agrofood.ITEN
Salumi

Salame d'oca di Mortara

Il salame d'oca di Mortara nasce nelle comunità ebraiche della Lomellina per avere un salume senza maiale. La versione moderna, quella con l'IGP, mescola oca e maiale ed è cotta: non è kosher, e chi lo cerca per motivi religiosi deve saperlo prima di comprarlo.

Lombardia
01

Che cos'è

Il salame d'oca di Mortara è un insaccato fatto con carne d'oca, insaccato nella pelle dell'oca stessa cucita a mano. Di versioni ne esistono due, e confonderle è il problema principale di chi lo cerca.

La prima è quella storica: solo oca, senza maiale, salata e stagionata come un salame crudo. Nasce nelle comunità ebraiche della pianura padana, dove il maiale era escluso dalla dieta e l'oca, allevata in massa attorno alle risaie, era l'animale che poteva sostituirlo, grasso compreso.

La seconda è quella che oggi si trova quasi ovunque e che ha ottenuto l'IGP nel 2004: un impasto di circa un terzo di carne d'oca, un terzo di magro di suino e un terzo di gola di suino, insaccato nella pelle dell'oca, legato e poi cotto a vapore o in acqua per alcune ore. Si mangia freddo o appena tiepido, a fette spesse.

Qui va detta la cosa che serve davvero a chi arriva su questa pagina: il salame d'oca di Mortara IGP contiene carne di maiale e non è un prodotto kosher. Non lo è per l'ingrediente, e non lo sarebbe comunque nemmeno la versione di sola oca, perché la kasherut richiede macellazione rituale e supervisione rabbinica, che i produttori commerciali non hanno. Chi cerca un salume conforme deve rivolgersi a prodotti con certificazione esplicita.

In paese la versione mista viene talvolta chiamata ecumenica, perché mette insieme le due tradizioni alimentari che a Mortara hanno convissuto per secoli. È un nome affettuoso e onesto: descrive un compromesso, non una continuità.

02

Dove nasce

Mortara sta in Lomellina, la pianura fra Ticino, Po e Sesia, in provincia di Pavia. È terra di risaie: campi allagati, fontanili, pioppi, cascine a corte chiusa e una nebbia che d'inverno cancella l'orizzonte. L'oca ci è di casa perché le risaie le danno tutto (acqua, erba, stoppie di riso dopo la mietitura) e perché non serve pascolo asciutto.

Le comunità ebraiche della pianura padana, in Lomellina come nel Monferrato, a Ferrara e a Mantova, avevano bisogno di conservare carne senza usare il maiale. L'oca risolveva due problemi insieme: la carne per l'insaccato e il grasso per legare e per conservare, che nella cucina ebraica dell'Italia settentrionale ha svolto per secoli il ruolo che altrove ha lo strutto.

Da lì il prodotto è uscito dal recinto in cui era nato. I macellai di Mortara hanno cominciato a farlo per tutti, e per abbassare il costo e ammorbidire il gusto, dato che l'oca da sola è magra e forte, hanno aggiunto il maiale. Il salame d'oca è così diventato il simbolo gastronomico di un paese intero, mentre la versione originale, di sola oca, si è ridotta a una nicchia.

La Sagra del Salame d'Oca si tiene a Mortara l'ultima domenica di settembre, con corteo storico, palio e banchi dei produttori. È l'occasione in cui si trovano fianco a fianco entrambe le versioni, e in cui la differenza fra le due si capisce assaggiando.

03

Come si produce

Nella versione IGP si parte da oche allevate a terra, macellate e disossate. La pelle viene staccata intera e conservata: sarà il budello. Poi si prepara l'impasto con la carne d'oca disossata, il magro di suino e la gola di suino, in proporzioni simili fra loro, macinati a grana media.

Il condimento è sobrio: sale, pepe, aglio e talvolta vino bianco, noce moscata o cannella secondo il produttore. L'impasto viene lavorato a mano e lasciato riposare qualche ora al freddo.

L'insacco è il passaggio caratteristico. La pelle dell'oca viene riempita e ricucita a mano con ago e spago, chiusa alle estremità e legata. La forma che ne esce è irregolare, panciuta, con la pelle che resta visibile e che in cottura diventa dorata.

