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Calabria

La Calabria è la regione italiana dove il peperoncino non è un accento ma una struttura: entra nella 'nduja, nella sardella, nei salumi DOP, nelle conserve. Attorno ruotano cipolla rossa di Tropea, bergamotto, liquirizia, pesce spada e i formaggi della Sila.

La Calabria è lunga quasi quattrocento chilometri e larga in certi punti trenta, con due mari e tre massicci (Pollino, Sila, Aspromonte) che superano i mille metri fin quasi sulla battigia. Nessun'altra regione italiana ha una montagna così vicina al mare, e la conseguenza gastronomica è netta: a poche decine di chilometri di distanza convivono una cucina di pescatori tirrenici e una cucina silana di pastori, patate, funghi e caciocavallo, che non hanno quasi ingredienti in comune.

Il peperoncino arriva dopo la scoperta dell'America e trova qui il clima e il ruolo giusti: conserva. La 'nduja di Spilinga, sul Monte Poro, è la sua espressione estrema: parti grasse del maiale e peperoncino piccante macinati fino a una crema spalmabile, insaccata e affumicata leggermente. La sardella, la cosiddetta caviale dei poveri della costa ionica cosentina, è bianchetto di sarda conservato in peperoncino e finocchietto. Anche i salumi DOP calabresi (capocollo, soppressata, pancetta, salsiccia) si dividono fra dolci e piccanti come categoria di prodotto, non come variante.

Gli altri prodotti simbolo sono agricoli e molto localizzati. La cipolla rossa di Tropea Calabria IGP cresce sulla fascia sabbiosa fra Nicotera e Campora San Giovanni, è dolcissima e si mangia cruda; il bergamotto DOP di Reggio Calabria si coltiva quasi solo sui 100 chilometri di costa fra Villa San Giovanni e Monasterace e serve soprattutto alla profumeria, ma è tornato in cucina; la liquirizia di Calabria DOP, con la storica fabbrica Amarelli a Rossano, è considerata la migliore al mondo per contenuto di glicirrizina. Sulla Sila crescono la patata IGP e i funghi porcini, e si stagiona il caciocavallo silano DOP.

Sullo Stretto la cucina cambia ancora. A Bagnara e Scilla il pesce spada è una tradizione di caccia dalle passerelle in mare, oggi regolata ma ancora praticata: si cuoce alla ghiotta, con capperi, olive e pomodoro, o si fa a involtini. Nel Crotonese comanda il pecorino crotonese DOP e il vino di Cirò, uno dei rossi più antichi d'Italia, da uva gaglioppo, che nella versione moderna è molto meno rustico di quanto la fama suggerisca.

Calabria · CAL
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Le 5 province · scegline una
CatanzaroCZCosenzaCSCrotoneKRReggio di CalabriaRCVibo ValentiaVV
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Provincia per provincia

CZ

Catanzaro

Catanzaro mangia il morzeddhu: interiora di vitello in umido servite dentro la pitta, un pane a ciambella che fa da piatto.

  • Morzeddhu catanzareseTrippa, polmone, cuore e fegato di vitello cotti a lungo con pomodoro, origano, alloro e peperoncino. Si mangia dentro la pitta, la ciambella di pane bassa che si apre e si inzuppa nel sugo.
  • Olio Lametia DOPOttenuto quasi solo da cultivar Carolea nella piana di Lamezia Terme. Oliva grossa e polposa, che dà un olio dolce e leggermente fruttato, adatto al pesce più che alle minestre.
  • Soppressata del ReventinoA Decollatura e nei paesi del monte Reventino si insacca il coscio e la spalla tagliati a punta di coltello, pressati fra due tavole durante la stagionatura. Rientra nella Soppressata di Calabria DOP. scheda →
  • Lamezia DOC e Scavigna DOCDue denominazioni piccole tutte in provincia: Lamezia sulla piana, Scavigna sulle colline di Nocera Terinese e Falerna. Si fondano su Gaglioppo, Greco nero e Magliocco, non sui vitigni internazionali.
CS

Cosenza

Tra l'altopiano silano e la costa ionica Cosenza vive di liquirizia selvatica e fichi dottato essiccati, non di peperoncino.

