Vincisgrassi
Lasagna maceratese con rigaglie di pollo, animelle e besciamella, nella versione antica senza pomodoro. Compare come 'princisgras' nel ricettario di un cuoco maceratese stampato nel 1784.
A Matelica il verdicchio cresce in una valle chiusa lontana dal mare; a Loro Piceno il mosto si cuoce nel paiolo.
Lasagna maceratese con rigaglie di pollo, animelle e besciamella, nella versione antica senza pomodoro. Compare come 'princisgras' nel ricettario di un cuoco maceratese stampato nel 1784.
Salame morbido da spalmare sul pane: la carne viene macinata due o tre volte finché diventa crema, aromatizzata con aglio e vino cotto. Si produce nell'entroterra tra Visso, Camerino e i Sibillini, con una leggera affumicatura.
Cresce nell'alta valle dell'Esino, l'unica vallata marchigiana orientata da nord a sud e quindi chiusa alle brezze marine. Acidità più tesa e profilo meno morbido rispetto ai verdicchi dei Castelli di Jesi.
Mosto bollito nel paiolo di rame fino a ridursi di un terzo, poi invecchiato per anni in botti mai svuotate del tutto e rabboccate a ogni vendemmia. Si beve a fine pasto, nelle case prima che nei locali.
Piccola, asimmetrica e profumata, sopravvive nei frutteti sopra i 400 metri tra Camerino, San Ginesio e Sarnano. Si raccoglie in ottobre e si conserva in cantina fino a primavera senza celle frigorifere.
Le Marche sono un pettine di valli parallele che scendono dall'Appennino all'Adriatico, e la cucina segue le valli: brodetto e stoccafisso sulla costa, olive all'ascolana e ciauscolo nell'interno, vincisgrassi dappertutto.