Ogliastra: dove mangiare e dormire
In Ogliastra il piatto che conta si chiude a mano, una piega alla volta, e si capisce al primo sguardo se qualcuno l'ha fatto o comprato. È anche il posto dove la longevità è un dato demografico reale e il menù della longevità è un'invenzione recente.
L'Ogliastra è la striscia di Sardegna fra il Gennargentu e il mare, sul versante orientale: la provincia è stata soppressa, il nome no. In basso ci sono Tortolì e il porto di Arbatax, sulle colline Lanusei e Jerzu, e sopra tutto l'altopiano calcareo di Baunei e Urzulei, che chiude a nord con le falesie del Golfo di Orosei.
Dalla spiaggia ai mille metri di leccio ci sono quaranta minuti di macchina, ed è la cosa da capire prima di partire. Non ci sono autostrade e le distanze sulla carta ingannano: la SS125 è veloce a sud di Tortolì e diventa una strada di montagna fra Baunei e Dorgali, dove quaranta chilometri sono un'ora abbondante. Le cale più belle non hanno strada, e in agosto l'auto a noleggio va prenotata con mesi di anticipo.
Come si mangia qui
I culurgiones d'Ogliastra IGP sono ravioli di patata, pecorino fresco e acidulo e menta, chiusi a mano con la spighitta: una piega dopo l'altra lungo il bordo, quindici o venti, che compongono il disegno di una spiga. Si servono con pomodoro semplice e pecorino grattugiato, e basta: la panna e il ripieno di ricotta sono fuori dal disciplinare. Guarda il bordo: se è arrotolato o sigillato a pressione, quei culurgiones vengono da un impianto.
Il resto gira attorno al forno e alla brace. Il pane carasau è sottile e cotto due volte, nato per i pastori che stavano fuori settimane; il guttiau è carasau spennellato di olio e sale e ripassato in forno; ma il pane di tutti i giorni qui è il pistoccu, più spesso. Il porceddu è un maialetto di quattro o cinque chili girato allo spiedo tre o quattro ore su braci di mirto e ginepro, e negli agriturismi arriva dentro il menù fisso: dieci antipasti, due primi, il maialetto, le seadas con miele di corbezzolo e il mirto, fra i 35 e i 50 euro. È troppo cibo ed è così ovunque; quello che cambia è se maiale, formaggio e vino vengono dall'azienda o dal grossista.
Il vino è il Cannonau, che a Jerzu cresce su terrazzamenti di scisto e arriva a quattordici gradi e mezzo. Qui nasce l'altra storia: l'Ogliastra è una delle zone blu, e il dato è documentato. Gli studi demografici degli anni Duemila hanno trovato fra Ogliastra e Barbagia, in paesi come Villagrande Strisaili e Talana, una concentrazione di uomini centenari senza confronti in Europa. Quello che non è documentato è il contorno commerciale: il menù della longevità, il Cannonau con i polifenoli miracolosi. La dieta storica era orzo, legumi e formaggio: il porceddu era il piatto delle feste.
Aziende agricole con ospitalità
Strutture reali del territorio, verificate una per una sul loro sito. Quello che leggi è quanto dichiarano loro: la visita della redazione non c'è ancora stata, e quando ci sarà lo scriveremo.
Agriturismo Nuraghe Murtarba
Villagrande Strisaili (NU)Azienda familiare in località Sa Carruba, ai piedi di Villagrande Strisaili: alleva capre, pecore, bovini, suini e animali da cortile e trasforma in azienda salumi, formaggi, pasta fresca e culurgiones. Quattro camere con bagno privato e ristorante con i prodotti dell'azienda.
agriturismonuraghemurtarba.wordpress.comAgriturismo Turudhis
Tortolì (NU)Azienda agricola familiare di circa venti ettari fra la piana e la collina, in località Marina di Cea. Camere doppie in stile sardo con colazione inclusa e ristorante che lavora ingredienti di stagione di produzione propria; nel terreno si trova il nuraghe Turudhis.
turudhis.comAgriturismo Domus de Goene
Loceri (NU)Azienda con vigneti e animali da cortile in località Goene, sulla strada per Monte Tare. Produce vino e ospita in villini e appartamenti indipendenti con cucina; il ristorante lavora i prodotti dell'azienda.
