Mortadella di Prato IGP
Insaccato cotto di colore rosa scuro, speziato con aglio, coriandolo e alchermes, il liquore che gli dà tinta e profumo. Non ha nulla in comune con la mortadella bolognese: si serve tiepida, spesso con i fichi secchi.
Provincia minuscola, ma con un rosso mediceo a Carmignano dove il cabernet è ammesso da secoli e una mortadella rosa all'alchermes.
Insaccato cotto di colore rosa scuro, speziato con aglio, coriandolo e alchermes, il liquore che gli dà tinta e profumo. Non ha nulla in comune con la mortadella bolognese: si serve tiepida, spesso con i fichi secchi.
Sangiovese con una quota obbligatoria di cabernet, presente sulle colline di Carmignano e Poggio a Caiano dal Settecento. È una delle quattro zone protette dal bando granducale di Cosimo III del 1716.
Fichi dottato aperti a libro, essiccati al sole sui cannicci e accoppiati a due a due con qualche seme di anice. Si vendono infilati in collane e si mangiano col salume o col vin santo.
Coste del sedano coltivato in città, lessate, riempite di carne e mortadella, impanate, fritte e finite nel sugo di carne. Piatto delle feste pratesi, che nasce come recupero del ripieno avanzato.
Mandorle intere e non pelate dentro un impasto di farina, zucchero e uova, cotto due volte e tagliato in diagonale ancora caldo. Niente burro né lievito naturale: restano duri e si intingono nel vin santo.
La Toscana cucina asciutto e con pochi ingredienti: pane senza sale, olio extravergine, fagioli, carne alla brace e cacciagione. La bistecca alla fiorentina e la ribollita nascono dalla stessa logica: materia prima buona e intervento minimo.