Pomodoro di Pachino IGP
Coltivato tra Pachino, Portopalo, Noto e Ispica sulle sabbie calcaree irrigate con acqua leggermente salmastra, che ne alza la dolcezza. L'IGP copre ciliegino, costoluto, tondo liscio e grappolo.
In trenta chilometri nascono pomodoro di Pachino, mandorla di Avola e limone di Siracusa: qui i nomi dei paesi sono diventati varietà.
Coltivato tra Pachino, Portopalo, Noto e Ispica sulle sabbie calcaree irrigate con acqua leggermente salmastra, che ne alza la dolcezza. L'IGP copre ciliegino, costoluto, tondo liscio e grappolo.
Nome che raccoglie tre cultivar della zona di Avola e Noto, Pizzuta, Fascionello e Romana: seme piatto e regolare, ideale per confetti, latte di mandorla e granita.
Femminello siracusano coltivato sulla fascia costiera da Augusta ad Avola, che dà tre raccolti l'anno: primofiore in autunno, bianchetto in primavera, verdello in estate.
Mieli monoflora degli altopiani calcarei attorno a Sortino e Palazzolo Acreide: timo, carrubo e zagara. Presidio Slow Food, si raccolgono ancora in arnie tradizionali di ferula.
Uno dei vini dolci più antichi dell'isola, da moscato bianco appassito sulla pianta o sui graticci nei dintorni della città; quasi scomparso nel Novecento e ripiantato da pochi decenni.
La cucina siciliana è la somma di chi è passato dall'isola: i greci hanno lasciato l'olivo e la ricotta, gli arabi la pasta secca, gli agrumi, il riso e lo zucchero, gli spagnoli il cioccolato e la frittura. È la cucina italiana con più spezie, più zucchero e più contrasti agrodolci.