  • Fichi di Cosenza DOPUnica DOP italiana per il fico essiccato: solo varietà dottato, seccata al sole sui graticci (cannizzi) e poi lavorata a crocette, nocchette o coroncine. Si produce lungo le valli del Crati e dell'Esaro.
  • Liquirizia di Calabria DOPRadice di Glycyrrhiza glabra che cresce spontanea nelle terre sabbiose della piana di Sibari, tra Rossano e Corigliano. La DOP copre radice fresca, essiccata ed estratto puro, senza zuccheri aggiunti.
  • Patata della Sila IGPColtivata sopra i 1.000 metri sui suoli granitici dell'altopiano silano, con raccolta tardiva tra agosto e ottobre. Pasta bianca e asciutta, adatta a gnocchi e fritture.
  • Pitta 'mpigliataDolce natalizio di San Giovanni in Fiore: strisce di pasta arrotolate a rosa e sistemate in teglia, farcite di noci, uva passa, mosto cotto e spezie, poi bagnate di miele.
  • Caciocavallo Silano DOPPasta filata di latte vaccino modellata a fiasco e legata a coppie, appesa a cavallo di una trave nelle stagionature della Sila. Si mangia giovane a fette o stagionato da grattugia.
KR

Crotone

Steppa del Marchesato tra Sila e Ionio: qui si munge pecora dove altrove si munge vacca, e si sala il pesce minuto.

  • Pecorino Crotonese DOPLatte di pecora delle greggi del Marchesato e caglio di capretto. Si mangia fresco, semiduro o stagionato oltre sei mesi, quando la crosta viene unta d'olio.
  • Sardella di CrucoliPesce azzurro appena nato, messo sotto sale con peperoncino in polvere e finocchietto selvatico fino a diventare una crema rossa. Si fa a Crucoli, sulla costa a nord di Crotone, e si spalma sul pane.
  • CiròRosso di uva gaglioppo dalle colline di Cirò, Cirò Marina, Melissa e Crucoli, a ridosso dello Ionio. È DOC dal 1969, tra le prime del Sud.
  • Caciocavallo silano DOPPasta filata di latte vaccino lavorata a mano e legata a coppie, appesa a stagionare sugli altopiani silani del versante crotonese.
  • Patata della Sila IGPColtivata sopra i mille metri, anche a Cotronei, Petilia Policastro e Savelli. Buccia spessa e pasta asciutta: tiene le cotture lunghe senza sfaldarsi.
RC

Reggio di Calabria

Lo Stretto dà il pesce spada, la fascia jonica il bergamotto: agrume che matura quasi solo tra Villa San Giovanni e Monasterace.

  • Bergamotto di Reggio Calabria DOPAgrume che fruttifica commercialmente quasi soltanto sulla stretta fascia costiera reggina, da Villa San Giovanni a Monasterace. Si spreme per l'essenza della profumeria, ma la buccia si candisce e il succo entra in dolci e liquori locali.
  • Stocco di MammolaMerluzzo essiccato importato dal Nord Europa e ammollato per giorni nelle acque sorgive di Mammola, sulle pendici dell'Aspromonte. Il paese, che non è sul mare, ha costruito la sua cucina attorno alla reidratazione del pesce secco.
  • Pesce spada dello StrettoSi pesca da aprile a settembre con la passerella, la barca ad alto albero con la lunga passerella di prua, tra Scilla, Bagnara e Chianalea. Si serve a fette in 'ghiotta' con capperi, olive e pomodoro, o crudo con bergamotto.
  • Torrone di Bagnara IGPMiele e mandorle non pelate, tagliate a metà e mai tostate del tutto, lavorati a Bagnara Calabra. Esiste nella versione 'martiniana', glassata di zucchero, e in quella torrefatta ricoperta di cacao.
  • Greco di BiancoPassito dolce prodotto nel comune di Bianco, sulla costa jonica, con uve greco appassite sui graticci al sole. È una delle denominazioni più piccole d'Italia, confinata a pochi ettari terrazzati.
VV

Vibo Valentia

Nel Poro convivono due monocolture opposte: la 'nduja di Spilinga, grassa e piccante, e la cipolla rossa dolce di Tropea.

