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Abruzzo

La cucina abruzzese tiene insieme due mondi che quasi non si parlano: la pastorizia d'alta quota, con arrosticini di pecora, pecorini e legumi d'altura, e la marineria adriatica del brodetto. Il legante è il peperoncino, che qui si chiama diavolino ed entra quasi ovunque.

Due terzi dell'Abruzzo stanno sopra i seicento metri. Gran Sasso, Majella e Sirente-Velino occupano tutto l'interno, tre parchi coprono circa un terzo del territorio, e la costa adriatica corre dritta per centotrenta chilometri senza insenature profonde. In mezzo passano i tratturi, le piste d'erba larghe cento passi lungo cui fino agli anni Cinquanta le greggi scendevano a svernare in Puglia. La pecora spiega metà della cucina regionale: arrosticini di castrato tagliati a coltello e cotti sulla canaletta di brace, pecorino di Farindola coagulato con caglio di maiale (l'unico in Italia), pallotte cacio e ova, agnello cacio e ove.

L'altra metà la spiegano l'altopiano e il maiale. A Navelli, nell'Aquilano, si raccoglie all'alba lo zafferano dell'Aquila DOP, arrivato dalla Spagna nel Trecento con un frate domenicano e ancora sfilato a mano fiore per fiore. Poco più in là stanno le lenticchie di Santo Stefano di Sessanio, minuscole e scure, e la mortadella di Campotosto, salume affumicato con un lardello bianco al centro. Sul versante opposto, verso il Vastese, comanda la ventricina: carne di maiale tagliata a punta di coltello, peperone dolce e finocchio selvatico, insaccata nella vescica.

Le province si somigliano poco. Il Teramano ha la cucina più costruita della regione, erede della corte borbonica: scrippelle 'mbusse (crespelle sottili arrotolate nel brodo), timballo a strati, e le virtù, la minestra del primo maggio che mette insieme sette legumi secchi dell'inverno e le prime verdure di primavera. L'Aquilano è montagna pura, legumi, zafferano, formaggi. Chieti e la costa del Sangro vivono di olio, ventricina e mare: il brodetto alla vastese si fa nel tegame di coccio, a strati, senza aceto e senza mescolare mai.

Il vino segue la stessa logica verticale. Il Montepulciano d'Abruzzo copre le colline dal Teramano al Vastese e cambia carattere a ogni valle; le Colline Teramane sono l'unica DOCG regionale. Il Cerasuolo, rosato scuro ottenuto per contatto brevissimo con le bucce, è il vino che gli abruzzesi bevono davvero, e l'unico che regge un piatto di arrosticini senza scomparire.

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ChietiCHL'AquilaAQPescaraPETeramoTE
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Provincia per provincia

CH

Chieti

Costa dei trabocchi e Alto Vastese: pesce cotto nel coccio a Vasto, salumi al peperone essiccato nelle colline dell'interno.

  • Ventricina del VasteseCarne di maiale tagliata a punta di coltello in pezzi grossi, condita con peperone dolce essiccato, peperoncino e finocchio selvatico, insaccata nella vescica. Si fa nei paesi dell'Alto Vastese: Scerni, Guilmi, Liscia, Carunchio.
  • Brodetto alla vasteseZuppa di pesce cotta a strati in un coccio di terracotta, con pomodoro fresco e peperone verde. Non si mescola mai: si scuote la pentola per non rompere i tranci.
  • Peperone dolce di AltinoPeperone rosso essiccato al sole lungo la valle dell'Aventino e ridotto in scaglie o polvere. Non è piccante: colora e profuma sughi e insaccati, ventricina compresa.
  • CococciolaUva bianca coltivata quasi soltanto nel Chietino, tra Vacri, Ari, Rocca San Giovanni e Tollo. Dà un vino acido e agrumato che regge il brodetto.
  • Olio Colline Teatine DOPExtravergine con almeno metà di olive Gentile di Chieti, dalle colline comprese tra il Sangro e il Pescara. Amaro contenuto, si usa a crudo sul pesce.
AQ

L'Aquila

Provincia interamente montana: l'altopiano di Navelli dà lo zafferano DOP, il Fucino le patate, Campotosto i salumi stagionati al gelo.

