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Piemonte

Bagna cauda

La bagna cauda è una salsa calda di aglio, acciughe dissalate e olio extravergine, servita nel fojòt di terracotta con verdure crude e cotte. Non deve mai friggere né bollire: sopra gli 80 °C l'aglio diventa amaro e le acciughe si seccano.

4 porzionipreparazione 20 mincottura 60 min

La bagna cauda è il piatto delle vendemmie e delle sere d'autunno nel Basso Piemonte, tra Langhe, Monferrato e Roero. L'incontro tra l'aglio delle colline e le acciughe del Mediterraneo si spiega con gli acciugai della Val Maira, che risalivano dal mare con i barili di alici salate e le barattavano nelle campagne piemontesi; il sale era caro e tassato, il pesce sotto sale meno. Nel 2005 la delegazione di Asti dell'Accademia Italiana della Cucina ha depositato una ricetta di riferimento con proporzioni molto nette: una testa d'aglio, cinquanta grammi di acciughe rosse di Spagna dissalate e un bicchiere d'olio extravergine a persona.

È un piatto che si gioca tutto sulla temperatura bassa e sul tempo lungo. L'aglio va prima ammorbidito nel latte, un passaggio che ne smorza la pungenza e lo rende molto più digeribile, poi cotto nell'olio a fuoco bassissimo senza mai friggere. Le acciughe devono sfaldarsi e sciogliersi nella salsa in venti minuti di lavoro paziente col cucchiaio di legno. Se in qualunque momento la superficie sfrigola, la fiamma è troppo alta: l'aglio brucia, la salsa si separa e diventa acre. Il fojòt, il tegamino di coccio con lo scaldino sotto, non è folclore ma un termostato.

Ingredienti

  • Aglio (una testa a persona)4 teste, circa 200 g di spicchi puliti
  • Acciughe rosse di Spagna sotto sale200 g
  • Olio extravergine d'oliva delicato400 ml
  • Latte intero per ammorbidire l'aglio500 ml
  • Burro30 g (facoltativo, da montare a fine cottura)
  • Cardo gobbo di Nizza Monferrato1 cespo
  • Verdure di accompagnamento (topinambur, peperoni crudi, verza, cipolle e barbabietole al forno, patate lesse)1,2 kg in tutto
  • Uova (per la fine, facoltative)2

Procedimento

  1. 01Sbuccia gli spicchi d'aglio, tagliali a metà per il lungo ed elimina il germoglio verde interno: è la parte che rende l'aglio indigesto e amaro.
  2. 02Mettili in un pentolino, coprili con il latte e cuoci a fuoco bassissimo per 40-50 minuti, finché non si schiacciano senza resistenza con il dorso di un cucchiaio. Il latte non deve mai arrivare al bollore.
  3. 03Intanto dissala le acciughe: sciacquale sotto l'acqua corrente, aprile a libro, togli la lisca centrale e tienile 10 minuti in un bagno di vino rosso o di acqua fredda. Asciugale bene con carta da cucina.
  4. 04Scola l'aglio ed elimina il latte, che ha assorbito la parte più pungente. Schiaccia gli spicchi grossolanamente con una forchetta.
  5. 05In un tegame di coccio o in una casseruola a fondo spesso versa metà dell'olio e unisci l'aglio. Cuoci a fuoco bassissimo per 10 minuti, mescolando: la superficie deve appena fremere. Se sfrigola, sposta il tegame dal fuoco e abbassa la fiamma.
  6. 06Aggiungi le acciughe e schiacciale contro il fondo con un cucchiaio di legno. In 15-20 minuti devono sfaldarsi completamente e sparire nella salsa.
  7. 07Versa il resto dell'olio a filo e prosegui altri 10 minuti mantenendo la salsa intorno ai 70-80 °C. Deve risultare densa, omogenea e color nocciola chiaro. Se vuoi, spegni e monta con 30 g di burro, che la rende più vellutata.
  8. 08Prepara le verdure: il cardo gobbo si pulisce dai filamenti e si tiene in acqua acidulata con limone, i peperoni si tagliano a falde, cipolle e barbabietole si cuociono al forno intere a 180 °C, le patate si lessano con la buccia.
  9. 09Trasferisci la salsa nei fojòt, i tegamini di terracotta con lo scaldino a candela sotto, e porta in tavola con le verdure disposte in un vassoio.
  10. 10Alla fine, quando resta poca salsa sul fondo, strapazza dentro un paio di uova: è il congedo tradizionale del piatto.

Gli errori da non fare

Far friggere la salsa è l'errore fatale. L'aglio che imbiondisce sviluppa amaro, l'olio surriscaldato si separa e il risultato è irrecuperabile: fuoco al minimo, spargifiamma se serve, e la superficie che frema appena. Il secondo errore è saltare il bagno nel latte: senza, la bagna cauda resta aggressiva e pesantissima, e la fama di piatto indigesto nasce quasi tutta da lì.

Non usare filetti di acciuga sott'olio già pronti: sono più magri, più dolci e spesso trattati, e la salsa non prende corpo. Servono acciughe sotto sale, dissalate a mano. Scegli un olio extravergine delicato, ligure o del Garda: un olio pugliese o toscano molto amaro sovrasta tutto. Non aggiungere panna, che è una scorciatoia diffusa e cancella la struttura del piatto. E prepara la salsa con anticipo se vuoi: riscaldata a bagnomaria è persino migliore il giorno dopo.

Domande frequenti

Come si rende la bagna cauda digeribile?

Togliendo il germoglio verde da ogni spicchio e cuocendo l'aglio nel latte per 40-50 minuti prima di unirlo all'olio. Il latte va poi buttato. È il passaggio che elimina gran parte dei composti solforati responsabili della pesantezza.

Posso usare le acciughe sott'olio?

Meglio di no. Le acciughe sotto sale, dissalate a mano, hanno più grasso e più struttura e si sfaldano nella salsa dandole corpo. Quelle sott'olio sono più magre e dolci, e la bagna resta liquida e piatta.

Che cos'è il fojòt?

Il tegamino individuale di terracotta con un piccolo scaldino a candela sotto, tipico del Piemonte. Serve a tenere la salsa intorno ai 60-70 °C per tutta la cena, senza mai riportarla a cottura.

Che vino si beve con la bagna cauda?

Un rosso piemontese giovane e sapido, con acidità viva e tannino contenuto: Barbera d'Asti su tutti, o una Grignolino e un Dolcetto d'Alba. Servono a pulire la bocca dall'aglio e dal grasso dell'olio.

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