Valnerina: dove mangiare e dormire
La Valnerina è il posto dove è nata la parola norcino e dove nel 2016 è crollata mezza Norcia. Si mangia ancora benissimo, ma il tartufo nero grattugiato in agosto non è quello di Norcia.
La Valnerina è la valle del Nera, dalla cascata delle Marmore ai piedi dei Sibillini: un solco stretto con i paesi appesi ai versanti (Ferentillo, Arrone, Scheggino, Sant'Anatolia di Narco, Vallo di Nera) che si apre nella conca di Norcia a seicento metri e sale fino al Piano Grande di Castelluccio, a millecinquecento. Venti chilometri sulla carta sono spesso quaranta minuti reali.
Va detto subito. Nel 2016 due terremoti hanno colpito duramente la parte alta: a Norcia è crollata la basilica di San Benedetto, il centro storico è ancora in parte un cantiere e alcune attività lavorano in strutture provvisorie fuori le mura; Castelluccio è stato in gran parte distrutto. Le aziende hanno riaperto e la filiera del cibo funziona: quello che non trovi è la cartolina intatta.
Come si mangia qui
La parola norcino viene da qui: i macellai di Norcia lavoravano il maiale a domicilio in mezza Italia centrale, e a Roma le botteghe di salumi si chiamano norcinerie ancora oggi. La ragione è climatica (seicento metri, aria secca e fredda) perché così la stagionatura riesce senza affumicatura. Da lì il prosciutto di Norcia IGP, stagionato almeno dodici mesi, più capocollo, lonza e guanciale. Attenzione però: l'IGP riguarda la lavorazione, e i suini possono arrivare da tutto il centro Italia.
Il tartufo nero pregiato, Tuber melanosporum, è l'altro pilastro: stagione da dicembre a marzo, con la mostra mercato di Norcia fra fine febbraio e i primi di marzo. Da maggio ad agosto quello che ti grattugiano sugli strangozzi è quasi sempre lo scorzone, tartufo legittimo ma che costa 80-150 euro al chilo contro i 400-900 del pregiato: se il prezzo del piatto è identico a febbraio e a luglio, qualcosa non torna. L'olio al tartufo, invece, tartufo non ne contiene: è una molecola di sintesi.
Il resto è cucina di montagna, di legumi e di acqua. Le lenticchie di Castelluccio IGP crescono sopra i milletrecento metri, non si mettono a bagno e cuociono in venti minuti: costano fra 12 e 18 euro al chilo, e i banchi lungo la strada che le offrono a cinque vendono altro. La roveja è un pisello selvatico recuperato attorno a Cascia, con cui si fa la farecchiata; a Monteleone di Spoleto si coltiva un farro DOP; il Nera e il Corno danno le trote. Poi gli strangozzi alla norcina, con salsiccia, pecorino e pepe (la panna è un'aggiunta da menù di città) e a Cascia qualche chilo l'anno di zafferano, raccolto all'alba in ottobre.
Aziende agricole con ospitalità
Strutture reali del territorio, verificate una per una sul loro sito. Quello che leggi è quanto dichiarano loro: la visita della redazione non c'è ancora stata, e quando ci sarà lo scriveremo.
Agriturismo Baldassari
Cascia (PG)Azienda agricola familiare che pratica agricoltura biologica: alleva agnelli e animali da cortile e coltiva farro, grano, lenticchie e ceci, con produzione di salumi, zafferano e confetture. Ospitalità in camere, con ristorante e pizzeria.
agriturismocascianorcia.itCasale nel Parco
Norcia (PG)Azienda agricola biologica certificata che coltiva legumi e cereali e raccoglie zafferano e tartufo nero. Dodici camere e un ristorante che lavora i prodotti aziendali, a un chilometro dal centro di Norcia dentro il Parco dei Sibillini.
casalenelparco.comLocalità il Piano
Vallo di Nera (PG)Cinquanta ettari con frutteti biologici e animali al pascolo. L'ospitalità è in due appartamenti da quattro o cinque persone, comunicanti fra loro, con attività didattiche e degustazione dei prodotti aziendali.