  • 'Nduja di SpilingaParti grasse del maiale macinate finissime con peperoncino di Calabria in quantità, insaccate nel budello e affumicate. Resta spalmabile: si scioglie sul pane caldo o dentro il sugo. scheda →
  • Cipolla Rossa di Tropea Calabria IGPColtivata sulla fascia sabbiosa fra Briatico, Parghelia, Zambrone e Ricadi, dove il mare mitiga gli sbalzi. Il tenore zuccherino alto la rende dolce da cruda e adatta alla marmellata.
  • Pecorino del Monte PoroLatte di pecore che pascolano sull'altopiano del Poro, fra Spilinga, Joppolo e Rombiolo, su erba salmastra esposta al vento del Tirreno. Crosta oliata, pasta compatta, sapore piccante da lunga stagionatura.
  • FilejaPasta di acqua e semola arrotolata a mano attorno a un giunco sottile, il dinaculu, che lascia il buco interno. Si condisce con sugo di capra o con la 'nduja sciolta.
  • Tartufo di PizzoGelato di nocciola e cioccolato modellato a mano dentro un panno, con un cuore di cioccolato fuso che cola al taglio, e cacao amaro in superficie. Nato a Pizzo, sulla piazza affacciata sul golfo.
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I piatti simbolo

  • 'Nduja di Spilinga
  • Fileja con la 'nduja
  • Pesce spada alla ghiotta
  • Sardella
  • Morzeddhu catanzarese
  • Pasta e patate 'a tijeddha
  • Licurdia
  • Pitta 'mpigliata
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I prodotti del territorio

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Dove mangiare e dormire in campagna

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Quando andare

L'8 agosto Spilinga fa la sagra della 'nduja, e l'estate è la stagione del pesce spada sullo Stretto, celebrato a Bagnara Calabra fra luglio e agosto. All'inizio di settembre Diamante ospita il Peperoncino Festival, la manifestazione che ha reso nazionale un ingrediente locale. Settembre e ottobre sono i mesi della Sila: funghi porcini, patate, caciocavallo appena stagionato, e la vendemmia del gaglioppo nel Cirotano. Da novembre a gennaio si raccolgono il bergamotto e le clementine IGP del Golfo di Taranto, si fa l'olio nuovo nel Bruzio e si ammazza il maiale. È il periodo in cui la 'nduja fresca è migliore. La cipolla di Tropea si raccoglie invece fra aprile e giugno.

Le sagre della Calabria
Sagra della Cipolla RossaSagra del Pesce SpadaSagra della 'NdujaPeperoncino FestivalSagra del Fungo

Il calendario completo →

Domande frequenti

Che cos'è la 'nduja e come si mangia?

È un salume spalmabile di Spilinga, sul Monte Poro: parti grasse del maiale e peperoncino macinati fino a una crema, insaccati e affumicati leggermente. Si spalma sul pane caldo o si scioglie in padella per condire fileja e spaghetti. Basta un cucchiaio per dare colore e piccantezza a un sugo.

Qual è il piatto tipico della Calabria?

Non ce n'è uno solo, ma la fileja con la 'nduja è il più identitario: pasta corta arrotolata a mano attorno a un ferro. Sulla costa tirrenica comanda il pesce spada alla ghiotta, con capperi, olive e pomodoro; a Catanzaro il morzeddhu, stufato di frattaglie servito dentro una pitta.

Perché la cipolla di Tropea è così dolce?

Perché cresce sulla fascia sabbiosa affacciata al Tirreno fra Nicotera e Campora San Giovanni, dove il terreno sciolto e il clima mite favoriscono gli zuccheri. La cipolla rossa di Tropea Calabria è IGP, si raccoglie fra aprile e giugno ed è abbastanza dolce da mangiarsi cruda in insalata.

Cosa portare a casa dalla Calabria?

La 'nduja, che sottovuoto viaggia bene, e la liquirizia di Calabria DOP di Rossano, dove Amarelli la lavora dal Settecento. Poi i salumi DOP (capocollo, soppressata, pancetta e salsiccia, ognuno in versione dolce o piccante), la confettura di bergamotto e il pecorino crotonese DOP.

Qual è il periodo migliore per andare a mangiare in Calabria?

Dipende da cosa si cerca. Luglio e agosto per il pesce spada sullo Stretto e per la sagra della 'nduja a Spilinga, l'8 agosto. Settembre e ottobre per la Sila: funghi, patate IGP, caciocavallo silano. Da novembre a gennaio per il bergamotto, l'olio nuovo e la 'nduja appena fatta.