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Umbria

L'Umbria è l'unica regione dell'Italia centrale senza sbocco al mare e cucina come una terra chiusa: tartufo nero di Norcia, maiale lavorato dai norcini, legumi d'altura, olio molto amaro e carne alla brace.

Senza costa, l'Umbria ha costruito la sua cucina su boschi, pascoli e pochi corsi d'acqua. La Valnerina scende dai Sibillini, il Piano Grande di Castelluccio sta a milletrecentocinquanta metri, il Trasimeno è un lago larghissimo e profondo pochi metri, il Tevere attraversa la regione da nord a sud. L'unico pesce di tradizione è d'acqua dolce: tegamaccio del Trasimeno, carpa regina in porchetta, anguilla, persico. Tutto il resto viene dalla terra.

Norcia ha dato il nome al mestiere: in italiano il macellaio che lavora il maiale si chiama norcino, e i norcini di questa zona giravano l'Italia centrale a stagione. Da qui vengono il prosciutto di Norcia IGP, i salami, il capocollo e la corallina. Da qui viene anche il tartufo nero pregiato, Tuber melanosporum, che si cava fra dicembre e marzo e che l'Umbria produce in quantità superiore a quasi tutte le altre regioni; d'estate lo sostituisce lo scorzone, più leggero.

I legumi sono d'altura e hanno un'identità precisa. La lenticchia di Castelluccio di Norcia IGP cresce sul Piano Grande, ha buccia sottilissima e non va messa a bagno; fra fine giugno e i primi di luglio la piana si copre di fasce di colore (lenticchie, papaveri, senape) ed è la fioritura per cui si sale fin lassù. Accanto stanno la cicerchia, la roveja, la fagiolina del Trasimeno e il farro di Monteleone di Spoleto DOP. L'olio umbro, soprattutto quello di moraiolo della fascia Assisi-Spoleto, è fra i più amari e piccanti d'Italia, ed è pensato per la bruschetta e per le zuppe di legumi.

Il resto della tavola è di brace e di forno. La torta al testo si cuoce su un disco rovente, si apre e si farcisce con salsiccia, erbe di campo o prosciutto; strangozzi, umbricelli e ciriole sono paste di acqua e farina, senza uovo, fatte per reggere sughi poveri e il tartufo; i palombacci si cucinano alla ghiotta con la loro salsa. Sul vino il Sagrantino di Montefalco è una delle uve più tanniche del mondo, storicamente vinificata passita per le feste; Torgiano ha la sua DOCG riserva, Orvieto il suo bianco fatto nelle cantine scavate nel tufo. Perugia, infine, è città del cioccolato dal 1907.

Umbria · UMB
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PerugiaPGTerniTR
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Provincia per provincia

PG

Perugia

Da Castelluccio a 1.400 metri al Trasimeno: legumi minuscoli, tartufo nero di Norcia e il sagrantino, tra le uve più tanniche d'Italia.

  • Lenticchia di Castelluccio di Norcia IGPSeme piccolissimo e chiaro seminato sul Piano Grande a 1.400 metri, dove a giugno la fioritura colora l'altopiano. Buccia tenue che non richiede ammollo e cuoce in venti minuti.
  • Tartufo nero pregiato di NorciaTuber melanosporum raccolto da dicembre a marzo nei querceti calcarei della Valnerina e attorno a Norcia. Si grattugia crudo sulle uova o si scioglie nell'olio con l'acciuga per condire gli strangozzi.
  • Torta al testoFocaccia non lievitata cotta su un disco rovente di pietra o ghisa, il testo, e girata a metà cottura. Si apre in due e si farcisce con erbe di campo ripassate, salsiccia o prosciutto.
  • Sagrantino di MontefalcoUva a bacca nera coltivata quasi solo sulle colline di Montefalco, Bevagna e Gualdo Cattaneo. È ricchissima di tannino e per secoli è stata vinificata soprattutto in passito, per le feste e la Settimana Santa.
  • Fagiolina del TrasimenoLegume grande come un chicco di riso, coltivato sulle rive del lago dai tempi degli etruschi e quasi scomparso nel dopoguerra. Matura in modo scalare, quindi va raccolto a mano più volte.
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Terni

La provincia si divide fra la rupe di Orvieto, che scava le cantine nel tufo, e la Valnerina, che alleva trote nel Nera.

