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Ferrara

Tra le valli di Comacchio e la corte estense: l'anguilla si marina e la zucca sta dentro la pasta, non accanto.

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Cosa si mangia solo qui

Cappellacci di zucca ferraresi IGP

Ripieno di zucca violina cotta al forno, parmigiano e noce moscata: niente amaretti, niente mostarda, ed è la differenza netta con i tortelli mantovani. Si condiscono col ragù di carne o col burro fuso.

Salama da sugo

Carni di suino, fegato e lingua bagnate con vino rosso e spezie, insaccate in vescica e legate a spicchi come un melone. Cuoce sospesa in acqua per quattro o cinque ore e si serve col purè, che ne raccoglie il sugo.

Anguilla delle Valli di Comacchio

Si cattura nei lavorieri, le trappole a griglia delle valli, quando in autunno l'anguilla scende verso il mare. Si cuoce allo spiedo sul fuoco e si conserva nelle marinate di aceto e alloro delle antiche fabbriche vallive.

Coppia ferrarese IGP

Pane a nastro intrecciato con quattro punte croccanti e un cuore morbido al centro, impastato con strutto e olio. La forma è documentata a Ferrara dal Cinquecento, quando compare nei banchetti della corte estense.

Aglio di Voghiera DOP

Bulbo bianco a spicchi grossi, coltivato sulle terre sabbiose lasciate dal Po di Volano tra Voghiera, Masi Torello e Portomaggiore. Si raccoglie a giugno e si vende in trecce essiccate all'ombra.

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Nel contesto della Emilia-Romagna

L'Emilia-Romagna ha più prodotti DOP e IGP di qualunque altra regione italiana: Parmigiano Reggiano, Prosciutto di Parma, aceto balsamico tradizionale, mortadella, culatello. La cucina è quella della pasta all'uovo tirata a mano, del burro e del maiale. Ma la Romagna, a est, cambia registro.

La cucina della Emilia-Romagna

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