Che cos'è
L'Arancia Rossa di Sicilia è un'Indicazione Geografica Protetta riconosciuta nel 1996 che copre tre cultivar di arancio dolce, Citrus sinensis, coltivate in una zona precisa della Sicilia orientale.
Il Tarocco è la più diffusa e la più venduta. Polpa arancione con venature e macchie rosse, spesso più che rossa del tutto, buccia sottile e facile da sbucciare a mano, semi assenti o pochissimi, sapore molto dolce con acidità equilibrata. È l'arancia da tavola per eccellenza e ha il contenuto di vitamina C più alto tra le arance da consumo fresco. Esistono decine di cloni selezionati (Tarocco Gallo, Nucellare, Ippolito, Meli, Sant'Alfio) e il Sant'Alfio si riconosce dal caratteristico collo, il muso, alla base del picciolo.
Il Moro è la più scura: la polpa va dal rosso vinoso al viola quasi nero, e anche la buccia si colora di rosso all'esterno. Il sapore è diverso da quello di qualsiasi arancia: c'è dentro un tono di frutti di bosco, mora e lampone, con un finale leggermente amaricante. È la varietà che matura per prima e quella che dà il succo più spettacolare.
Il Sanguinello, di origine spagnola ma coltivato in Sicilia da oltre un secolo, matura per ultimo. Buccia sottile e liscia, polpa arancione con pigmentazione rossa in strisce, pochissimi semi, molto succosa. Resta appesa alla pianta fino a maggio senza perdere qualità, ed è l'arancia che chiude la stagione.
Il rosso, in tutte e tre, viene dagli antociani, soprattutto la cianidina-3-glucoside, cioè gli stessi pigmenti dei mirtilli e del cavolo rosso. Non sono un colorante aggiunto né una mutazione da laboratorio: la pianta li sintetizza come risposta allo stress da freddo notturno.
Dove nasce
La zona IGP comprende una cinquantina di comuni nelle province di Catania, Siracusa ed Enna. Il cuore è la piana di Catania e la valle del Simeto: Paternò, Adrano, Biancavilla, Belpasso, Ramacca, Scordia, Militello, e poi la piana di Lentini con Francofonte e Carlentini. A nord-ovest si sale verso Centuripe, in provincia di Enna.
È il territorio che circonda l'Etna a sud e a est, e la geografia qui è la ricetta. Il suolo è vulcanico, profondo, ricco di potassio e ben drenante. L'acqua arriva dal Simeto e dalle falde. E soprattutto c'è l'escursione termica: di giorno la piana si scalda come tutta la Sicilia, di notte l'aria fredda scende dal vulcano e la temperatura crolla anche di quindici o venti gradi.
Quel salto termico notturno è la condizione tecnica della pigmentazione. Sotto i dieci-dodici gradi la pianta attiva la sintesi degli antociani nella polpa; senza notti fredde ripetute, la stessa identica cultivar produce frutti biondi o appena screziati. È il motivo per cui il Tarocco piantato in Spagna, in California o in Florida dà arance quasi sempre pallide, e per cui questa denominazione ha un senso agronomico prima ancora che commerciale.
La coltivazione dell'arancio qui risale al Settecento, ma l'esplosione è ottocentesca, quando gli agrumi siciliani viaggiano verso il nord Europa e l'America. Il Tarocco è una mutazione spontanea individuata a fine Ottocento, e il nome, secondo la versione più raccontata, nasce dall'esclamazione di sorpresa di un contadino davanti al frutto tagliato.
Come si produce
Gli aranceti della piana sono impianti specializzati e irrigui, con piante innestate su portinnesto: storicamente arancio amaro, oggi più spesso citrange o Poncirus, per resistere al mal secco e alla tristeza.
La fioritura è tra aprile e maggio, e la zagara profuma la piana per tre settimane. Il frutto impiega poi otto o nove mesi a maturare, e passa l'estate a costruire zuccheri.
Il momento decisivo arriva in autunno inoltrato. Quando le notti scendono sotto i dieci gradi, la polpa comincia a colorarsi: prima venature sottili, poi macchie, poi il rosso pieno. Un'annata con autunno mite dà arance meno rosse a parità di tutto il resto, ed è una variabile che il produttore non controlla.
La raccolta si fa a mano, a più passate, tagliando il peduncolo con le forbici. Il calendario segue le varietà: il Moro parte a dicembre e finisce tra febbraio e marzo, il Tarocco copre da dicembre a maggio con il massimo tra gennaio e marzo, il Sanguinello va da febbraio a maggio. Fuori da questa finestra, tra giugno e novembre, l'arancia rossa siciliana semplicemente non esiste sulla pianta.
