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La Selezione · Toscana

Maremma: dove mangiare e dormire

La Maremma è la Toscana che non è stata restaurata: paesi di tufo, pianure bonificate, mandrie di vacche bianche e un mare che in agosto costa quanto la Versilia. Si mangia di caccia e di orto, e i prezzi crollano appena ti allontani venti minuti dalla costa.

La Maremma è grande e si racconta male, perché sono almeno tre territori diversi tenuti insieme dal nome. C'è la costa, da Castiglione della Pescaia all'Argentario, con le pinete, la laguna di Orbetello e i prezzi estivi di una località balneare vera. C'è la Maremma collinare intorno a Scansano, Magliano e Montiano, che è quella del vino e delle vacche maremmane. E c'è l'area del tufo (Pitigliano, Sorano, Sovana) al confine con il Lazio, che è un altro mondo ancora: paesi costruiti dentro rupi vulcaniche, vie cave etrusche scavate nella roccia e, a Pitigliano, una storia ebraica lunga quattro secoli che ha lasciato una sinagoga, un forno delle azzime e un dolce.

La pianura che oggi è coltivata era palude fino agli anni Trenta, con la malaria endemica: la bonifica è recente e questo spiega molte cose, incluso il fatto che qui non ci siano borghi medievali ogni tre chilometri come in Chianti. È un paesaggio più vuoto, più duro e meno fotogenico, con le mandrie al pascolo brado e i butteri che le governano a cavallo, un mestiere ridotto a poche decine di persone ma ancora reale, non una rievocazione.

Quello che questo significa per chi viene a mangiare: la Maremma è la parte di Toscana con il miglior rapporto qualità-prezzo, purché ci si stacchi dalla costa. Ad agosto, a Porto Ercole o a Castiglione, un piatto di spaghetti alle vongole costa quanto a Portofino. A venticinque chilometri nell'entroterra, la stessa cifra compra una cena intera in un agriturismo con la carne dell'allevamento.

Come si mangia qui

Il piatto identitario è l'acquacotta, e il nome dice tutto quello che serve sapere sull'economia del territorio: acqua, cipolla, sedano, pomodoro, verdure di campo, pane raffermo e un uovo in camicia sopra. Nasce come cibo dei carbonai e dei pastori che stavano fuori una settimana con quello che avevano nella bisaccia, e nelle cucine oneste è rimasta quella cosa lì, non è diventata una zuppa gourmet. Accanto, i tortelli maremmani di ricotta e spinaci, grandi e con il ripieno appena dolce, conditi con burro e salvia o con il ragù di carne.

La carne è di caccia e di pascolo. Il cinghiale in umido e in dolceforte, la scottiglia (un misto di carni diverse cotte insieme nel pomodoro, nata come piatto di ciò che avanzava), il buglione d'agnello, la lepre. La razza maremmana dà una carne magra e saporita che ha bisogno di frollatura seria: la bistecca qui esiste, è meno famosa di quella chianina ed è spesso più interessante. In autunno il bosco dà funghi e castagne; da settembre a gennaio la caccia detta il menù, e un ristorante che ti offre cinghiale ad agosto lo sta prendendo dal congelatore, il che è legittimo ma va saputo.

Sul mare la cucina è più povera di quanto ci si aspetti: la laguna di Orbetello dà anguilla, cefalo e la bottarga di muggine (che si fa lì e si trova con difficoltà) mentre il pesce azzurro del Tirreno, palamita e sgombro, è il pesce vero della zona, non l'orata di allevamento che compare in tutti i menù estivi. La palamita marinata e l'anguilla sfumata sono due presidi Slow Food che si trovano nei ristoranti di Orbetello e in pochi altri. A Pitigliano si beve il bianco locale e si mangia lo sfratto dei Goym, un dolce ebraico a forma di bastone con miele e noci, il cui nome ricorda l'atto con cui gli ebrei furono cacciati dalle case nel Cinquecento. Da bere, il Morellino di Scansano (sangiovese con un frutto più caldo e maturo di quello chiantigiano, meno austero e più immediato) che è il vino che regge il cinghiale meglio di qualsiasi altro.