  • Ciriole ternanePasta lunga di sola acqua e farina, tirata a mano e spessa come un dito, senza uovo. Si condisce con aglio, olio e pomodoro o con i funghi: nome uguale, ma nulla a che vedere con le anguilline del Tevere.
  • Orvieto DOCBianco da Grechetto e Procanico affinato nelle grotte scavate nel tufo sotto la rupe, dove la temperatura non cambia. Storicamente abboccato, oggi soprattutto secco.
  • Olio DOP Umbria, menzione Colli AmeriniOliveti terrazzati attorno ad Amelia e Narni, con Moraiolo, Leccino e Frantoio. Fruttato leggero e finale di mandorla, meno amaro dei Colli Assisi-Spoleto.
  • Trota della ValnerinaLe acque sorgive del Nera fra Arrone e Ferentillo, costanti tutto l'anno intorno ai dieci gradi, hanno fatto di questa valle uno dei centri italiani dell'allevamento della trota. Si serve marinata o alla griglia.
  • Pampepato di TerniDolce di Natale compatto con mandorle, nocciole, canditi, cioccolato, mosto cotto, miele e pepe. Si cuoce a pagnottelle scure e si taglia a fette sottili, perché è densissimo.
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I piatti simbolo

  • Strangozzi al tartufo nero
  • Torta al testo
  • Lenticchie di Castelluccio
  • Porchetta
  • Palombacci alla ghiotta
  • Tegamaccio del Trasimeno
  • Salsicce e fagioli
  • Rocciata
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I prodotti del territorio

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Le città

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Dove mangiare e dormire in campagna

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Quando andare

Il tartufo nero pregiato si cava da dicembre a marzo, e a fine febbraio Norcia gli dedica Nero Norcia, la mostra mercato che apre anche le norcinerie del centro. Fra la fine di giugno e i primi di luglio c'è la fioritura di Castelluccio, tre settimane in cui il Piano Grande cambia colore ogni pochi giorni. Settembre porta la Sagra della Cipolla a Cannara; ottobre Eurochocolate a Perugia e la vendemmia tardiva del sagrantino. Novembre è il mese di Frantoi Aperti: i frantoi della fascia olivata Assisi-Spoleto aprono al pubblico e l'olio nuovo si assaggia sulla bruschetta. L'inverno è la stagione del maiale, delle zuppe di legumi e della cacciagione.

Le sagre della Umbria
Nero Norcia, mostra mercato del tartufo nero pregiatoPalio della QuintanaFesta della CipollaEurochocolateSagra del Sedano Nero e della SalsicciaMostra Mercato del Tartufo BiancoFrantoi Aperti

Il calendario completo →

Domande frequenti

Qual è il piatto tipico dell'Umbria?

Gli strangozzi al tartufo nero: una pasta di acqua e farina, senza uovo, condita con tartufo di Norcia grattugiato a crudo o appena scaldato nell'olio con un'acciuga. Accanto stanno la torta al testo farcita, le lenticchie di Castelluccio con la salsiccia e la porchetta, che in Umbria si vende ancora dai furgoni ai bordi della strada.

Cosa si mangia a pranzo in Umbria?

Il pranzo veloce è la torta al testo: un pane basso cotto su un disco rovente, aperto e farcito con salsiccia, prosciutto o erbe di campo ripassate. A tavola si comincia con i salumi di Norcia e i crostini, si prosegue con umbricelli o strangozzi e si chiude con carne alla brace, spesso di chianina o di maiale.

Quali sono i prodotti DOP e IGP dell'Umbria?

La lenticchia di Castelluccio di Norcia IGP, che ha la buccia così sottile da non richiedere ammollo, il prosciutto di Norcia IGP e il farro di Monteleone di Spoleto DOP. C'è poi l'olio Umbria DOP, diviso in cinque sottozone: quello di moraiolo della fascia Assisi-Spoleto è fra i più amari e piccanti d'Italia.

Qual è il vino dell'Umbria?

Il Sagrantino di Montefalco DOCG, ottenuto da un'uva fra le più tanniche al mondo e storicamente vinificata passita per le feste. L'altra DOCG regionale è il Torgiano Rosso Riserva. Sui bianchi comanda l'Orvieto, prodotto nelle cantine scavate nel tufo sotto la città.

Quando si raccoglie il tartufo nero di Norcia?

Il tartufo nero pregiato, Tuber melanosporum, si cava da dicembre a marzo, ed è quello che ha reso famosa la Valnerina. A fine febbraio Norcia gli dedica Nero Norcia, mostra mercato che apre anche le norcinerie del centro. D'estate lo sostituisce lo scorzone, più leggero e molto meno caro.