Dopo la raccolta i frutti vengono calibrati e conservati in cella a temperatura controllata. Il freddo di cella, entro certi limiti, intensifica ulteriormente il colore: è la stessa reazione che avviene in campo.
Come riconoscerlo
La prova è il taglio. Un'arancia rossa IGP tagliata a metà mostra pigmentazione nella polpa: venature nel Tarocco, colore pieno nel Moro, strisce nel Sanguinello. Se dentro è tutta arancione, non è nessuna delle tre, o è stata raccolta prima che il colore si sviluppasse.
Attenzione però al segnale opposto: la buccia rossa fuori non garantisce nulla. Il Moro si colora anche esternamente, il Tarocco spesso no. Un Tarocco con buccia interamente arancione può avere una polpa splendida.
È normale che il colore vari da frutto a frutto nella stessa cassetta e da inizio a fine stagione. Non è un difetto ed è la firma di un pigmento naturale: un colore uniforme e perfetto su cento frutti è più sospetto della variabilità.
Sull'etichetta o sulla rete devono comparire il logo IGP europeo, la dicitura Arancia Rossa di Sicilia e la varietà. Le arance vendute come sanguigne o rosse senza indicazione IGP possono venire da Spagna, Marocco, Turchia o Sud Africa: sono spesso Moro o Sanguinelli coltivati altrove, con pigmentazione più debole.
Controllate infine il peso rispetto alla dimensione: un'arancia leggera per il suo volume ha perso succo, e la buccia deve essere soda e aderente. Le bucce gonfie e staccate segnalano frutti raccolti tardi.
Come si usa in cucina
Il primo uso è la spremuta, e vale la pena farla bene. Un chilo di arance dà circa mezzo litro di succo; si beve entro un quarto d'ora, perché è il profumo a degradarsi per primo. Non si filtra: la parte in sospensione è quella che porta gusto.
Il secondo uso è l'insalata di arance, il piatto siciliano che nessuno si aspetta e che convince tutti. Arance pelate a vivo e affettate, finocchio crudo tagliato sottile, olive nere, cipolla rossa, olio, sale, pepe nero. Le versioni tradizionali aggiungono acciughe salate, aringa affumicata o baccalà, e in alcune zone si fa con le sole arance, l'olio e il pepe.
Poi c'è la granita all'arancia rossa, che a Catania si serve con la brioche col tuppo, e il sorbetto, dove il colore fa metà del lavoro.
In pasticceria la scorza del Tarocco si candisce bene e la marmellata viene di un bruno-rubino inconfondibile; nei dolci al cioccolato è il Moro a funzionare meglio, per via del tono di frutti di bosco.
Sul salato: risotto all'arancia rossa, filetti nell'insalata di finocchi e gamberi, agrodolce con l'anatra o il maiale, fette sotto un pesce al forno. Una regola pratica: gli antociani sono sensibili al calore e virano al bruno-viola in cottura prolungata, quindi il succo va aggiunto a fine cottura se si vuole conservare il colore.
Abbinamenti
Con l'arancia rossa stanno bene il finocchio crudo, la cipolla rossa di Tropea, le olive nere, le acciughe e il pesce azzurro, il pistacchio di Bronte, le mandorle, il cioccolato fondente e la ricotta di pecora.
Sull'insalata di arance il vino giusto è un bianco siciliano fresco e sapido (Etna Bianco da Carricante, Grillo, Catarratto) che regge l'acidità senza spegnersi. Sui piatti di pesce in agrodolce funziona bene un Etna Rosato.
Sui dolci al cioccolato e arancia si sale a un Passito di Pantelleria o a una Malvasia delle Lipari, che hanno la dolcezza per non farsi schiacciare dall'amaro del cacao.
Da evitare: l'aceto forte nelle insalate, che copre il frutto, e i formaggi molto stagionati e salati, dove l'acidità dell'agrume scompare.
Quanto costa
In Sicilia, sui banchi dei mercati e direttamente dai produttori, l'Arancia Rossa di Sicilia IGP costa tra 1,20 e 2,50 euro al chilo in piena stagione. Sulle cassette da dieci o quindici chili il prezzo scende ancora.
Nel resto d'Italia, nella grande distribuzione, si va dai 2 ai 4 euro al chilo, con il Tarocco in genere più caro del Moro, e il biologico aggiunge dal 30 al 60 per cento. La vendita diretta online dai produttori siciliani, spedizione compresa, si colloca sui 2,50-3,50 euro al chilo per ordini da dieci chili in su. All'estero il prezzo si moltiplica: 4-8 euro al chilo nei negozi europei specializzati.
