Cùscus di pesce
Semola incocciata a mano nella mafaradda, il piatto largo di terracotta, e cotta a vapore nella cuscussiera sigillata con la pasta. Si bagna con brodo di pesce di scoglio: a San Vito Lo Capo e a Trapani è piatto di casa.
Sicilia che guarda Tunisi: il pesce si mangia col cuscus, il sale si raccoglie a mano nelle saline tra Trapani e Marsala.
Semola incocciata a mano nella mafaradda, il piatto largo di terracotta, e cotta a vapore nella cuscussiera sigillata con la pasta. Si bagna con brodo di pesce di scoglio: a San Vito Lo Capo e a Trapani è piatto di casa.
Pasta di semola arrotolata su uno stelo di ampelodesmo, il busu, da cui prende il nome. Il condimento è crudo: mandorle, pomodoro, aglio e basilico pestati nel mortaio.
Raccolto a mano nelle vasche delle saline tra Trapani, Paceco e Marsala, dove i mulini a vento muovevano l'acqua. Non viene raffinato e conserva magnesio e potassio.
Zibibbo coltivato ad alberello in conche scavate nel terreno per riparare la vite dal vento; l'uva appassisce al sole sugli stenditoi. La tecnica è patrimonio immateriale UNESCO.
Le sacche ovariche del tonno salate, pressate tra assi di legno e stagionate. Alle Egadi è quello che resta della stagione delle tonnare: si grattugia sulla pasta con olio e limone.
La cucina siciliana è la somma di chi è passato dall'isola: i greci hanno lasciato l'olivo e la ricotta, gli arabi la pasta secca, gli agrumi, il riso e lo zucchero, gli spagnoli il cioccolato e la frittura. È la cucina italiana con più spezie, più zucchero e più contrasti agrodolci.