La pasta al bronzo è davvero più ruvida. Che trattenga più sugo è un'affermazione, non una misura
Gli studi confermano che la trafila al bronzo rende la pasta più ruvida. Nessuno di quelli che abbiamo trovato misura se trattenga più sugo.
Di la redazione di Agrofood.it · 29 settembre 2026 · 6 minuti di lettura · 11 fonti

Una piastra forata, e il metallo che tocca l'impasto
La pasta secca nasce da un impasto di semola di grano duro e acqua, spinto sotto pressione attraverso una trafila: una piastra con fori sagomati, da cui escono spaghetti, rigatoni o paccheri. Da una trafila all'altra cambia il materiale che l'impasto tocca mentre esce, e le due famiglie in gioco sono il bronzo e il Teflon. Sul Teflon l'impasto scorre più veloce e la superficie esce liscia; il bronzo lo rallenta e la lascia ruvida.
Su questa differenza poggia l'argomento più ripetuto, che una pasta più ruvida trattenga meglio il sugo. Sono due affermazioni distinte: la ruvidità i laboratori l'hanno misurata, la tenuta del sugo in base alla trafila, negli studi che abbiamo trovato, no.
Quello che i laboratori hanno misurato
Il confronto più diretto è uno studio del 2008 di Lucisano, Pagani, Mariotti e Locatelli, su Food Research International: spaghetti fatti con trafile di Teflon e di bronzo, essiccati a 92 e a 70 °C. Con il bronzo la porosità era maggiore e la resistenza alla rottura più bassa del 20-30%. Da secca, quindi, la pasta al bronzo era più fragile, non più robusta.
Nel 2013 Yoshino, Ogawa e Adachi, sul Journal of Food Science, hanno confrontato trafile di cinque materiali, con una rugosità crescente in quest'ordine: Teflon, polipropilene, policarbonato, alluminio, bronzo. Più la superficie era liscia, più l'estrusione era veloce e la pasta densa e resistente. La temperatura di gelatinizzazione non cambiava; nei primi 60 secondi in acqua bollente la pasta più ruvida assorbiva più acqua.
Nel 2011 Mercier e colleghi, con 20 ore di essiccazione a 40 o a 80 °C, hanno ottenuto dal bronzo una pasta più porosa e meno densa, con lo stesso ritiro, da cui l'umidità usciva più in fretta. Una rassegna del 2022 su Foods, di Bresciani, Pagani e Marti, aggiunge che il Teflon dà una superficie liscia e di un giallo brillante, e che il bronzo rallenta l'estrusione e si consuma prima.
Sulla pressione di estrusione le fonti divergono: la rassegna scrive che il bronzo la abbassa, un'associazione di consumatori, il CTCU, nel 2024 ha scritto che la alza.
| Misura | Bronzo | Teflon |
|---|---|---|
| Superficie | La più ruvida fra cinque materiali provati (Yoshino 2013) | La più liscia fra cinque materiali provati (Yoshino 2013), di un giallo brillante (rassegna Bresciani 2022) |
| Porosità | Maggiore (Lucisano 2008; Mercier 2011) | Minore |
| Densità | Minore (Mercier 2011; Yoshino 2013) | Maggiore |
| Resistenza alla rottura, da secca | Più bassa del 20-30% (Lucisano 2008) | Più alta (Lucisano 2008; Yoshino 2013) |
| Velocità di estrusione | Più lenta (Yoshino 2013; rassegna Bresciani 2022) | Più veloce |
| Essiccazione | L'umidità esce più in fretta; ritiro uguale (Mercier 2011) | L'umidità esce più lentamente; ritiro uguale |
| Primi 60 secondi in acqua bollente | Assorbe più acqua (Yoshino 2013) | Assorbe meno acqua |
| Temperatura di gelatinizzazione | Invariata (Yoshino 2013) | Invariata |
| Tenuta del sugo | Non misurata in base alla trafila negli studi che abbiamo trovato | Non misurata in base alla trafila negli studi che abbiamo trovato |
Il sugo che aderisce: la misura che manca
Che il bronzo trattenga meglio il sugo lo scrive anche il disciplinare della Pasta di Gragnano IGP, che all'articolo 6 gli attribuisce micro-asperità capaci di trattenerlo e dice che il Teflon non si concilia con la tradizione. È la parte che giustifica la reputazione del prodotto, e non riporta una misura.
