Bassa Parmense: dove mangiare e dormire
La Bassa è piatta, nebbiosa e difficile da fotografare, e produce il salume più caro d'Italia esattamente per quello: il culatello di Zibello si fa dove l'aria d'inverno è umida e d'estate è ferma. Ci si va da novembre a febbraio, non ad agosto.
La Bassa Parmense è la striscia di provincia fra la via Emilia e il Po, sulla riva destra del fiume: campi, pioppi, argini, corti agricole chiuse a quadrilatero e paesi di poche migliaia di abitanti. Non c'è una collina, non c'è un panorama, e questo è il primo dato onesto da mettere in chiaro: non è una destinazione paesaggistica. È una destinazione gastronomica pura, e chi ci arriva aspettandosi le colline emiliane delle fotografie ha sbagliato provincia.
Il disciplinare del Culatello di Zibello DOP, riconosciuto nel 1996, elenca otto comuni: Busseto, Polesine Parmense, Zibello, Soragna, Roccabianca, San Secondo Parmense, Sissa e Colorno. La mappa amministrativa oggi è più corta della lista, perché nel 2016 Polesine Parmense e Zibello si sono fusi in Polesine Zibello e Sissa e Trecasali in Sissa Trecasali: i nomi storici restano nel disciplinare e sulle etichette, e continuano a essere quelli che senti in giro. Fuori da quegli otto comuni non si può fare culatello DOP, e la ragione è climatica prima che burocratica.
Il clima è tutto. Inverni freddi e umidi con settimane di nebbia fitta, estati calde e afose, un fiume grande che regola l'umidità dell'aria: condizioni sgradevoli da abitare e perfette per un certo tipo di stagionatura lenta. Le cantine non sono condizionate: si aprono le finestre quando arriva la nebbia e si chiudono quando picchia il sole. Intorno a questo si sono depositate altre cose: Verdi, nato alle Roncole di Busseto; Guareschi, nato a Fontanelle di Roccabianca, che in questa pianura ha ambientato don Camillo; i castelli di Roccabianca e Soragna, la Reggia di Colorno. Ma il motivo per cui si viene qui sta appeso a un soffitto.
Come si mangia qui
Il culatello va spiegato dall'anatomia, altrimenti il prezzo non si capisce. Dalla coscia del maiale disossata si ricavano due pezzi: il culatello, la parte interna più grande, a forma di pera, e il fiocco, quella esterna. Solo il primo diventa culatello di Zibello. Viene salato a secco e massaggiato a mano per giorni, poi insaccato nella vescica del maiale e legato con lo spago in una rete stretta a mano (una legatura che ogni norcino fa a modo suo e che si riconosce a vista) e infine appeso in cantine non climatizzate. Il disciplinare chiede almeno dieci mesi; i pezzi che valgono i soldi ne fanno diciotto, ventiquattro, trentasei. Un culatello finito pesa fra i tre e i cinque chili e costa fra gli 80 e i 150 euro al chilo; un piatto da ottanta o cento grammi in osteria sta fra i 18 e i 30 euro. La lavorazione tradizionale, che il Presidio Slow Food mantiene, si fa solo fra novembre e febbraio. Dai ritagli nasce lo strolghino, un salame sottile che si mangia giovanissimo, a venti o trenta giorni, morbido e dolce: esiste solo perché esiste il culatello, costa un decimo ed è quello che i locali comprano ogni settimana.
Due avvertenze che valgono il viaggio. La prima: sulle etichette si trova spesso la parola culatello senza di Zibello. È legale ed è un altro prodotto: si può fare ovunque, spesso in celle climatizzate e con affinamento sottovuoto, e costa un terzo. La denominazione e gli otto comuni sono l'unica garanzia. La seconda riguarda il servizio: il culatello si taglia e si mangia subito, a temperatura di cantina e non di frigorifero, in fette che si devono masticare e non trasparenti. Un locale che ti porta un piatto affettato a ventaglio mezz'ora prima, con le fette che si sono asciugate sotto la lampada, ti ha già detto come lavora.
Il resto della tavola gira intorno allo stesso animale. La spalla cruda di Palasone (Palasone è una frazione di Sissa Trecasali) è la spalla disossata, salata e stagionata dodici-diciotto mesi: più magra, più sapida e più nervosa del culatello, e costa un terzo. Se il prezzo del culatello ti sembra folle, è questo che devi ordinare. Non va confusa con la spalla cotta di San Secondo, che è disossata, insaccata, lessata per ore e servita tiepida con la torta fritta: è quella di cui Verdi scriveva nelle lettere, spedendola agli amici. Poi fiocchetto, culaccia, salame felino dalle colline appena sopra, ciccioli, lardo. La torta fritta sono rombi di pasta fritti nello strutto, serviti caldissimi, da avvolgere intorno al salume: fredda è un fallimento e va rimandata indietro. Dei primi, gli anolini in brodo sono il piatto in cui una cucina si misura: minuscoli, ripieni di stracotto e Parmigiano, serviti in un brodo di terza fatto con manzo, cappone e maiale. Accanto stanno i tortelli d'erbetta, la punta di vitello ripiena, lo stracotto, la bomba di riso.