Segue la cottura: alcune ore in acqua o a vapore a temperatura moderata, che è quanto basta perché l'impasto rassodi e il grasso della pelle si sciolga verso l'interno. Poi si raffredda lentamente sotto un leggero peso, che compatta il salame e gli dà la sezione ovale.

La versione cruda, quella di sola oca, salta la cottura: l'impasto, petto e coscia d'oca con il suo grasso, viene insaccato nella pelle o nel collo dell'animale, legato e stagionato per due-tre mesi in ambiente fresco e ventilato, esattamente come un salame di maiale. È molto più raro, più asciutto e più costoso.

04

Come riconoscerlo

Il salame cotto ha la pelle dell'oca ben visibile, con le cuciture a vista e un colore che va dal beige al dorato. La forma non è mai perfettamente cilindrica: la pelle non è un budello industriale e segue le sue pieghe.

Al taglio, l'impasto è rosa chiaro con i punti bianchi del grasso di gola ben distinti, e attorno c'è l'anello scuro della pelle con un sottile strato di grasso sotto. La fetta deve stare insieme senza sbriciolarsi: se cade a pezzi, la cottura o la pressatura sono state approssimative.

In etichetta va letta la lista degli ingredienti. "Carne di oca" in prima posizione con percentuali dichiarate è quello che conta; molti prodotti generici chiamati "salame d'oca" contengono percentuali di oca modeste e molto maiale. Il marchio IGP garantisce la proporzione e la zona di lavorazione.

La versione cruda si riconosce subito: è più piccola, più asciutta, di colore rosso scuro, e non ha l'aspetto lucido del cotto. Sull'etichetta deve comparire la dicitura che escluda il suino, se è quello che si cerca; in assenza, va chiesto direttamente al produttore.

05

Come si usa in cucina

Il salame cotto si taglia a fette spesse, sette-otto millimetri, e si serve a temperatura ambiente o appena intiepidito, mai freddo di frigorifero: il grasso d'oca a quattro gradi è ceroso e non dà nulla. La pelle si mangia, ed è la parte migliore.

L'abbinamento tradizionale a Mortara è semplice: pane, burro e una mostarda di frutta, oppure la giardiniera. Nei giorni di festa si serve tiepido con il risotto, perché la Lomellina è terra di riso, o con un purè di patate che raccoglie il grasso.

Cotto brevemente in padella con un filo d'aceto diventa un secondo piatto: le fette si scaldano un minuto per lato e si servono su un letto di verza stufata o di lenticchie.

La versione cruda e stagionata si tratta come un salame normale: fette sottili, pane, un bicchiere di rosso. È più magra e più decisa, con la nota selvatica dell'oca che nel cotto viene smorzata dal maiale.

06

Abbinamenti

Il vino di riferimento è l'Oltrepò pavese, che comincia venti chilometri più a sud. La Bonarda vivace, con la sua leggera frizzantezza, pulisce il grasso d'oca meglio di qualsiasi rosso fermo. Il Pinot nero dell'Oltrepò, vinificato in rosso e giovane, è l'alternativa più elegante.

Se si preferisce il bianco, il Riesling italico dell'Oltrepò e un Metodo Classico locale funzionano benissimo, soprattutto con il salame servito tiepido. Fuori zona, un Barbera del Monferrato giovane fa lo stesso lavoro.

A tavola sta con il riso della Lomellina (un risotto in bianco o con le rane, che è il piatto storico di queste cascine), con la mostarda di Cremona o di Voghera, con il pane di segale. La chiusura locale è la torta di mandorle o l'offella di Parona, il biscotto secco della Lomellina.

07

Quanto costa

Il salame d'oca di Mortara IGP costa fra 26 e 38 euro al chilo dal produttore; un pezzo intero pesa in genere fra gli otto etti e il chilo e mezzo, quindi si spende dai 25 ai 50 euro. Al taglio in gastronomia si sale a 32-45 euro al chilo.

La versione di sola oca, cruda e stagionata, costa nettamente di più, dai 45 ai 65 euro al chilo, perché l'oca resa disossata è bassa e i produttori sono pochissimi. Va ordinata, raramente si trova sul banco.

