Olio di Brisighella DOP
Spremuto quasi solo da Nostrana di Brisighella, oliva che matura tardi e si raccoglie ancora verde nella valle del Lamone. Fruttato intenso, amaro netto, carciofo in bocca.
Nella vallata del Lamone, a Brisighella, la cultivar Nostrana dà un olio DOP; a Cervia il sale si raccoglie ancora a mano.
Spremuto quasi solo da Nostrana di Brisighella, oliva che matura tardi e si raccoglie ancora verde nella valle del Lamone. Fruttato intenso, amaro netto, carciofo in bocca.
Raccolto ogni giorno a mano nella salina Camillone, con un ciclo breve che impedisce ai sali amari di magnesio e potassio di depositarsi. Per questo si dice dolce, pur essendo sale marino integrale.
Carciofo piccolo e violetto, coltivato sui calanchi attorno a Brisighella su piante che si riproducono per carducci. Si mangia crudo in pinzimonio o sott'olio, perché non ha barba.
Sfoglia sottile spalmata di ripieno di formaggi molli, coperta da una seconda sfoglia e tagliata a quadretti minuscoli. Si cuoce solo in brodo: nasce come modo di riciclare il ripieno avanzato dai cappelletti.
Primo bianco italiano a diventare DOCG, nel 1987, con l'areale che tocca Brisighella, Faenza e Castel Bolognese. La buccia spessa regge la macerazione e la versione passita.
L'Emilia-Romagna ha più prodotti DOP e IGP di qualunque altra regione italiana: Parmigiano Reggiano, Prosciutto di Parma, aceto balsamico tradizionale, mortadella, culatello. La cucina è quella della pasta all'uovo tirata a mano, del burro e del maiale. Ma la Romagna, a est, cambia registro.