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Provincia · VR

Verona

Verona secca le uve nei fruttai fino a gennaio e serve il bollito con la pearà, salsa di pane, midollo e pepe.

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Cosa si mangia solo qui

Amarone della Valpolicella

Corvina, corvinone e rondinella appassite su graticci nei fruttai delle valli di Negrar, Fumane e Marano per tre o quattro mesi, poi fermentate fino a secco. Nasce come errore dell'ultima botte di recioto, lasciata fermentare troppo.

Pearà

Salsa di pane grattugiato, midollo di bue e molto pepe nero, cotta per ore nel brodo di carne finché non si addensa. Accompagna il bollito misto e fuori dal Veronese non si trova.

Riso Vialone Nano Veronese IGP

Coltivato nelle risaie di risorgiva attorno a Isola della Scala, irrigate con acqua di fontanile a temperatura pressoché costante. Chicco tondo che assorbe molto brodo e resta sodo: è il riso del risotto all'isolana.

Monte Veronese DOP

Formaggio di malga della Lessinia, in due versioni: a latte intero, giovane e morbido, e 'd'allevo' semigrasso, che stagiona oltre un anno e si grattugia. Il latte arriva dagli alpeggi sopra i 1.000 metri.

Pandoro

Lievitato a stella a otto punte, senza canditi né uvetta, con molto burro e uova e nessuna copertura. Fu brevettato a Verona nel 1894, sviluppando i lievitati delle pasticcerie cittadine di fine Ottocento.

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Nel contesto della Veneto

Il Veneto cucina con riso, mais e baccalà più che con la pasta: risi e bisi, polenta, baccalà mantecato, sarde in saor. Cambia radicalmente fra la laguna di Venezia, la pianura del radicchio e le montagne bellunesi.

La cucina della Veneto

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