Lenticchia di Villalba
Seme grande e piatto, tra i più larghi coltivati in Italia, seminato in asciutto sulle argille attorno a Villalba. Buccia spessa che regge la cottura lunga senza sfaldarsi in purea.
Entroterra di zolfare e grano: la cucina nissena si regge sui legumi di Villalba e sui carciofi di Niscemi, non sul pesce.
Seme grande e piatto, tra i più larghi coltivati in Italia, seminato in asciutto sulle argille attorno a Villalba. Buccia spessa che regge la cottura lunga senza sfaldarsi in purea.
Capolino piccolo e appuntito con brattee violette, coltivato sulle terre sabbiose attorno a Niscemi. La raccolta comincia in autunno e i primi carciofi si arrostiscono interi sulla brace.
Corona di pasta di grano duro con uova, vino rosso e cannella, arrotolata a mano attorno a un ferro e fritta. Si prepara a Delia per il Carnevale, tramandata dalle donne del paese.
Mandorle tostate cotte nel miele in paiolo di rame e stese ancora calde tra le ostie, tagliate poi a barre. Si vende alle fiere e alle feste patronali dell'entroterra, soprattutto d'inverno.
Le colline argillose tra Riesi, Butera e Mazzarino segnano il limite occidentale della zona del Cerasuolo di Vittoria, dove il nero d'Avola si unisce al frappato. Vini più caldi di quelli della costa iblea.
La cucina siciliana è la somma di chi è passato dall'isola: i greci hanno lasciato l'olivo e la ricotta, gli arabi la pasta secca, gli agrumi, il riso e lo zucchero, gli spagnoli il cioccolato e la frittura. È la cucina italiana con più spezie, più zucchero e più contrasti agrodolci.