Fagiolo di Sorana IGP
Fagiolo bianco e piatto coltivato sui terreni sabbiosi lungo la Pescia di Sorana, in Valdinievole. La buccia è così sottile che si sente appena: si mangia lesso, con olio e pepe.
Dalla montagna del castagno alla piana dei vivai: farina di castagne sui crinali, fagioli sulla sabbia del torrente a Sorana.
Fagiolo bianco e piatto coltivato sui terreni sabbiosi lungo la Pescia di Sorana, in Valdinievole. La buccia è così sottile che si sente appena: si mangia lesso, con olio e pepe.
Cialde di farina di castagne e acqua cotte tra due testi di ferro roventi sulla Montagna Pistoiese. Si arrotolano intorno alla ricotta e si mangiano calde.
Cialde sottili all'anice cotte tra due ferri, nate nel convento delle suore di Santa Brigida a Lamporecchio. Si vendono ancora a sacchetti nelle fiere di paese.
Zuppa di pane raffermo, brodo e frattaglie di manzo, con pecorino e molto pepe. Nasce dagli scarti destinati ai detenuti del vecchio carcere di Pistoia, da cui il nome.
Poche greggi tra Cutigliano e San Marcello danno un pecorino di latte crudo con caglio naturale, stagionato pochi mesi: sa di erba di quota, non di sale.
La Toscana cucina asciutto e con pochi ingredienti: pane senza sale, olio extravergine, fagioli, carne alla brace e cacciagione. La bistecca alla fiorentina e la ribollita nascono dalla stessa logica: materia prima buona e intervento minimo.