Da bere si beve fortanina. È il Fortana del Taro IGT, un rosso frizzante di poca gradazione, acido, a volte leggermente amabile, dall'uva fortana che cresce sulle sabbie del Po; si serve freddo, spesso in un bicchiere da acqua, e costa 6-9 euro in bottiglia o si compra sfuso. Non è un grande vino e non pretende di esserlo: esiste per tagliare il grasso, e davanti a un piatto di culatello e torta fritta funziona meglio di cose molto più costose. L'abbinamento che viene proposto ai visitatori è quasi sempre il Lambrusco, che però viene dall'altra sponda e da un'altra provincia, e la Malvasia frizzante dei Colli di Parma sta in collina, non qui. Chiedere la fortanina cambia il tipo di attenzione che ricevi.
Aziende agricole con ospitalità
Strutture reali del territorio, verificate una per una sul loro sito. Quello che leggi è quanto dichiarano loro: la visita della redazione non c'è ancora stata, e quando ci sarà lo scriveremo.
Antica Corte Pallavicina
Polesine Parmense (PR)Corte sull'argine del Po con allevamento di maiali di razza antica, orto e cantine di stagionatura del culatello. Undici camere nel relais, ristorante e Hosteria del Maiale.
anticacortepallavicinarelais.itAgriturismo Cascina Bodriazzo
Zibello (PR)Cascina ottocentesca in località Bodriazzo che produce Culatello di Zibello e salumi della bassa. Ristoro con paste fatte a mano, pernottamento, fattoria didattica con animali.
cascinabodriazzo.itSocietà Agricola Fattoria Amelia
Soragna (PR)Piccola azienda in strada Diolo che produce latte destinato al Parmigiano Reggiano e yogurt. Camere con colazione a buffet, giardino e barbecue.
fattoriamelia.euAgriturismo Il Bosso
Busseto (PR)Azienda ortofrutticola a chilometro zero in via Spigarolo: pomodori, zucche, meloni, insalata, patate, cavoli e verdure di stagione. Camere con bagno e un appartamento con cucina.
agriturismoilbosso.itI prodotti di questo territorio
Le esperienze da fare
La visita che conta è quella a una cantina di stagionatura. Diversi produttori ricevono su appuntamento (trenta o sessanta minuti, degustazione fra i 15 e i 30 euro) e vanno visitati d'inverno, quando la cantina odora di quello che è: d'agosto è un ambiente vuoto e caldo. Chiedi di vedere la legatura e le vesciche, e chiedi se i maiali sono loro o comprati: entrambe le risposte sono legittime, ma la reazione alla domanda dice molto.
La bici è il modo giusto di muoversi in golena. Gli argini del Po sono piatti, sterrati o asfaltati, quasi senza traffico, e la ciclovia che collega Torino a Venezia lungo il fiume passa da qui: ottobre e aprile sono i mesi migliori, con l'avvertenza che d'estate le zanzare della golena sono una cosa seria. Il tratto di fiume rientra nella riserva della biosfera UNESCO Po Grande, e in stagione partono escursioni in barca dagli attracchi.
Sul resto: Verdi si segue fra le Roncole di Busseto, dove nacque, Casa Barezzi e il teatro nel centro di Busseto, e Villa Verdi a Sant'Agata, che però sta oltre il confine, nel Piacentino, e ha avuto anni di chiusure. Controlla prima di andarci. Guareschi ha un museo alle Roncole e le sue radici a Fontanelle di Roccabianca, mentre i film di don Camillo furono girati a Brescello, sull'altra sponda, in provincia di Reggio. I castelli sono Roccabianca, Soragna (abitato dai proprietari, visitabile solo con guida) e la Reggia di Colorno; poco fuori area c'è Fontanellato con la stanza affrescata dal Parmigianino. Ultima nota pratica: qui non esiste un circuito turistico organizzato, gli orari sono corti e spesso limitati al fine settimana, e metà di quello che leggi online è vecchio. Si telefona.
Il calendario dell'anno
Novembre è il mese. Per quattro fine settimana consecutivi i paesi della Bassa si passano il testimone di November Porc (uno per weekend, fra Sissa Trecasali, Polesine, Zibello e Roccabianca) con le vie piene di stand, torta fritta fritta sul posto e i salumi della stagione appena cominciata. È affollato, è una festa di strada e non una degustazione raffinata, ma è vera: il paese la fa anche per sé.