Quanto comprarne. Un'arancia media pesa 180-250 grammi. Per un litro di spremuta servono circa due chili di frutti, cioè otto o dieci arance. Per un'insalata di arance da quattro persone ne bastano tre grandi. Chi la usa per la spremuta quotidiana compra a cassetta: costa meno e la conservazione non è un problema.
Come conservarlo
A temperatura ambiente, in un luogo fresco e arieggiato, le arance durano una settimana o dieci giorni. In frigorifero, nel cassetto della verdura, arrivano a tre o quattro settimane, e il freddo, entro certi limiti, accentua il colore della polpa invece di rovinarlo.
Non vanno chiuse in sacchetti di plastica sigillati: l'umidità che si condensa fa partire le muffe dal punto del picciolo. Meglio una cassetta di legno o un cesto, con i frutti non ammassati.
Il succo si conserva male: in frigo perde profumo in poche ore e vitamina C nel giro di un giorno. Se serve conservarlo, si congela in vaschette per il ghiaccio, dove tiene tre mesi. Anche gli spicchi pelati a vivo si congelano bene per il sorbetto.
La scorza, se il frutto non è trattato, va salvata: grattugiata e congelata dura sei mesi. E se una sola arancia in cassetta ammuffisce va tolta subito, perché il marciume si propaga per contatto in due o tre giorni.
Dove assaggiarlo
A Paternò, Biancavilla e Adrano, sul versante sud-ovest dell'Etna, dove gli aranceti arrivano fino ai margini dei paesi e dove molte aziende vendono direttamente in azienda tra gennaio e marzo.
A Francofonte e a Lentini, in provincia di Siracusa, che è il distretto storico del Tarocco: qui si trovano le aziende che spediscono in tutta Italia e diverse realtà aperte alla visita.
A Catania, al mercato della Pescheria e nei banchi di piazza Carlo Alberto, dove tra dicembre e aprile le arance rosse sono ovunque e le spremute si fanno al momento. Ed è a Catania che si mangia la granita all'arancia con la brioche.
A Centuripe, in provincia di Enna, per il paesaggio: il paese sta su una cresta e dall'alto si vedono gli aranceti della valle del Dittaino.
Quando andare: da gennaio a marzo, quando tutte e tre le varietà sono disponibili insieme e il Moro è al colore massimo. Ad aprile e maggio restano solo Tarocco tardivi e Sanguinelli.
Ricette con questo prodotto
Domande frequenti
Perché le arance rosse sono rosse?
Per gli antociani, gli stessi pigmenti dei mirtilli e delle more, che la pianta sintetizza nella polpa come risposta al freddo notturno. Servono notti sotto i dieci-dodici gradi alternate a giorni caldi: è l'escursione termica della piana etnea. Non è un colorante e non è un incrocio con altri frutti.
Che differenza c'è tra Tarocco, Moro e Sanguinello?
Il Tarocco ha polpa arancione venata di rosso, è la più dolce e la più facile da sbucciare, e copre da dicembre a maggio. Il Moro ha polpa rosso scuro quasi nera, sapore di frutti di bosco con finale amaricante, ed è la più precoce, da dicembre a febbraio. Il Sanguinello ha polpa arancione striata di rosso, buccia sottile, è molto succoso e chiude la stagione tra febbraio e maggio.
Perché la mia arancia rossa dentro è arancione?
Perché la pigmentazione dipende dalle temperature e varia da frutto a frutto, da pianta a pianta e da annata ad annata. A inizio stagione il colore è meno sviluppato, e un autunno mite riduce il rosso in tutta la produzione. Non significa che il frutto sia falso o di scarsa qualità: il Tarocco è per natura un'arancia mezzo-sanguigna.
Le arance rosse si coltivano solo in Sicilia?
No, le stesse cultivar si coltivano in Spagna, Marocco, California e Australia, ma raramente sviluppano la stessa pigmentazione, perché manca l'escursione termica notturna. Il colore intenso e costante è quello che l'IGP siciliana protegge, e resta legato all'ambiente attorno all'Etna.
Qual è la stagione dell'arancia rossa di Sicilia?
Da dicembre a maggio. Moro da dicembre a febbraio, Tarocco da dicembre a maggio con il picco tra gennaio e marzo, Sanguinello da febbraio a maggio. Tra giugno e novembre l'arancia rossa siciliana non c'è: quello che si trova in quel periodo viene dall'emisfero sud.
Le fonti
Dove verificare quello che c'è scritto qui sopra.
Il regolamento del 12 giugno 1996 che iscrive «Arancia Rossa di Sicilia» fra le IGP ortofrutticole, nel primo grande blocco di registrazioni italiane.
Le tre sole varietà coperte dalla IGP (Tarocco, Moro e Sanguinello), l'elenco delle aziende autorizzate e i documenti ufficiali del consorzio, attivo dal 1994.