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Lazio

Gricia

La gricia è la più essenziale delle paste romane: guanciale, pecorino romano, pepe nero e acqua di cottura, senza uova e senza pomodoro. Tutto il piatto si gioca sull'emulsione tra grasso fuso, amido e formaggio, che va fatta fuori dal fuoco.

4 porzionipreparazione 5 mincottura 15 min

La gricia è l'antenata dell'amatriciana e della carbonara, il piatto da cui derivano entrambe. Sul nome ci sono due letture, tutte e due plausibili: Grisciano, frazione di Accumoli a pochi chilometri da Amatrice, e i grici, i venditori di pane e generi alimentari che a Roma arrivavano dai Grigioni e dalla Val Bregaglia e che nel Settecento avevano bottega in mezza città. In entrambi i casi si parla di cibo di montagna e di transumanza: il guanciale e il pecorino si conservavano, il pepe era la spezia che i pastori portavano con sé, e la pasta arrivava dopo.

Senza pomodoro e senza uovo, la gricia non ha dove nascondersi. La cremosità viene solo dall'emulsione tra il grasso del guanciale, l'amido dell'acqua di cottura e la caseina del pecorino: se una delle tre variabili è sbagliata, il piatto si separa in un fondo unto e un formaggio filante. Per questo si cuoce la pasta in poca acqua (più amido in sospensione) e si manteca sempre lontano dal fuoco, con il pecorino grattugiato fine e a temperatura ambiente.

Ingredienti

  • Rigatoni o mezze maniche360 g
  • Guanciale180 g
  • Pecorino romano DOP grattugiato fine120 g
  • Pepe nero in grani2 cucchiaini (circa 5 g)
  • Acqua per la pasta2,5 litri
  • Sale grosso5 g per litro

Procedimento

  1. 01Metti a bollire 2,5 litri d'acqua con 12 g di sale grosso. Poca acqua e poco sale: serve un'acqua densa di amido, e al resto della sapidità pensa il pecorino.
  2. 02Taglia il guanciale a listarelle spesse mezzo centimetro e mettile in padella fredda, senza grassi aggiunti.
  3. 03Accendi a fuoco medio-basso e rosola 7-8 minuti, finché i bordi non sono croccanti e il fondo della padella non è coperto da un dito di grasso limpido. Spegni.
  4. 04Pesta il pepe al mortaio e tostalo 30 secondi in una padellina asciutta.
  5. 05Cala la pasta e cuocila due minuti meno del tempo indicato. Conserva tre mestoli d'acqua di cottura.
  6. 06In una ciotola mescola 90 g di pecorino con quattro cucchiai d'acqua di cottura tiepida (non bollente) e metà del pepe, lavorando con una frusta fino a ottenere una crema densa e omogenea, senza grumi.
  7. 07Scola la pasta e versala nella padella del guanciale spenta. Salta 30 secondi, unisci un mestolo d'acqua di cottura e continua a muovere finché il liquido non si addensa leggermente: è l'amido che comincia a legare il grasso.
  8. 08Aspetta un minuto che la padella scenda sotto i 65 °C, poi versa la crema di pecorino e manteca energicamente fuori dal fuoco per 40 secondi, allungando con acqua un cucchiaio alla volta finché il condimento non vela ogni rigatone.
  9. 09Servi subito in piatti caldi con il pecorino rimasto e il resto del pepe.

Gli errori da non fare

La gricia impazzisce per tre motivi. Il pecorino grattugiato grosso non si scioglie e forma palline: serve una grattugia fine, e il formaggio va tolto dal frigo mezz'ora prima. La padella troppo calda fa coagulare la caseina e separare il grasso: sotto i 65 °C non succede, sopra sì, sempre. E l'acqua di cottura troppo abbondante è povera di amido, quindi non lega: due litri e mezzo per quattro persone sono più che sufficienti.

Non aggiungere olio: il guanciale ne rilascia già 40-50 grammi. Non salare la pasta come faresti di solito, perché il pecorino romano è uno dei formaggi più sapidi che esistano. E non allungare i tempi in padella sperando che si asciughi: la gricia va servita nel momento in cui si è legata, dopo trenta secondi comincia già a rapprendersi.

Scheda prodotto: Guanciale

Domande frequenti

Che differenza c'è tra gricia e cacio e pepe?

Il guanciale. La cacio e pepe è solo pecorino, pepe e acqua di cottura; la gricia aggiunge il guanciale rosolato e il suo grasso, che rende il piatto più ricco e più facile da legare.

Perché il pecorino si aggruma?

Perché è entrato in contatto con una superficie sopra i 65 °C o perché è grattugiato troppo grosso. Prepara sempre una crema a parte con acqua di cottura tiepida e mantecala a fuoco spento.

Quale pasta si usa per la gricia?

A Roma rigatoni e mezze maniche, perché la rigatura trattiene la crema. Funzionano bene anche gli spaghettoni. Evita i formati lisci e sottili, su cui il condimento scivola via.

Si può fare la gricia senza guanciale?

Senza guanciale diventa un'altra cosa: è lui a fornire il grasso che tiene insieme l'emulsione. Con la pancetta tesa non affumicata si ottiene un piatto onesto, ma più magro e meno saporito, e conviene tagliarla più spessa.

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