Nella letteratura una misura non l'abbiamo trovata. La ricerca si è limitata a due archivi, Europe PMC e Crossref, e nessuno degli studi peer-reviewed trovati misura la tenuta del sugo in base alla trafila: lo studio del 2008 nomina il sugo solo come premessa, la rassegna del 2022 non ha dati né sulle perdite di cottura né sul sugo. Nel 2023 Samson e colleghi hanno confrontato bronzo e 37 °C con Teflon e 90 °C, cambiando insieme anche il grano, e le differenze non si possono attribuire alla trafila.
L'unica misura della tenuta di una salsa che abbiamo trovato, di Ogawa e colleghi nel 2015, riguarda la temperatura di essiccazione, con massimi di 50, 70 o 85 °C. Con una salsa simulata a base di destrano, la pasta essiccata a 50 °C ne tratteneva significativamente meno; ad alta temperatura la superficie usciva più ruvida, e la durezza da cotta non cambiava. Il risultato va contro l'idea che la bassa temperatura trattenga più sugo, e ricorda che la ruvidità non dipende solo dalla trafila.
Dalla parte del bronzo c'è una prova di America's Test Kitchen, secondo cui la pasta al bronzo trattiene il sugo «molto meglio»: è un test di cucina, non uno studio peer-reviewed, e il protocollo non è pubblicato.

Anche le nostre pagine lo davano per dimostrato
Questa verifica riguarda anche agrofood.it. In diverse schede dei formati di pasta si leggeva che la superficie ruvida del bronzo fa aderire meglio il sugo, scritto come un fatto misurato. La stessa affermazione compariva nel glossario, alle voci «Trafilatura al bronzo» e «Bronze-die pasta, explained», e nella guida alla categoria «pasta e pane»; una pagina in inglese chiamava la ruvidità «the only reason sauce clings», l'unica ragione per cui il sugo aderisce.
La redazione ha corretto le schede, il glossario e la guida. Ora distinguono la ruvidità della superficie, che è misurata, dalla tenuta del sugo, che in base alla trafila non lo è.
Una dicitura che nessuna legge definisce
In Italia la pasta è regolata dal DPR 187 del 2001, il cui articolo 6 descrive la pasta di semola di grano duro, ottenuta per trafilazione, laminazione ed essiccamento di sola semola e acqua, con umidità fino al 12,50% e, sulla sostanza secca, ceneri fino allo 0,90% e proteine almeno al 10,50%. Nelle 13 pagine del testo del 2001 non compaiono bronzo, Teflon, materiale delle trafile o temperature; la versione aggiornata al 2018 non l'abbiamo consultata.
«Trafilata al bronzo» è quindi una dicitura volontaria, soggetta alle regole generali del regolamento europeo 1169 del 2011. L'articolo 7 vieta le informazioni che inducono in errore, anche sul metodo di fabbricazione; l'articolo 36 chiede che quelle volontarie non siano ambigue e, se del caso, si basino su dati scientifici. Negli Stati Uniti la norma federale sulla pasta secca, il 21 CFR 139.110, non parla di trafile, e una definizione federale di «bronze cut» non l'abbiamo trovata.
La dicitura è molto diffusa: secondo l'Osservatorio Immagino, fra giugno 2024 e giugno 2025 il claim «trafilato al bronzo» compariva su 1.427 referenze, con oltre 310 milioni di euro di vendite, contando anche pasta all'uovo, senza glutine, piatti pronti e biscotti. Una quota della pasta al bronzo sui volumi prodotti, invece, non esiste: l'Osservatorio conta le confezioni con il claim, non la produzione.
Cosa impone la Pasta di Gragnano IGP
Fra le regole che abbiamo letto, solo il disciplinare della Pasta di Gragnano IGP rende il bronzo obbligatorio. La denominazione è registrata con il regolamento di esecuzione 969 del 2 ottobre 2013. Circola anche il numero 1011/2013, ed è sbagliato: quel regolamento riguarda le regole d'origine nell'accordo fra Unione europea e America centrale.