agriturismodomusdegoene.itAgriturismo S'Omu Eccia
Cardedu (NU)Azienda agricola in località Pelau, fra le spiagge di Cardedu e le campagne di Jerzu: il raccolto aziendale viene trasformato in cucina secondo le ricette ogliastrine, compreso il pane fatto in casa. Offre ristoro, non pernottamento.
agriturismosomueccia.comI prodotti di questo territorio
Le esperienze da fare
Le cale del Golfo di Orosei (Goloritzé, Mariolu, Biriala, Luna) si raggiungono in barca da Santa Maria Navarrese o da Arbatax: si parte la mattina e si torna nel pomeriggio, e in agosto sono piene. Cala Goloritzé si fa anche a piedi dall'altopiano di Baunei: il sentiero scende in tre quarti d'ora, l'accesso è a numero chiuso e a pagamento, e la risalita è la parte seria, senza ombra né acqua.
Nell'interno c'è la grotta di Su Marmuri a Ulassai, e sopra il paese le opere di Maria Lai, che nel 1981 fece legare tutte le case alla montagna con un nastro azzurro. Il Trenino Verde parte da Arbatax verso Gairo e Seui: cinque ore per fare quello che l'auto fa in una.
Il calendario dell'anno
Maggio e giugno sono i mesi migliori: tutto aperto, prezzi normali, mare godibile da metà giugno e interno ancora verde. Luglio e soprattutto agosto sono il picco: cale affollate, prezzi doppi, barche al completo e auto a noleggio introvabili se non hai prenotato in inverno.
Settembre è il mese da consigliare a chi può scegliere: mare caldo, spiagge vuote dalla seconda settimana, vendemmia del Cannonau a Jerzu. Da fine settembre a dicembre nei paesi dell'interno cominciano le cortes apertas, i fine settimana in cui si aprono cortili, cantine e laboratori: si mangia nelle case per pochi euro a piatto, purché non si arrivi in cerca di ristoranti, che in quei giorni sono chiusi o pieni.
D'inverno la costa chiude quasi tutta, si lavora il maiale e diversi agriturismi si fermano per due mesi: prima di partire fra gennaio e marzo, telefona.
Come arrivare e muoversi
L'aeroporto di riferimento è Cagliari Elmas: da lì a Tortolì sono circa due ore sulla SS125, senza autostrada; da Olbia due ore e un quarto. L'aeroporto di Tortolì-Arbatax esiste ma non ha praticamente voli di linea, quindi non va messo nei piani. Ad Arbatax arrivano i traghetti da Civitavecchia e da Genova, traversate da dieci a sedici ore.
Una volta qui l'auto è obbligatoria: gli autobus collegano i paesi con orari scolastici e la domenica quasi si fermano. Il pieno si fa a Tortolì o a Lanusei, perché nei paesi dell'interno i distributori chiudono all'ora di pranzo e la domenica.
Domande frequenti
Come si riconosce un culurgione fatto a mano?
Dal bordo. La chiusura tradizionale è la spighitta, pieghe alternate che disegnano una spiga lungo tutto il lato: è irregolare, e ogni raviolo è diverso dall'altro. Quelli industriali hanno il bordo arrotondato o sigillato a pressione, tutti identici.
Quando conviene andare in Ogliastra?
Fra fine maggio e fine giugno, oppure in settembre: mare balneabile, paesi aperti, prezzi normali. Agosto ha il clima migliore per la spiaggia e il peggiore per tutto il resto. In ottobre e novembre l'interno è ottimo, ma sulla costa trovi molto chiuso.
La zona blu della longevità: cosa c'è di vero?
Il dato demografico è solido: fra Ogliastra e Barbagia è stata misurata una concentrazione di uomini centenari senza paragoni in Europa. Le cause sono ancora discusse: isolamento genetico, lavoro fisico fino a età avanzata, dieta storica di orzo e legumi. Quello che non ha basi è il marketing costruito sopra.
Come si arriva alle cale del Golfo di Orosei?
In barca o a piedi, non in auto: non esistono strade. Le escursioni collettive partono da Santa Maria Navarrese e da Arbatax e in alta stagione vanno prenotate qualche giorno prima. A piedi si scende a Cala Goloritzé dall'altopiano di Baunei, con biglietto e numero chiuso.