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Ancona

Sotto la falesia del Conero, a Portonovo, si pescano i moscioli, cozze selvatiche attaccate agli scogli e mai allevate.

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Cosa si mangia solo qui

Mosciolo selvatico di Portonovo

Cresce spontaneo sulle rocce sommerse fra Pietralacroce e Sirolo e si raccoglie a mano in immersione, da aprile a settembre. Guscio irregolare, polpa più salata e sapida di quella allevata.

Stoccafisso all'anconetana

Merluzzo essiccato ammollato per giorni, poi cotto a strati con patate, pomodoro, acciughe e Verdicchio, senza mai mescolare. Cottura lenta di ore in tegame coperto.

Verdicchio dei Castelli di Jesi

Coltivato sulle colline argillose fra Jesi, Cupramontana e Staffolo. Bianco dal finale amarognolo di mandorla che regge l'invecchiamento, raro fra i vitigni bianchi italiani.

Cicerchia di Serra de' Conti

Legume antico coltivato sulle colline dell'alta valle del Misa, più piccolo e chiaro delle cicerchie del sud. Va ammollato a lungo e si usa in zuppa con farro e cipolla.

Rosso Conero

Montepulciano coltivato sul promontorio calcareo del Conero, a ridosso del mare, fra Ancona, Camerano e Sirolo. Più scuro e balsamico del Montepulciano d'Abruzzo.

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Nel contesto della Marche

Le Marche sono un pettine di valli parallele che scendono dall'Appennino all'Adriatico, e la cucina segue le valli: brodetto e stoccafisso sulla costa, olive all'ascolana e ciauscolo nell'interno, vincisgrassi dappertutto.

La cucina della Marche

Le altre province della Marche