L'articolo 5 vuole trafile con «utensili esclusivamente in bronzo». Il resto: produzione e confezionamento nel Comune di Gragnano, in provincia di Napoli; semola con umidità fino al 15%, proteine almeno al 13% e ceneri fino allo 0,86% sulla sostanza secca; acqua della falda locale, fino al 30% dell'impasto; essiccazione fra 40 e 85 °C per 4-60 ore; pasta finita con umidità fino al 12,5%, confezionata sul posto entro 24 ore.
Rispetto alla pasta di semola comune i limiti sono più stretti: proteine al 13% contro 10,50, ceneri allo 0,86 contro 0,90. L'origine del grano, invece, è libera. Gragnano indica dove si fa la pasta, non dove cresce il grano.
In un elenco aggiornato a maggio 2021 le paste IGP erano cinque: Gragnano, Maccheroncini di Campofilone, Cappellacci di zucca ferraresi, Culurgionis d'Ogliastra e Pizzoccheri della Valtellina; nessuna pasta era DOP o STG. Le registrazioni successive, e le regole di queste quattro sulla trafila, non le abbiamo verificate.
Il 2020, gli 85 gradi e la «bassa temperatura»
Il regolamento di esecuzione 2020/185, del 7 febbraio 2020, ha approvato una modifica «non minore», chiesta con una domanda pubblicata il 30 settembre 2019: l'essiccazione, prima fra 40 e 80 °C in 6-60 ore, oggi può arrivare a 85 °C e durare 4 ore. Il motivo dichiarato è che i pastifici faticavano a restare sotto gli 80 °C. Con la stessa modifica i controlli sono passati da Certiquality a CSQA Certificazioni.
L'IGP, quindi, non garantisce un'essiccazione lenta a bassa temperatura, espressione che nessuna legge definisce e che negli studi può voler dire un massimo di 50 °C, oppure 37 °C. Nel 2016 Il Fatto Alimentare raccoglieva le temperature dichiarate da alcuni pastifici: fra 48 e 75 °C, con cicli da 4 ore e mezza a 10 ore, contro i 90-115 °C indicati per i cicli industriali rapidi.
Neppure l'immagine della piccola bottega regge ai numeri. Il consorzio di tutela, con 15 soci, dichiara per il 2024 una produzione certificata sopra le 100.000 tonnellate; Il Sole 24 Ore, nel settembre 2025, riportava la stessa cifra e contava 23 pastifici certificati, circa 400 milioni di euro di fatturato ed export oltre il 50%. La testata GIFT, citando il rapporto Ismea-Qualivita, scrive invece di oltre 303.000 tonnellate: le cifre non si conciliano, e senza il rapporto originale non possiamo dire quale misuri cosa.
In sintesi
- La trafila al bronzo dà una pasta più ruvida, più porosa e meno densa: lo misurano studi pubblicati fra il 2008 e il 2013.
- Da secca la pasta al bronzo è più fragile: in uno studio del 2008 la resistenza alla rottura era più bassa del 20-30%.
- Negli studi peer-reviewed che abbiamo trovato nessuno misura la tenuta del sugo in base alla trafila; l'unica misura riguarda la temperatura di essiccazione, e la pasta essiccata a 50 °C tratteneva meno salsa.
- Anche agrofood.it dava per dimostrata la tenuta del sugo, nelle schede dei formati di pasta, nel glossario e nella guida «pasta e pane»: la redazione ha corretto quelle pagine.
- «Trafilata al bronzo» non ha una definizione di legge, né in Italia né negli Stati Uniti; in Europa valgono le regole generali contro le etichette ingannevoli.
- La Pasta di Gragnano IGP impone il bronzo, ma dal 2020 ammette l'essiccazione fino a 85 °C e in 4 ore, e non fissa l'origine del grano.
Domande frequenti
Cosa vuol dire «trafilata al bronzo»?
