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Provincia · PG

Perugia

Da Castelluccio a 1.400 metri al Trasimeno: legumi minuscoli, tartufo nero di Norcia e il sagrantino, tra le uve più tanniche d'Italia.

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Cosa si mangia solo qui

Lenticchia di Castelluccio di Norcia IGP

Seme piccolissimo e chiaro seminato sul Piano Grande a 1.400 metri, dove a giugno la fioritura colora l'altopiano. Buccia tenue che non richiede ammollo e cuoce in venti minuti.

Tartufo nero pregiato di Norcia

Tuber melanosporum raccolto da dicembre a marzo nei querceti calcarei della Valnerina e attorno a Norcia. Si grattugia crudo sulle uova o si scioglie nell'olio con l'acciuga per condire gli strangozzi.

Torta al testo

Focaccia non lievitata cotta su un disco rovente di pietra o ghisa, il testo, e girata a metà cottura. Si apre in due e si farcisce con erbe di campo ripassate, salsiccia o prosciutto.

Sagrantino di Montefalco

Uva a bacca nera coltivata quasi solo sulle colline di Montefalco, Bevagna e Gualdo Cattaneo. È ricchissima di tannino e per secoli è stata vinificata soprattutto in passito, per le feste e la Settimana Santa.

Fagiolina del Trasimeno

Legume grande come un chicco di riso, coltivato sulle rive del lago dai tempi degli etruschi e quasi scomparso nel dopoguerra. Matura in modo scalare, quindi va raccolto a mano più volte.

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Nel contesto della Umbria

L'Umbria è l'unica regione dell'Italia centrale senza sbocco al mare e cucina come una terra chiusa: tartufo nero di Norcia, maiale lavorato dai norcini, legumi d'altura, olio molto amaro e carne alla brace.

La cucina della Umbria

Le altre province della Umbria