Fainé sassarese
Farinata di ceci cotta in teglia nel forno a legna, spessa pochi millimetri, servita a spicchi con cipolla, salsiccia o funghi. È l'unico posto in Sardegna dove esiste, portata dalle guarnigioni genovesi.
A Sassari si mangia la fainé, farinata di ceci lasciata dai genovesi, e ad Alghero l'aragosta alla catalana, retaggio aragonese.
Farinata di ceci cotta in teglia nel forno a legna, spessa pochi millimetri, servita a spicchi con cipolla, salsiccia o funghi. È l'unico posto in Sardegna dove esiste, portata dalle guarnigioni genovesi.
Ad Alghero l'aragosta rossa si lessa e si serve fredda a pezzi con pomodoro crudo e cipolla, condita solo con olio e limone. Nome e ricetta arrivano dalla dominazione catalana, che ha lasciato anche la lingua.
Vitigno bianco coltivato quasi solo nella Nurra, la piana sabbiosa alle spalle di Alghero. Dà vini salini e agrumati, sia fermi sia spumantizzati, sotto la denominazione Alghero.
Gran parte del Pecorino Romano si produce in Sardegna, con Thiesi e i paesi del Logudoro come centro industriale. Salatura a secco ripetuta e stagionatura minima di cinque mesi.
Coltivato fra Uri, Ittiri e Usini, con brattee appuntite e spine vere. Si mangia crudo a fette sottili perché la parte tenera è dolce e non allappa.
La Sardegna cucina come un'isola che ha sempre guardato verso l'interno: pane carasau, pecorini, maialetto arrosto e pastorizia d'altura. Il pesce è confinato in poche zone precise: la bottarga di Cabras, il tonno di Carloforte, l'aragosta di Alghero.