Che l'impasto è passato attraverso una trafila di bronzo invece che di Teflon. Gli studi misurano una pasta più ruvida, più porosa e meno densa.
Il sugo aderisce davvero meglio alla pasta trafilata al bronzo?
Non risulta misurato: negli studi peer-reviewed che abbiamo trovato nessuno misura la tenuta del sugo in base alla trafila. L'unica misura riguarda la temperatura di essiccazione, e in uno studio del 2015 la pasta essiccata a 50 °C tratteneva meno salsa di quella essiccata a 70 o a 85 °C.
«Trafilata al bronzo» è una dicitura regolata dalla legge?
No. Né il DPR 187 del 2001 né, negli Stati Uniti, il 21 CFR 139.110 parlano del materiale delle trafile. La dicitura è volontaria e, per le regole europee, non deve ingannare sul metodo di fabbricazione. Fra le regole che abbiamo letto, solo il disciplinare della Pasta di Gragnano IGP impone il bronzo.
La pasta al bronzo cuoce in modo diverso?
Gli studi che abbiamo trovato non misurano il tempo di cottura in base alla trafila. Misurano una pasta più porosa e meno densa, che nei primi 60 secondi in acqua bollente assorbe più acqua, con la stessa temperatura di gelatinizzazione. Sono differenze compatibili con un comportamento diverso in pentola, non una misura dei tempi.
Cosa impone il disciplinare della Pasta di Gragnano IGP?
Produzione a Gragnano, trafile solo in bronzo, semola con almeno il 13% di proteine sulla sostanza secca, acqua della falda locale, essiccazione fra 40 e 85 °C per 4-60 ore e confezionamento sul posto entro 24 ore. Fino al 2020 il tetto era 80 °C e il minimo 6 ore.
La Pasta di Gragnano IGP è fatta con grano italiano?
Il disciplinare non lo richiede: l'origine della semola è libera. Impone invece requisiti della semola, come almeno il 13% di proteine sulla sostanza secca, e la produzione e il confezionamento a Gragnano.
Le fonti
Dove verificare quello che c'è scritto qui sopra.
- 1
Le trafile con «utensili esclusivamente in bronzo» all'articolo 5, i requisiti di semola, acqua ed essiccazione, l'assenza di vincoli sull'origine del grano e la motivazione sul sugo all'articolo 6.
- 2
L'atto del 2 ottobre 2013, pubblicato nella GU L 270 dell'11 ottobre 2013, che registra la denominazione. Il numero 1011/2013, che circola, corrisponde a un altro regolamento.
- 3NormaDomanda di modifica del disciplinare della Pasta di Gragnano IGP, GU C 325 del 30 settembre 2019
Le modifiche poi approvate con il Reg. di esecuzione (UE) 2020/185: essiccazione da 40-80 °C in 6-60 ore a 40-85 °C in 4-60 ore, con la motivazione, e controlli da Certiquality a CSQA.
- 4
L'articolo 6 sulla pasta di semola di grano duro e i suoi requisiti; nel testo del 2001 non compaiono trafile, bronzo, Teflon o temperature di essiccazione.
- 5
L'articolo 7 sulle informazioni che non devono indurre in errore, anche sul metodo di fabbricazione, e l'articolo 36 sulle informazioni volontarie.
- 6
La definizione della pasta secca negli Stati Uniti, con almeno l'87% di sostanza secca; nessun riferimento a trafile, materiali o temperature.
- 7
Le 1.427 referenze con il claim «trafilato al bronzo» e le loro vendite fra giugno 2024 e giugno 2025.
- 8
Porosità maggiore e resistenza alla rottura più bassa del 20-30% negli spaghetti al bronzo; il sugo compare solo come premessa, senza essere misurato.
- 9
La rugosità di cinque materiali, dal Teflon al bronzo, e i suoi effetti su estrusione, densità, resistenza e acqua assorbita nel primo minuto di cottura.
- 10
L'unica misura della tenuta di una salsa che abbiamo trovato: riguarda la temperatura di essiccazione, non la trafila.
- 11
Superficie, pressione e velocità di estrusione, usura delle trafile; nessun dato su perdite di cottura o sugo.