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Pesce

Bottarga

La bottarga è la sacca ovarica del muggine o del tonno, salata, pressata e stagionata fino a diventare un blocco compatto color ambra. Si grattugia a fuoco spento e bastano quindici grammi a testa: il sapore è concentratissimo, e il prezzo, dai 200 ai 320 euro al chilo per quella di muggine, lo rispecchia.

SardegnaSicilia
Bottarga, pesce della Sardegna
Bottarga, pesce della SardegnaRadobera · CC BY-SA 3.0
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Che cos'è

La bottarga è l'ovaia intera di un pesce, estratta senza romperla, salata a secco, pressata e fatta asciugare finché non diventa un blocco sodo che si può grattugiare. Non è un patè, non è una crema, non è caviale: è un pezzo unico, che si taglia con il coltello o si riduce in polvere sulla grattugia.

Esistono due bottarghe, e confonderle è l'errore più comune. La bottarga di muggine, il cefalo o Mugil cephalus, è sarda, ha colore che va dall'ambra all'arancio carico, forma a due lobi uniti come una piccola lira, e un sapore netto di mare con una coda amara di mandorla. La bottarga di tonno è siciliana, molto più grande (una baffa può superare il chilo), di colore bruno-rossastro, con gusto più carnoso, più salato e meno fine. La prima costa da due a tre volte la seconda.

Il nome viene dall'arabo butarikh, a sua volta dal greco ōotárichon, letteralmente uova salate: una parola che ha attraversato il Mediterraneo insieme alla tecnica, arrivata in Sardegna probabilmente con i Fenici e consolidata dagli arabi. Chiamarla caviale del Mediterraneo è una scorciatoia giornalistica: il caviale si mangia a cucchiaiate, la bottarga si usa come si usa il sale.

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Dove nasce

La capitale della bottarga di muggine è Cabras, in provincia di Oristano, sullo stagno omonimo: una laguna salmastra della penisola del Sinis dove il cefalo si ingrassa e dove la pesca è regolata dalle cooperative da secoli. Da Cabras arrivano le baffe più ricercate. Si produce bottarga di muggine anche a Santa Giusta, a Marceddì, nello stagno di Tortolì sulla costa orientale e in Sicilia, nelle saline tra Trapani e Marsala.

La bottarga di tonno segue invece la rotta delle tonnare: Favignana e Trapani, Marzamemi nel siracusano, e Carloforte sull'isola di San Pietro, dove la comunità tabarchina lavora il tonno rosso con tecniche importate dalla Liguria via Tunisia. È inserita negli elenchi dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali di Sardegna e Sicilia.

La stagione della bottarga di muggine è l'estate e l'inizio dell'autunno: i cefali vengono pescati tra luglio e settembre, quando le ovaie sono mature ma non ancora prossime alla deposizione.

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Come si produce

Il pesce viene aperto con un taglio laterale e la sacca ovarica estratta intera, senza incidere la membrana: se si rompe, la baffa è persa. Le uova si lavano in acqua salata, si eliminano le vene con una pressione delle dita e si dispongono su assi di legno, ricoperte di sale marino.

La salatura dura da qualche ora a due giorni a seconda della pezzatura. Segue la pressatura: le baffe vengono messe tra due tavole di legno con pesi sopra, per cinque-dieci giorni, in modo che perdano liquido e prendano la forma piatta che tutti conoscono. Poi si asciugano in locali freschi e ventilati per tre settimane fino a tre mesi.

A fine stagionatura una baffa ha perso circa metà del peso iniziale. Le lavorazioni tradizionali la rivestivano di cera d'api per proteggerla; oggi prevale il sottovuoto, che conserva altrettanto bene e costa meno.

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Come riconoscerlo

Una baffa di muggine buona è compatta ma non dura come un sasso: premendola con il pollice deve cedere appena. Il colore è uniforme, ambrato o arancione, senza zone nere ai bordi: quelle sono segno di asciugatura troppo spinta o troppo veloce. La membrana esterna deve essere integra e aderente.

L'odore è quello del mare pulito, con una nota di mandorla amara. Se sa di ammoniaca o di rancido, il pezzo è vecchio o è stato conservato male.

Sulla bottarga grattugiata in barattolo serve cautela: la legge non impone che sia al cento per cento muggine, e molti prodotti a basso prezzo mescolano uova di specie diverse o partite di scarto. Leggi l'etichetta e cerca la dicitura che indica la specie e la percentuale. A parità di spesa, una baffa intera da grattugiare al momento vale sempre più di un barattolo.

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Come si usa in cucina

La regola unica è che la bottarga non si cuoce mai. Il calore la rende amara e ne brucia i profumi: va aggiunta a fuoco spento, sempre, in qualunque piatto.

Gli spaghetti alla bottarga si fanno così: aglio in camicia in olio buono, un mestolo di acqua di cottura per emulsionare, pasta scolata al dente, padella fuori dal fuoco, e solo allora la bottarga grattugiata, quindici o venti grammi a persona. L'acqua della pasta va salata pochissimo, perché la bottarga sala da sola. Chi vuole, aggiunge pangrattato tostato per il croccante e prezzemolo.

A scaglie sottili, tagliate con il pelapatate, è perfetta cruda: su carciofi crudi affettati sottilissimi con olio e limone, su finocchi e arance, su sedano bianco, su una burrata, su un uovo poché. Un altro classico sardo è il crudo di bottarga con pane carasau e burro.

