dormire
Le Langhe sono il posto d'Italia dove il vino ha tirato su il prezzo di tutto il resto: camere, cene, perfino il caffè in piazza ad Alba. Si mangia benissimo, ma tra una cucina vera e una vetrina per turisti qui ci sono tre chilometri di curve.
Le Langhe sono le colline a sud del Tanaro, tra Alba e Ceva, e non sono un territorio omogeneo. La Bassa Langa (Barolo, Barbaresco, La Morra, Serralunga, Monforte, Neive, Verduno) è quella delle fotografie: colline basse di marna bianca, filari a pettine, un paese fortificato su ogni cima. L'Alta Langa comincia più o meno da Bossolasco e sale fino a ottocento metri: boschi, noccioleti, paesi da quattrocento abitanti, inverni seri. Sono a mezz'ora l'una dall'altra e i prezzi differiscono del doppio.
Dal 2014 il paesaggio vitivinicolo è patrimonio UNESCO, ed è successo quello che succede: le cascine abbandonate negli anni Ottanta sono diventate relais, e in qualche comune del Barolo ci sono più posti letto che residenti. La conseguenza pratica è che da metà settembre a fine novembre, tra vendemmia e fiera del tartufo, una camera decente sotto i 150 euro è rara e i ristoranti buoni si prenotano con tre settimane di anticipo. A gennaio le stesse stanze costano la metà e mezza Langa è chiusa.
La cosa più utile da sapere, se vieni per mangiare e bere: qui il vino si assaggia in cantina su appuntamento. Nessuna azienda seria apre la porta a chi si presenta senza aver scritto, e le poche che lo fanno vivono di pullman. Due telefonate la settimana prima cambiano completamente il viaggio.
Come si mangia qui
La cucina di Langa è di carne, burro e uova, non di olio e pomodoro: siamo più vicini a Lione che a Napoli, e si sente al primo boccone. Il pranzo tradizionale comincia con una sequenza di antipasti che in un'osteria di paese possono essere sei o sette (carne cruda battuta al coltello con poco limone, vitello tonnato con la salsa vera all'uovo, insalata russa, tomini, acciughe al verde, peperoni con la bagna cauda) e quando arriva il primo hai già mangiato. Non è una scenografia per turisti: è l'ordine con cui si mangia da sempre, e il conto lo prevede. Se ti serve leggerezza, l'antipasto si può ordinare come piatto unico senza che nessuno si offenda.
I primi sono sostanzialmente due. I tajarin, tagliolini sottilissimi impastati con venti o più tuorli per chilo, conditi con burro e salvia oppure con il sugo d'arrosto; e gli agnolotti del plin, minuscoli, pizzicati a mano uno per uno, che nella versione più asciutta si servono senza condimento sopra un tovagliolo. Dopo arrivano il brasato (cotto quasi sempre con un Nebbiolo giovane e non con il Barolo, checché ne dica il menù), il bollito misto col bagnetto verde, il coniglio all'Arneis. Da novembre a febbraio compare la bagna cauda: aglio, acciughe sotto sale e olio, il residuo commestibile della via del sale tra Piemonte e Liguria, un piatto da affrontare solo se il giorno dopo non hai impegni sociali. Si chiude con il bonet, budino di cacao, amaretti e rum, o con una torta di nocciole senza farina.
Poi c'è il tartufo bianco, che è insieme la cosa più buona del territorio e quella su cui si specula di più. Da ottobre a fine dicembre si grattugia al tavolo su tajarin, uovo o carne cruda; il ristorante lo pesa davanti a te e il supplemento sta fra i 6 e i 10 euro al grammo, quindi una porzione onesta da sette grammi aggiunge cinquanta euro al piatto. È tanto, ma è un prezzo reale e non è lì il problema. Il problema sono i banchi improvvisati lungo le provinciali e i menù che sfoggiano l'olio al tartufo, che di tartufo non ha niente: è una molecola di sintesi, il 2,4-ditiapentano. Un locale che usa quello ti ha già detto qualcosa sul resto della cucina.
Aziende agricole con ospitalità
Strutture reali del territorio, verificate una per una sul loro sito. Quello che leggi è quanto dichiarano loro: la visita della redazione non c'è ancora stata, e quando ci sarà lo scriveremo.
Azienda Agricola Mario Gagliasso — Agriturismo Il Torriglione
La Morra (CN)Cantina nella borgata medievale del Torriglione, dentro l'area del Barolo: Barolo, Barolo Riserva, Barbera d'Alba, Dolcetto. Sopra la cantina camere e il ristoro dell'agriturismo.
gagliassovini.itErbaluna
La Morra (CN)Vini a metodo biologico certificato dal 1986 — Dolcetto, Barbera, Nebbiolo, Barolo — alla frazione Annunziata. Cinque camere doppie con bagno e un appartamento per due-quattro persone, colazione inclusa.
erbaluna.itAgriturismo Bric di Gài
Monforte d'Alba (CN)Vigneti di Barbera, Dolcetto e Nebbiolo in località San Sebastiano. Tre camere doppie e un monolocale, ognuno con bagno privato e terrazza.
bricdigai.itCascina Barroero
Cortemilia (CN)Azienda dell'Alta Langa che coltiva nocciole e le lavora in laboratorio proprio (creme, torte, biscotti, cioccolatini); produce anche miele di acacia, castagno e millefiori. Ospitalità in case vacanza ricavate da edifici storici, con locanda per pranzi e degustazioni.
barroero.itI prodotti di questo territorio
Le esperienze da fare
La cosa più interessante da fare qui è la più semplice: due o tre visite in cantina, prenotate via mail una settimana prima, distribuite su giornate diverse e non tutte lo stesso pomeriggio. Una visita seria dura un'ora e mezza, comincia in vigna, passa dalle botti e finisce con quattro o cinque assaggi seduti; costa fra 20 e 40 euro a persona nelle aziende piccole, di più dove c'è la sala degustazione firmata. Chiedere di sputare non è maleducazione, è la norma: il limite alcolemico è 0,5 g/l e la strada fra Barolo e Monforte è quella che è.
