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Potenza

A Senise il peperone non si mangia fresco: si infila in collane, si essicca al sole e si frigge, diventando crusco.

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Cosa si mangia solo qui

Peperone di Senise IGP

Peperone a corno dalla buccia sottile e poca acqua, coltivato sull'alta valle del Sinni tra Senise, Chiaromonte e Francavilla. Infilato in 'serte' appese ai balconi, essiccato e poi fritto in olio bollente finché diventa vetroso.

Canestrato di Moliterno IGP

Pecorino di latte di pecora e capra che per disciplinare deve stagionare nei 'fondaci' di Moliterno, cantine seminterrate della Val d'Agri dove passa l'aria di montagna. Minimo sei mesi, spesso oltre l'anno.

Aglianico del Vulture

Nebbia e ceneri: la vite cresce sui suoli vulcanici del Monte Vulture tra Barile, Rionero e Venosa, fino a 600 metri di quota. Si vendemmia tardi, spesso a novembre, e parte delle cantine sono grotte scavate nel tufo.

Fagioli di Sarconi IGP

Ecotipi di cannellino e borlotto coltivati nella conca di Sarconi, irrigati con le acque sorgive dell'Agri. Dopo la cottura la buccia praticamente non si sente.

Melanzana rossa di Rotonda DOP

Frutto tondo e arancione, più simile a un pomodoro che a una melanzana, arrivato dall'Africa e naturalizzato nella valle del Mercure ai piedi del Pollino. Amarognola, si conserva sott'olio o si cuoce alla brace.

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Nel contesto della Basilicata

La Basilicata cucina con pochissimi ingredienti e molto tempo: pane di Matera, peperoni cruschi, legumi, pecorini stagionati e carne di pecora cotta nella pignata. È una cucina di interno, asciutta e piccante, che al mare si affaccia appena.

La cucina della Basilicata

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