La bottarga di tonno, più rustica, regge meglio abbinamenti robusti: pomodorini, capperi, patate lesse, peperoni arrostiti.

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Abbinamenti

Con la bottarga di muggine il vino di casa è il Vermentino di Gallura DOCG, teso e salino. Il pairing più raffinato, e più sardo, è la Vernaccia di Oristano, ossidativa, secca, che nasce a pochi chilometri dallo stagno di Cabras e regge la sapidità senza cedere. Funziona bene anche un Nuragus di Cagliari, o un Carricante etneo se il piatto è siciliano.

Sulla bottarga di tonno, più grassa, si può salire a un bianco più strutturato o a un metodo classico non dosato.

In cucina si abbina naturalmente al limone, all'olio extravergine, al burro, ai vegetali croccanti e amari: carciofo, finocchio, sedano, cicoria. Meno ovvio ma ottimo: patate lesse tiepide, uova, arance rosse.

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Quanto costa

La bottarga di muggine sarda costa tra 200 e 320 euro al chilo. Poiché una baffa pesa dai 60 ai 150 grammi, in pratica si spendono 25-45 euro per un pezzo intero, che rende tra le sei e le dieci porzioni di pasta. Le baffe di Cabras certificate stanno nella parte alta della forbice.

La bottarga grattugiata in barattolo costa meno al pezzo, 10-16 euro per 50 grammi, ma di più al chilo, e vale meno: perde aroma in fretta.

La bottarga di tonno viaggia tra 80 e 150 euro al chilo, quindi un terzo o metà della muggine. Non è una bottarga di serie B, è un'altra cosa: più salata, più decisa, più adatta ai piatti conditi.

Il prezzo alto ha una ragione aritmetica: un cefalo di un chilo e mezzo dà circa cento grammi di uova, e quelle uova esistono solo in una finestra di poche settimane l'anno.

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Come conservarlo

Sottovuoto e intera, in frigorifero, la baffa si conserva otto-dodici mesi. Una volta aperta va avvolta in carta oleata o in alluminio e chiusa in un contenitore ermetico: dura tre o quattro mesi, asciugandosi lentamente. Se la superficie si indurisce troppo, un panno appena unto d'olio le restituisce morbidezza.

Mai lasciarla a temperatura ambiente per giorni e mai in freezer da grattugiare: si può congelare, ma il freddo rompe la struttura e alla scongelamento la baffa si sbriciola. Se proprio serve, congelala già grattugiata in porzioni piccole.

Il barattolo di grattugiata, una volta aperto, va in frigo e va finito in un mese o due. Dopo, il profumo non c'è più: resta solo il sale.

Se compare una patina biancastra e asciutta, di solito è sale affiorato e si toglie con un panno. Muffe verdi o umide, o un odore di ammoniaca, sono un'altra cosa: non è il sale che affiora, e a quel punto vale la data sulla confezione o un parere di chi te l'ha venduta.

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Dove assaggiarlo

Cabras è la tappa obbligata: lo stagno, il museo civico che custodisce i Giganti di Mont'e Prama, le rovine di Tharros a pochi chilometri e la Sagra della Bottarga che il paese dedica al suo prodotto. Tutt'intorno, la penisola del Sinis e le spiagge di quarzo di Is Arutas.

Sulla costa orientale vale la sosta lo stagno di Tortolì; a sud, il piccolo borgo di Marceddì con le sue pescherie. A Oristano e ad Alghero la bottarga è in ogni carta.

Per il tonno bisogna spostarsi: a Carloforte, sull'isola di San Pietro, il Girotonno di fine maggio-inizio giugno è la festa che ha reso il tonno rosso un fatto turistico. In Sicilia, la tonnara Florio di Favignana è oggi museo, e Marzamemi conserva l'impianto della tonnara affacciato sulla piazza.

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Domande frequenti

Meglio la bottarga di muggine o quella di tonno?

Dipende dal piatto. La muggine è più fine, più aromatica e più adatta ai piatti delicati o al crudo: è la scelta per gli spaghetti e per le scaglie sulle verdure. Il tonno è più salato, più carnoso e costa meno: regge condimenti forti come pomodoro, capperi e peperoni. Se ne comprate una sola e volete la classica, prendete muggine.

Quanta bottarga si usa a persona?

Quindici-venti grammi grattugiati per un piatto di pasta, cinque-otto grammi se la usate a scaglie su un crudo o su una verdura. Una baffa da cento grammi copre facilmente sei porzioni di spaghetti.

Perché la bottarga costa così tanto?

Perché la resa è minima e la stagione è breve. Un muggine di un chilo e mezzo dà un centinaio di grammi di uova, che in stagionatura ne perdono metà, e le ovaie sono mature solo tra luglio e settembre. A questo si aggiunge una lavorazione manuale in cui una sacca rotta è una sacca persa.

La bottarga si può congelare?

Sì, ma perde compattezza: allo scongelamento tende a sbriciolarsi invece di grattugiarsi. Se serve, congelala già grattugiata in porzioni da una pasta. La baffa intera sottovuoto sta benissimo in frigorifero per quasi un anno, quindi il freezer di solito è inutile.

Si può mangiare la bottarga in gravidanza?

È un prodotto salato e stagionato, non crudo in senso stretto, e il rischio microbiologico è basso. Il problema semmai è il sodio, che è molto alto, e il mercurio nel caso della bottarga di tonno. Meglio limitarne il consumo e, come sempre in gravidanza, chiedere al proprio medico.

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