  • Zafferano dell'Aquila DOPColtivato sull'altopiano di Navelli, tra Civitaretenga, Caporciano e Prata d'Ansidonia, dove i bulbi si dissotterrano e si ripiantano ogni anno. Si usano solo gli stimmi, staccati a mano all'alba ed essiccati sopra la brace, non al sole.
  • Lenticchia di Santo Stefano di SessanioLegume minuto e scuro seminato tra i 1.000 e i 1.400 metri sul versante meridionale del Gran Sasso, attorno al borgo di Santo Stefano di Sessanio. La buccia è così sottile che cuoce senza ammollo.
  • Mortadella di CampotostoNon ha nulla della mortadella bolognese: è un salume magro di suino attraversato da una barretta di lardo, prodotto nel paese di Campotosto sul lago omonimo. Si affumica leggermente e si stagiona all'aria fredda dell'altopiano.
  • Confetti di SulmonaMandorla ricoperta di solo zucchero, senza amido né farina, lavorata a Sulmona in Valle Peligna. I confettieri li montano su fil di ferro e seta per comporre spighe e fiori interi.
  • Patata del Fucino IGPCresce sul fondo prosciugato del lago Fucino, una conca torbosa a 700 metri attorno ad Avezzano, con forti escursioni termiche notturne. Pasta soda che tiene la cottura senza sfarinarsi.
PE

Pescara

L'oliva Dritta di Loreto Aprutino e le sottozone Casauria e Terre dei Vestini fanno un Abruzzo di collina, non di transumanza.

  • Olio Aprutino Pescarese DOPEstratto in prevalenza dalla cultivar Dritta, coltivata sulle colline di Loreto Aprutino, Moscufo e Pianella. Dà un olio erbaceo con finale di mandorla amara, meno pungente dei coratina pugliesi.
  • ParrozzoCupola di semolino e mandorle ricoperta di cioccolato fondente, nata a Pescara negli anni Venti come versione dolce del pan rozzo, il pane di mais dei contadini. Gabriele d'Annunzio le dedicò una canzone in dialetto.
  • Montepulciano d'Abruzzo Casauria e Terre dei VestiniDue sottozone che ricadono entrambe nel Pescarese: Casauria attorno a Tocco da Casauria e Bolognano, Terre dei Vestini fra Loreto Aprutino, Penne e Città Sant'Angelo. Vini più magri e tesi di quelli della costa teramana.
  • Brodetto alla pescareseZuppa di pesce cotta nel tegame di coccio con pomodoro fresco e peperoncino, senza il peperone secco che si usa a Vasto. I pesci restano interi e si aggiungono in ordine di tenuta alla cottura.
TE

Teramo

In brodo Teramo non mette pasta ma scrippelle, crespelle d'uovo arrotolate col pecorino: qui si impasta con le uova.

  • Scrippelle 'mbusseCrespelle sottilissime di uova e farina, cotte in padella, arrotolate con pecorino grattugiato e affogate ('mbusse, cioè bagnate) nel brodo di gallina. È il primo piatto della città di Teramo, non della costa.
  • Le virtù teramaneMinestra che si cucina il primo maggio mettendo insieme sette legumi secchi rimasti nella dispensa invernale, le prime verdure di primavera, cotenne e zampetto di maiale e più formati di pasta. Serve a svuotare la credenza prima dell'estate.
  • Mazzarelle teramaneInvoltini di interiora d'agnello (polmone, cuore, fegato) avvolti in foglie di lattuga o cicoria e legati con il budellino, poi brasati con vino bianco. Diffusi tra Teramo e i paesi della Val Vomano.
  • Porchetta italica di CampliMaiale disossato e arrotolato a Campli, condito con aglio, rosmarino, sale e pepe: niente finocchietto selvatico, che è la firma delle porchette laziali e umbre. Ha la De.Co. del comune. scheda →
  • Montepulciano d'Abruzzo Colline Teramane DOCGPrima DOCG d'Abruzzo, dal 2003, sulle colline argillose tra il Gran Sasso e l'Adriatico. Almeno il 90% di montepulciano e invecchiamento più lungo rispetto alla DOC regionale.
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I piatti simbolo