La Selezione Agrofood

Aziende agricole con ospitalità

Strutture reali del territorio, verificate una per una sul loro sito. Quello che leggi è quanto dichiarano loro: la visita della redazione non c'è ancora stata, e quando ci sarà lo scriveremo.

Sasseta Alta

Scansano (GR)

Sessanta ettari fra bosco, uliveto e orto biologico sopra Scansano. L'ospitalità è ricavata in quattro casali di pietra restaurati, fra camere e appartamenti, con ristorante che lavora i prodotti dell'azienda.

sassetaalta.it

Agriturismo San Giusto

Magliano in Toscana (GR)

Azienda agricola biologica di Federico Croci, in zona Corso, poco fuori Magliano: produce Morellino di Scansano, olio extravergine e formaggi. Le camere sono ricavate negli ex annessi agricoli e il ristorante lavora i prodotti aziendali.

agriturismosangiusto.com

Agriturismo Le Macchie Alte

Manciano (GR)

Quattrocentoventi ettari fra Manciano e Montemerano, certificati biologici ICEA dal 1994: grani e frutti di varietà antiche, olivi, cereali e foraggio, con allevamento di bovini maremmani, cinta senese e cinghiali. Un mulino a pietra aziendale macina i grani antichi per farine e pasta; si producono anche conserve e olio extravergine. Camere con bagno in tre casali di pietra e ristorante.

lemacchiealte.it

Bio Aia del Tufo

Sorano (GR)

Venticinque ettari in località San Valentino, nell'area del tufo fra Sorano, Sovana e Pitigliano, condotti in agricoltura biologica: cereali e grani antichi (l'azienda è fra i Coltivatori Custodi), legumi, olio extravergine, conserve e oli essenziali. Camere e ristorante, con corsi di cucina.

aiadeltufo.com

I prodotti di questo territorio

Le esperienze da fare

Le terme di Saturnia sono l'attrazione principale e vanno affrontate sapendo come stanno le cose: le Cascate del Mulino sono gratuite, aperte ventiquattr'ore su ventiquattro, e fra le dieci e le diciotto in estate sono piene di gente. All'alba, o alle sette di sera in inverno con trentasette gradi di acqua e cinque d'aria, sono un'altra cosa. Il complesso termale a pagamento è più comodo e costa fra 25 e 45 euro al giorno.

Il Parco della Maremma si visita a piedi o a cavallo: i sentieri di Alberese verso i ruderi di San Rabano e la spiaggia di Collelungo sono a numero chiuso in estate e vanno prenotati; le uscite a cavallo con i butteri esistono e costano 40-70 euro per due ore. Fra maggio e giugno, ad Alberese, si tiene la merca (la marchiatura del bestiame a cavallo) che è l'unico momento in cui il mestiere del buttero si vede fare davvero.

Nell'area del tufo, le vie cave etrusche fra Pitigliano, Sovana e Sorano sono corridoi scavati nella roccia profondi fino a venti metri: gratuite, spesso deserte, e più impressionanti di quanto le foto rendano. A Pitigliano si visita il quartiere ebraico con la sinagoga, il forno delle azzime e la cantina del vino kasher.

In cantina, le aziende del Morellino ricevono su appuntamento con degustazioni da 15 a 30 euro, prezzi sensibilmente più bassi che in Chianti o a Montalcino. È una zona dove si compra bene: un Morellino di Scansano di buona azienda sta fra 10 e 18 euro in cantina.

Il calendario dell'anno

Da novembre a marzo la costa è chiusa e l'entroterra è vivo e economico: è la stagione della caccia, dei funghi, delle zuppe e delle terme senza fila. Fa freddo e piove, e diverse strutture chiudono da gennaio a marzo.

