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Basilicata

La Basilicata cucina con pochissimi ingredienti e molto tempo: pane di Matera, peperoni cruschi, legumi, pecorini stagionati e carne di pecora cotta nella pignata. È una cucina di interno, asciutta e piccante, che al mare si affaccia appena.

La Basilicata ha due coste brevissime: trenta chilometri sul Tirreno intorno a Maratea, una spiaggia lunga e piatta sullo Ionio a Metaponto. Tutto il resto è montagna e collina argillosa. Il Pollino a sud, l'Appennino Lucano al centro, il Vulture a nord: un vulcano spento che ha lasciato terreni neri e i laghi di Monticchio. Questa geografia chiusa ha prodotto una cucina di dispensa, costruita su ciò che si conserva: grano duro, legumi secchi, peperoni essiccati, carne di pecora e capra, formaggi di lunga stagionatura.

Il peperone di Senise IGP è l'ingrediente identitario. Si raccoglie a fine estate, si infila con l'ago in collane chiamate serte, si appende ai balconi ad asciugare e poi si frigge tre secondi in olio bollente: diventa il crusco, croccante e dolce, che si sbriciola sul baccalà, sulla pasta con la mollica, sui fagioli. Accanto stanno i fagioli di Sarconi IGP, la melanzana rossa di Rotonda DOP (che sembra un pomodoro e sa di carciofo), la fagiolina bianca di Rotonda, il canestrato di Moliterno IGP e il pecorino di Filiano DOP, oltre al caciocavallo podolico prodotto con il latte delle vacche podoliche allevate allo stato brado sui pascoli d'altura.

Matera e il Potentino sono due Basilicate diverse. Matera guarda alla Murgia e alla Puglia: pane di grano duro a lievitazione naturale, cotto a legna in pezzature da due chili e capace di durare una settimana, cardoncelli, cialledda (pane raffermo bagnato, pomodoro, cipolla, olio) e la crapiata, la zuppa di sette legumi e cereali che si cucina il primo agosto. Potenza e le valli dell'Agri e del Basento sono più fredde e più carnivore: pignata di pecora cotta ore in un vaso di terracotta, salsiccia lucanica, rafanata, cioè una frittata di rafano selvatico che pizzica come il wasabi.

Il vino serio nasce sul Vulture, fra i 450 e i 700 metri, su suoli vulcanici: l'Aglianico del Vulture è tra le ultime uve vendemmiate in Italia, spesso a novembre inoltrato, e dà un rosso teso e tannico che invecchia benissimo. Attorno, i comuni di Barile, Rionero e Ripacandida conservano cantine scavate nel tufo che restano a temperatura costante tutto l'anno.

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MateraMTPotenzaPZ
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Provincia per provincia

MT

Matera

Il forno comune dei Sassi impone un pane di semola che dura una settimana: molti piatti materani nascono dal raffermo.

  • Pane di Matera IGPSemola di grano duro della Murgia e lievito madre rinfrescato per giorni. Forma alta a cornetto, pezzature da uno o due chili, crosta spessa: cotto in forno a legna resta commestibile per una settimana.
  • CialleddaPane raffermo bagnato e condito. D'estate si fa fredda con pomodoro, cetriolo, cipolla e origano; d'inverno calda, con acqua bollente, olio, alloro e uovo in camicia.
  • Pignata di pecoraPecora, patate, sedano e pomodoro chiusi in un vaso di terracotta, la pignata, e lasciati ore nel forno del pane dopo l'infornata. Cottura dei pastori della Murgia.
  • CrapiataMinestra di legumi e cereali del raccolto appena finito, cucinata il 1° agosto nei vicinati dei Sassi: ogni famiglia portava una manciata di quello che aveva.
  • Fragole del MetapontinoLe sabbie della piana ionica tra Metaponto, Scanzano e Policoro danno fragole già da marzo, con settimane di anticipo sul resto d'Italia.
PZ

Potenza

A Senise il peperone non si mangia fresco: si infila in collane, si essicca al sole e si frigge, diventando crusco.