La cerca del tartufo con il trifolau e il cane si prenota da ottobre a dicembre, dura un'oretta e costa 70-120 euro a persona con assaggio finale. Va detto con chiarezza: è una dimostrazione, non una battuta di caccia vera (quella si fa di notte e nessuno ci porta gli estranei) ma se il cane è bravo e l'uomo parla, vale i soldi.
Per il resto: il WiMu nel castello di Barolo è un museo del vino fatto meglio di quanto ci si aspetti; il castello di Grinzane Cavour ospita l'asta mondiale del tartufo a novembre; il mercato di Alba il sabato mattina è ancora un mercato di paese e non una fiera. In bici le colline sono più dure di come sembrano in foto: pendenze all'8-10 per cento su strade strette e trafficate in ottobre. Bene ad aprile o a maggio, meno bene in piena vendemmia.
Il calendario dell'anno
Gennaio e febbraio sono il fondo della stagione: molti ristoranti chiudono due settimane, ma è il periodo della bagna cauda, del bollito e del cardo gobbo di Nizza, e le camere costano la metà. Marzo e aprile riaprono tutto; fra fine aprile e maggio le colline sono verdi, i turisti pochi e i produttori hanno tempo di parlare: probabilmente il momento migliore per una prima volta.
Giugno e luglio sono caldi ma sopportabili in collina, con le ciliegie e le pesche di Canale sui banchi. Agosto è il mese delle sagre di paese e delle cantine in ferie: prima di partire verifica chi è aperto, perché molte aziende chiudono due settimane secche. Negli anni dispari, a settembre, a Bra si tiene Cheese, che riempie tutta la zona per quattro giorni.
Da metà settembre a metà ottobre c'è la vendemmia: il periodo più interessante da vedere e il più difficile da prenotare, perché le aziende lavorano quindici ore al giorno e hanno poca voglia di visite. Dal secondo fine settimana di ottobre al primo di dicembre c'è la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d'Alba, con il mercato nel cortile della Maddalena e una commissione che controlla banco per banco la merce in vendita: è l'unico posto della zona dove comprare un tartufo con qualcuno che ne risponde. Nelle stesse settimane cade il Palio degli Asini, la prima domenica di ottobre, che riempie Alba e i paesi intorno.
Come arrivare e muoversi
Gli aeroporti utili sono Torino Caselle (un'ora e un quarto da Alba), Milano Malpensa (due ore), Genova (un'ora e tre quarti); da Nizza sono due ore e mezza di autostrada. In treno si arriva ad Alba da Torino Porta Nuova con cambio ad Asti o a Bra, circa un'ora e mezza: la linea è a binario unico, le corse sono rade e la domenica quasi assenti.
Una volta lì l'auto serve. I paesi del Barolo distano cinque o dieci chilometri l'uno dall'altro, ma sono tutte curve di crinale e la media reale è trenta chilometri l'ora: dieci chilometri sono venti minuti, non sette. Gli autobus di linea esistono e sono pensati per gli studenti, con corse la mattina presto e alle due del pomeriggio. Nei fine settimana di ottobre parcheggiare ad Alba, a La Morra e a Barolo è un problema concreto: conviene alloggiare in un paese e spostarsi poco.
Se hai intenzione di assaggiare sul serio, metti in conto un autista. Tre degustazioni in un pomeriggio portano oltre il limite senza che te ne accorga, i controlli sulla Alba-Monforte ci sono davvero, e in Italia il ritiro della patente per un turista straniero è una complicazione seria. Un noleggio con conducente per mezza giornata sta fra 200 e 300 euro, che divisi in quattro sono meno di una bottiglia a testa.
Domande frequenti
Qual è il periodo migliore per andare nelle Langhe?
Maggio e la prima metà di giugno se vuoi trovare le colline verdi, i produttori disponibili e prezzi normali. Ottobre e novembre se vuoi il tartufo bianco e la vendemmia, mettendo in conto il doppio del prezzo e la necessità di prenotare tutto con settimane di anticipo. Gennaio e febbraio sono economici e autentici ma metà dei locali è chiusa.
Serve l'auto per visitare le Langhe?
Sì, a meno di fermarsi ad Alba e fare solo escursioni organizzate. I paesi delle colline sono collegati da autobus scolastici con due o tre corse al giorno e nessuna la domenica. In alternativa si sceglie un paese come base e ci si muove a piedi e in taxi, che però qui sono pochi e vanno chiamati con anticipo.
Quanto costa mangiare il tartufo bianco al ristorante?
Il tartufo si paga a peso, fra 6 e 10 euro al grammo secondo l'annata, e viene pesato al tavolo davanti a te. Una grattugiata onesta su un piatto di tajarin è di sei-otto grammi, quindi 40-70 euro di supplemento oltre al prezzo del primo. Chiedi il prezzo al grammo prima di dire sì: è normale farlo e nessuno si offende.
Si può visitare una cantina senza prenotare?
Quasi mai. Le aziende delle Langhe sono in gran parte familiari, con due o tre persone che fanno tutto, e ricevono su appuntamento. Basta una mail qualche giorno prima, in inglese va benissimo. Le poche cantine che accolgono chiunque arrivi hanno strutture pensate per i pullman, e la qualità della visita lo riflette.