localitailpiano.itAgriturismo Casa Mattei
Arrone (TR)Azienda agricola che produce olio extravergine biologico DOP Umbria da cultivar locali, con vendita diretta in azienda. Ospitalità in appartamenti con angolo cottura, nel Parco fluviale del Nera.
casamattei.itI prodotti di questo territorio
Le esperienze da fare
La cerca del tartufo con il cavatore e il cane si prenota da dicembre a marzo per il nero pregiato, dura un'ora e mezza e costa 60-100 euro a persona con assaggio finale. È una dimostrazione, non una battuta di caccia, ma qui il tartufo si cava davvero a due passi dal parcheggio.
La cascata delle Marmore è artificiale e regolata: l'acqua si apre a orari fissi, quindi controlla il calendario prima di pagare il biglietto o guardi una parete asciutta. A Ferentillo ci sono l'abbazia longobarda di San Pietro in Valle e il museo delle mummie; sul Nera si fa rafting da aprile a settembre.
Il calendario dell'anno
Fine febbraio e inizio marzo: a Norcia c'è la mostra mercato del tartufo nero. Il 21 e 22 maggio Cascia celebra Santa Rita e arrivano decine di migliaia di pellegrini: se non ci vai per quello, in quei giorni non trovi camera per trenta chilometri.
Fra fine giugno e metà luglio c'è la fioritura di Castelluccio, che non è un campo coltivato a fiori ma la flora spontanea cresciuta dentro le lenticchie: papaveri, fiordalisi, senape selvatica, in una settimana diversa ogni anno. Nei fine settimana di punta si fanno ore di coda e l'accesso alla piana viene regolato con navette; in giorno feriale, alle sette del mattino, è un'altra cosa.
Le lenticchie si raccolgono fra fine luglio e agosto, lo zafferano di Cascia a fine ottobre, le olive della bassa valle a novembre. Da novembre a febbraio si lavora il maiale e si trova posto ovunque, ma sopra i mille metri nevica e la strada per Castelluccio può restare chiusa per giorni.
Come arrivare e muoversi
La porta d'ingresso è Spoleto, sulla linea Roma-Ancona: un'ora e venti da Roma Termini, e da lì gli autobus arrivano a Norcia in poco più di un'ora. Per la bassa valle si scende a Terni e si risale la SS209.
Una volta qui l'auto è indispensabile: gli autobus di linea fanno due o tre corse al giorno pensate per le scuole. La SS209 è stretta, con gallerie e tratti a strapiombo sul fiume; la salita a Castelluccio nei mesi freddi chiede gomme invernali o catene a bordo. Sopra Norcia i distributori sono pochi: il pieno si fa a valle.
Domande frequenti
Cosa si trova oggi a Norcia dopo il terremoto?
Un paese che funziona, con un centro storico ancora in parte cantierato: la basilica di San Benedetto è in ricostruzione e diverse attività lavorano in strutture provvisorie. Norcinerie, ristoranti e agriturismi hanno riaperto, quindi se vieni per mangiare il viaggio ha senso oggi.
Quando c'è la fioritura di Castelluccio e come ci si arriva?
Fra fine giugno e metà luglio, con una settimana di picco che cambia ogni anno: gli aggiornamenti escono a giugno sui canali del parco. Si sale da Norcia in mezz'ora, ma nei fine settimana il traffico è regolato con navette e le code sono lunghe.
Quando è la stagione del tartufo nero e come non farsi fregare?
Il nero pregiato si cava da dicembre a marzo. Da maggio ad agosto quello sui piatti è lo scorzone, che costa una frazione e va pagato di conseguenza: chiedere quale specie è, è una domanda normale. Diffida dei menù con l'olio al tartufo, che è un aroma di sintesi.
Come si riconoscono le vere lenticchie di Castelluccio?
Dal marchio IGP del consorzio, dal prezzo (fra 12 e 18 euro al chilo, chi le vende a cinque vende altro) e dal comportamento in pentola: buccia sottile, nessun ammollo, venti minuti e i semi restano interi.