Nocciola Romana DOP
Cultivar tonda gentile romana coltivata sui suoli vulcanici dei Monti Cimini, tra Caprarola, Ronciglione e Vignanello. Guscio sottile e seme che si spella bene in tostatura, per questo finisce nella pasticceria industriale.
Provincia vulcanica intorno al lago di Bolsena: qui si pesca il coregone in acqua dolce e si coltivano nocciole sui Cimini.
Cultivar tonda gentile romana coltivata sui suoli vulcanici dei Monti Cimini, tra Caprarola, Ronciglione e Vignanello. Guscio sottile e seme che si spella bene in tostatura, per questo finisce nella pasticceria industriale.
Piccolo fagiolo bianco coltivato sulla riva nord del lago di Bolsena, attorno a Gradoli. Cuoce senza ammollo e si serve il mercoledì delle Ceneri nel Pranzo del Purgatorio, con acciughe e olio nuovo.
Zuppa dei pescatori di Marta e Capodimonte: pesce di lago cotto nell'acqua del Bolsena stessa, con patate, cipolla e mentuccia, versata sul pane raffermo. Nasce a bordo delle barche, con quello che non si vendeva.
Extravergine da cultivar caninese, con frantoio e maurino, dalle colline tra Canino, Tessennano e Arlena di Castro. Raccolta anticipata a ottobre e amaro netto in fondo alla bocca.
Legume dalla buccia tenue coltivato sui tufi dell'Alto Viterbese attorno a Onano, esportato già nell'Ottocento e premiato nelle esposizioni dell'epoca. Cuoce in venti minuti senza ammollo.
La cucina del Lazio è quella romana del quinto quarto e delle quattro paste al pecorino (cacio e pepe, gricia, amatriciana, carbonara) costruite su guanciale, pecorino romano e pepe nero. Fuori Roma cambia in fretta: la Tuscia dei laghi, la Sabina dell'olio, la Ciociaria dei pecorini.