  • Arrosticini
  • Maccheroni alla chitarra
  • Scrippelle 'mbusse
  • Timballo teramano
  • Pallotte cacio e ova
  • Brodetto alla vastese
  • Ventricina del Vastese
  • Parrozzo
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I prodotti del territorio

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Quando andare

Il primo maggio a Teramo si cucinano le virtù, ed è la data che apre la stagione: da lì in poi le sagre di paese si susseguono fino a settembre, con la porchetta di Campli in agosto e la ventricina festeggiata a Scerni. Fine agosto è anche la Perdonanza Celestiniana all'Aquila. Ottobre è il mese decisivo: si vendemmia il Montepulciano e nella prima quindicina, o poco dopo, si raccoglie lo zafferano a Navelli. La fioritura dura due o tre settimane e si lavora all'alba, prima che i fiori si aprano. Da novembre a febbraio è tempo di maiale, di pecorini stagionati e di panarde, le cene interminabili a molte portate dell'Aquilano. Gli arrosticini si mangiano tutto l'anno, ma d'estate, in montagna, sono un rito serale.

Le sagre della Abruzzo
Panarda di VillavallelongaLe VirtùSagra dei Ceci e dello ZafferanoSagra della Porchetta ItalicaSagra della Ventricina

Il calendario completo →

Domande frequenti

Qual è il piatto tipico dell'Abruzzo?

Gli arrosticini: spiedini di carne di castrato tagliata a coltello, cotti sulla canaletta di brace e mangiati a decine, senza posate. Accanto convivono i maccheroni alla chitarra, tagliati su un telaio di fili d'acciaio, e le scrippelle 'mbusse teramane, crespelle sottili arrotolate e servite nel brodo.

Qual è il formaggio più famoso dell'Abruzzo?

Il pecorino di Farindola, prodotto sul versante orientale del Gran Sasso: è l'unico pecorino italiano coagulato con caglio di maiale anziché di agnello, e per tradizione lo lavorano le donne. Molto diffusi anche il pecorino d'Abruzzo da tavola e la scamorza appassita, che si scioglie sulla brace.

Che differenza c'è fra la cucina abruzzese e quella molisana?

Il Molise è stato staccato dall'Abruzzo solo nel 1963 e le due cucine condividono tratturi, pecora e pallotte cacio e ova. L'Abruzzo però ha una costa molto più lunga, con il brodetto alla vastese, e una tradizione teramana più elaborata, erede della corte borbonica, fatta di timballi e scrippelle.

Cosa portare a casa dall'Abruzzo?

Lo zafferano dell'Aquila DOP, sfilato a mano fiore per fiore a Navelli, e la ventricina del Vastese, insaccata nella vescica. Reggono bene il viaggio anche le lenticchie di Santo Stefano di Sessanio, la mortadella di Campotosto e i confetti di Sulmona, che si vendono sfusi in tutto il centro.

Cosa si mangia in Abruzzo d'inverno?

D'inverno comandano il maiale e i formaggi stagionati: ventricina, salsicce di fegato, pecorini. È la stagione della panarda, la cena aquilana a moltissime portate, e delle zuppe di lenticchie e cicerchie. Il primo maggio si passa invece alle virtù teramane, che uniscono i legumi secchi dell'inverno alle prime verdure.