  • Peperone di Senise IGPPeperone a corno dalla buccia sottile e poca acqua, coltivato sull'alta valle del Sinni tra Senise, Chiaromonte e Francavilla. Infilato in 'serte' appese ai balconi, essiccato e poi fritto in olio bollente finché diventa vetroso.
  • Canestrato di Moliterno IGPPecorino di latte di pecora e capra che per disciplinare deve stagionare nei 'fondaci' di Moliterno, cantine seminterrate della Val d'Agri dove passa l'aria di montagna. Minimo sei mesi, spesso oltre l'anno.
  • Aglianico del VultureNebbia e ceneri: la vite cresce sui suoli vulcanici del Monte Vulture tra Barile, Rionero e Venosa, fino a 600 metri di quota. Si vendemmia tardi, spesso a novembre, e parte delle cantine sono grotte scavate nel tufo.
  • Fagioli di Sarconi IGPEcotipi di cannellino e borlotto coltivati nella conca di Sarconi, irrigati con le acque sorgive dell'Agri. Dopo la cottura la buccia praticamente non si sente.
  • Melanzana rossa di Rotonda DOPFrutto tondo e arancione, più simile a un pomodoro che a una melanzana, arrivato dall'Africa e naturalizzato nella valle del Mercure ai piedi del Pollino. Amarognola, si conserva sott'olio o si cuoce alla brace.
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I piatti simbolo

  • Peperoni cruschi
  • Baccalà con i cruschi
  • Crapiata
  • Cialledda
  • Pignata di pecora
  • Lagane e ceci
  • Rafanata
  • Strascinati con mollica e peperone
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I prodotti del territorio

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Le città

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Quando andare

Il primo agosto a Matera si cucina la crapiata nei cortili dei rioni, e agosto è anche il mese delle sagre dei fagioli a Sarconi e dei peperoni a Senise, quando le serte rosse compaiono su tutte le facciate. Il due luglio Matera celebra la Madonna della Bruna con il carro di cartapesta che viene fatto a pezzi dalla folla. Settembre e ottobre sono i mesi della raccolta dei peperoni e dell'essiccazione all'aria; la vendemmia dell'Aglianico arriva per ultima, fra la fine di ottobre e i primi di novembre, quando in Italia hanno già finito tutti. L'inverno è la stagione giusta per i pecorini stagionati, il caciocavallo podolico e le carni in pignata, e per Matera vuota di turisti.

Le sagre della Basilicata
Sagra della CrapiataSagra del FagioloSagra del Peperone di SeniseSagra della Varola

Il calendario completo →

Domande frequenti

Qual è il piatto tipico della Basilicata?

Il baccalà con i peperoni cruschi: peperoni di Senise essiccati e fritti tre secondi in olio bollente, poi sbriciolati sul pesce. Sono lucane anche la crapiata materana, la zuppa di sette legumi e cereali del primo agosto, e la pignata di pecora, cotta per ore in un vaso di terracotta.

I peperoni cruschi sono piccanti?

No: il peperone di Senise IGP è una varietà dolce, non piccante. Si raccoglie a fine estate, si infila in collane chiamate serte, si asciuga sui balconi e solo alla fine si frigge pochi secondi. Il risultato è croccante e leggermente dolce, e si sbriciola sulla pasta o sui legumi.

Qual è il vino più importante della Basilicata?

L'Aglianico del Vulture, coltivato fra i 450 e i 700 metri sui suoli vulcanici del Monte Vulture. È fra le ultime uve vendemmiate in Italia, spesso a novembre inoltrato, e dà un rosso tannico che invecchia decenni. A Barile, Rionero e Ripacandida si usano ancora cantine scavate nel tufo.

Cosa portare a casa dalla Basilicata?

Una serta di peperoni di Senise, che si conserva appesa per mesi, e un pezzo di canestrato di Moliterno IGP o di pecorino di Filiano DOP. Reggono bene il viaggio anche i fagioli di Sarconi IGP e il pane di Matera IGP, che ha crosta a sufficienza per durare una settimana.

Che differenza c'è fra la cucina lucana e quella pugliese?

Matera guarda alla Murgia e condivide con la Puglia il grano duro, il pane e le paste di semola. Salendo verso Potenza cambia tutto: quote più alte, inverni veri, pecora cotta nella pignata, rafanata di rafano selvatico, formaggi di lunga stagionatura. E una costa così breve da non fare cucina.