All'estero è quasi introvabile e soffre anche dei vincoli di esportazione sulle carni avicole. Quando arriva negli Stati Uniti tramite importatori specializzati sta sui 30-45 dollari alla libbra; nel Regno Unito fra le 42 e le 60 sterline al chilo. In Europa conviene ordinare direttamente da Mortara.

08

Come conservarlo

Il salame cotto intero, sottovuoto e non aperto, si conserva in frigorifero per uno-tre mesi secondo il produttore: essendo cotto e non stagionato, ha una vita più breve di un salame crudo, ed è un errore comune trattarlo come tale.

Una volta aperto va consumato entro dieci-quindici giorni, avvolto in carta oleata e tenuto nella parte meno fredda del frigorifero. La superficie tagliata si copre con un foglio a contatto per evitare che il grasso si ossidi.

Si può congelare per tre mesi, meglio intero che affettato. Va scongelato lentamente in frigorifero: uno scongelamento rapido fa trasudare il grasso e rende la fetta granulosa.

La versione cruda e stagionata si comporta come un salame di maiale: appesa in luogo fresco continua a maturare, in frigorifero va avvolta in un canovaccio, e una volta iniziata dura tre-quattro settimane.

Un segnale da non ignorare: il grasso d'oca irrancidisce più in fretta di quello di maiale. Un odore di vernice o di noci vecchie sulla fetta significa che il pezzo è andato, anche se l'aspetto è ancora buono.

09

Dove assaggiarlo

A Mortara, dove le macellerie storiche del centro producono entrambe le versioni e le trattorie mettono il salame d'oca in ogni antipasto. La Sagra del Salame d'Oca, l'ultima domenica di settembre, è il giorno in cui il paese si riempie di banchi e di corteo storico.

In Lomellina, fra Vigevano, Garlasco, Sannazzaro de' Burgondi e Parona, dove l'oca si trova in tutte le sue forme: il salame, l'oca in onto conservata nel suo grasso, i ciccioli, il petto affumicato. Vigevano, con la piazza Ducale del Bramante e il castello sforzesco, è la tappa turistica ovvia.

A venti minuti comincia l'Oltrepò pavese con le sue cantine, e Pavia con la Certosa è a mezz'ora. Da Milano si arriva a Mortara in un'ora scarsa di treno o di auto, ed è una gita di giornata che quasi nessun turista straniero fa.

Ricette con questo prodotto

Domande frequenti

Il salame d'oca di Mortara è kosher?

No. La versione IGP, quella che si trova normalmente, contiene carne e grasso di maiale in proporzione rilevante. Anche la versione di sola oca non è kosher se non è prodotta con macellazione rituale e sotto supervisione rabbinica, cosa che i produttori commerciali di Mortara non hanno. Chi ha bisogno di un prodotto conforme deve cercare una certificazione esplicita.

Perché allora si dice che nasce nella comunità ebraica?

Perché è vero, ma riguarda l'origine storica. Il salame d'oca è nato come alternativa al salame di maiale nelle comunità ebraiche della pianura padana, che allevavano oche attorno alle risaie. La ricetta è poi passata a tutto il paese e si è trasformata: la versione moderna mescola oca e maiale, e ha perso quella caratteristica.

È cotto o crudo?

L'IGP è cotto: dopo l'insacco nella pelle dell'oca viene lessato o cotto a vapore per alcune ore e si mangia freddo o tiepido, a fette spesse. Esiste anche una versione cruda e stagionata, fatta di sola oca, più rara, più asciutta e più costosa.

Quanta oca c'è davvero dentro?

Nel prodotto IGP, circa un terzo dell'impasto è carne d'oca, un terzo magro di suino e un terzo gola di suino; il budello è la pelle dell'oca. I prodotti generici venduti come salame d'oca possono contenerne molto meno: la percentuale va letta in etichetta.

Come si serve?

A fette spesse sette-otto millimetri, a temperatura ambiente o appena tiepido, con pane e mostarda. La pelle si mangia. Freddo di frigorifero il grasso d'oca resta ceroso e il salame perde gran parte del suo profumo.

Prodotti collegati

← Tutti i prodotti