Ciriole ternane
Pasta lunga di sola acqua e farina, tirata a mano e spessa come un dito, senza uovo. Si condisce con aglio, olio e pomodoro o con i funghi: nome uguale, ma nulla a che vedere con le anguilline del Tevere.
La provincia si divide fra la rupe di Orvieto, che scava le cantine nel tufo, e la Valnerina, che alleva trote nel Nera.
Pasta lunga di sola acqua e farina, tirata a mano e spessa come un dito, senza uovo. Si condisce con aglio, olio e pomodoro o con i funghi: nome uguale, ma nulla a che vedere con le anguilline del Tevere.
Bianco da Grechetto e Procanico affinato nelle grotte scavate nel tufo sotto la rupe, dove la temperatura non cambia. Storicamente abboccato, oggi soprattutto secco.
Oliveti terrazzati attorno ad Amelia e Narni, con Moraiolo, Leccino e Frantoio. Fruttato leggero e finale di mandorla, meno amaro dei Colli Assisi-Spoleto.
Le acque sorgive del Nera fra Arrone e Ferentillo, costanti tutto l'anno intorno ai dieci gradi, hanno fatto di questa valle uno dei centri italiani dell'allevamento della trota. Si serve marinata o alla griglia.
Dolce di Natale compatto con mandorle, nocciole, canditi, cioccolato, mosto cotto, miele e pepe. Si cuoce a pagnottelle scure e si taglia a fette sottili, perché è densissimo.
L'Umbria è l'unica regione dell'Italia centrale senza sbocco al mare e cucina come una terra chiusa: tartufo nero di Norcia, maiale lavorato dai norcini, legumi d'altura, olio molto amaro e carne alla brace.