Aprile, maggio e giugno sono la stagione migliore: la Maremma fiorisce, il parco è al massimo, il mare comincia a essere balneabile a giugno e i prezzi sono normali. Luglio e agosto sono il problema: sulla costa, da Castiglione della Pescaia all'Argentario, i prezzi triplicano, le spiagge libere si riempiono entro le nove del mattino e la strada per Porto Santo Stefano diventa una fila. Nell'entroterra, alla stessa data, si trova posto ovunque a metà prezzo.

Settembre è il mese giusto per chi vuole il mare senza la folla, con l'acqua ancora calda fino a metà ottobre. Ottobre e novembre portano la vendemmia tardiva, l'olio nuovo e i funghi, e sono i mesi in cui l'entroterra dà il meglio. Le sagre di paese si concentrano fra agosto e ottobre e sono spesso migliori dei ristoranti: cinghiale, tortelli, acquacotta serviti su tavolate, a dieci-quindici euro.

Come arrivare e muoversi

In treno la Maremma è servita meglio di quanto si creda: la linea tirrenica Roma-Genova ferma a Orbetello-Monte Argentario, a Grosseto e a Follonica, con Intercity e regionali. Da Roma Termini a Grosseto sono due ore scarse; da Firenze, con cambio a Pisa o via Siena, circa tre.

Gli aeroporti sono Roma Fiumicino (un'ora e tre quarti da Orbetello) e Pisa (due ore da Grosseto). L'Aurelia, la SS1, attraversa tutto il territorio da nord a sud ed è veloce ma monotona; nel fine settimana d'agosto il tratto verso l'Argentario è congestionato.

Dalla stazione in poi serve l'auto, e più che altrove: le distanze interne sono lunghe e i collegamenti trasversali quasi inesistenti. Da Grosseto a Pitigliano sono ottanta chilometri e un'ora e mezza di strade provinciali; da Scansano alla costa quaranta minuti. Gli autobus regionali collegano i capoluoghi ma non i poderi. Se punti sulle sagre serali dell'entroterra, considera che i taxi fuori Grosseto sono praticamente inesistenti e vanno prenotati con un giorno di anticipo.

Domande frequenti

Le cascate di Saturnia sono gratuite?

Le Cascate del Mulino sì: sono libere, aperte giorno e notte, senza biglietto né orari. Non hanno spogliatoi e il parcheggio è a pagamento in alta stagione. Il complesso termale accanto, con piscine, spa e servizi, è a pagamento e costa fra 25 e 45 euro al giorno. Per le cascate, l'alba e la sera d'inverno sono gli unici momenti in cui non c'è folla.

Meglio dormire sulla costa o nell'entroterra?

Nell'entroterra, salvo che il mare sia l'unico motivo del viaggio. In luglio e agosto la differenza di prezzo fra Castiglione della Pescaia e un agriturismo venti minuti nell'interno è del cinquanta-settanta per cento, e la qualità di quello che si mangia va nella direzione opposta. La costa si raggiunge in mezz'ora per una giornata di mare.

Cos'è il Morellino di Scansano?

È il rosso della Maremma, DOCG dal 2007, fatto con almeno l'85 per cento di sangiovese. Rispetto al Chianti Classico ha un frutto più maturo e caldo, tannini più morbidi e si beve prima: è meno austero e regge benissimo cinghiale, scottiglia e carni alla brace. In cantina costa fra 10 e 18 euro, che per la qualità è uno dei migliori affari della Toscana.

Si può vedere il lavoro dei butteri?

In parte. I butteri sono poche decine e lavorano davvero, non fanno spettacolo. Alcune aziende del Parco della Maremma organizzano uscite a cavallo con loro, fra 40 e 70 euro per due ore. Il momento vero è la merca, la marchiatura del bestiame che si tiene ad Alberese fra la primavera e l'inizio dell'estate: è un evento di lavoro aperto al pubblico, non una rievocazione.