Da dicembre a febbraio arrivano la nebbia, gli anolini, le cantine al lavoro e i maiali lavorati. È il periodo più freddo e più giusto per essere qui, con l'unica accortezza di prenotare le osterie: i tavoli sono pochi e i posti buoni si riempiono anche il martedì. Marzo e aprile alzano la nebbia, portano asparagi ed erbette e, qualche anno, le piene del Po, che allagano le golene e chiudono le strade d'argine.
Maggio e giugno sono sopportabili, con la torta fritta che esce nei cortili. Luglio e agosto sono la stagione sbagliata: caldo umido, zanzare, e una parte consistente delle osterie chiusa per ferie per due o tre settimane. Se puoi venire solo ad agosto, verifica una per una le aperture prima di prenotare la camera, perché il rischio concreto è trovare tutto chiuso. Settembre e ottobre riaprono tutto, l'aria comincia a inumidirsi, le cantine tornano a respirare e ricominciano le fiere di paese.
Come arrivare e muoversi
Parma è il perno: casello A1 di Parma o di Fidenza, e da lì si sale a nord-ovest sulla via Emilia e sulle provinciali. Da Parma a uno qualsiasi degli otto comuni sono trenta o quaranta minuti. Gli aeroporti utili sono Bologna e Bergamo a un'ora e mezza, Milano Linate e Verona a un'ora e tre quarti.
In treno Parma sta sulla Milano-Bologna, servita da alta velocità e regionali. Da Parma parte la linea locale per Brescia che ferma a Colorno, e la Parma-Fidenza-Cremona che serve Busseto con poche corse al giorno. Realisticamente, però, l'auto serve: i paesi distano otto o quindici chilometri l'uno dall'altro attraverso i campi, gli autobus sono pensati per gli studenti, e le osterie che vuoi raggiungere stanno in frazioni senza fermata.
Una cosa sulla nebbia, che non è folclore. Fra dicembre e gennaio la visibilità sulle provinciali può scendere sotto i cinquanta metri per ore intere; le strade corrono spesso su rilevati con i fossi ai due lati, non sono illuminate, e chi le conosce le percorre veloce. Metti in conto tempi doppi, tieni le luci antinebbia e non organizzare una cena alle nove di sera a quaranta chilometri dalla camera. È il consiglio più utile di tutta questa pagina.
Domande frequenti
Perché il culatello di Zibello costa così tanto?
Perché da una coscia intera di maiale se ne ricava un pezzo solo, di tre-cinque chili, mentre il resto diventa fiocco e ritagli; perché viene insaccato nella vescica e legato a mano uno per uno; e perché stagiona in cantine non climatizzate per un minimo di dieci mesi, con i pezzi buoni che arrivano a diciotto, ventiquattro o trentasei. In quel tempo perde una quota importante del peso iniziale. Il prezzo reale va dagli 80 ai 150 euro al chilo secondo la stagionatura, e un piatto in osteria sta fra i 18 e i 30 euro.
Che differenza c'è fra culatello e culatello di Zibello DOP?
Il culatello di Zibello DOP si può produrre solo negli otto comuni indicati nel disciplinare (Busseto, Polesine Parmense, Zibello, Soragna, Roccabianca, San Secondo Parmense, Sissa e Colorno) e solo con quel metodo e quei tempi. Il culatello senza specificazione è un salume diverso, legale, che si può fare in qualsiasi stabilimento italiano, spesso con stagionature in cella climatizzata e affinamento sottovuoto, e costa circa un terzo. Non è un falso, è un altro prodotto: la dicitura completa in etichetta è l'unico modo per distinguerli.
Qual è il periodo migliore per visitare la Bassa Parmense?
Da novembre a febbraio, senza esitazioni. Novembre ha le quattro feste di November Porc; dicembre e gennaio hanno la nebbia, gli anolini in brodo e le cantine nel pieno del lavoro, che è la ragione per cui esiste tutto il resto. Luglio e agosto sono da evitare: caldo umido, zanzare e molte osterie chiuse per ferie. Se puoi venire solo d'estate, controlla ogni singola apertura prima di prenotare.
Cosa ordinare se il culatello è fuori budget?
La spalla cruda di Palasone: spalla di maiale disossata, salata e stagionata dodici-diciotto mesi, più magra e più sapida, a circa un terzo del prezzo. Oppure la spalla cotta di San Secondo, servita tiepida con la torta fritta, che è un piatto diverso e completo. E in ogni caso lo strolghino, il salame morbido fatto con i ritagli del culatello, che si mangia a tre settimane e costa pochissimo: è quello che comprano i residenti, ed è il modo più economico di capire con che maiali si lavora qui.