Cilento: dove mangiare e dormire
Il Cilento è dove un fisiologo americano ha guardato cosa mangiavano i contadini di Pioppi e ne ha ricavato la dieta mediterranea. Quella dieta era pane, legumi e olio: non il fritto misto che oggi si vende con lo stesso nome sul lungomare.
Il Cilento è grande: il parco nazionale che porta il suo nome, con il Vallo di Diano e gli Alburni, supera i centottantamila ettari ed è il secondo d'Italia. Sulla carta sembra un'unica destinazione balneare; nei fatti sono due mondi. C'è la costa (Agropoli, Castellabate, Acciaroli, Pioppi, Ascea, Pisciotta, Palinuro) e c'è l'entroterra, venti chilometri più su e quaranta minuti di tornanti: gli Alburni con Aquara e Controne, il Vallo di Diano con Padula.
In agosto i paesi costieri triplicano gli abitanti e sui lungomare compaiono i menù in quattro lingue con il fritto misto surgelato. Negli stessi giorni, a mezz'ora di macchina, un agriturismo di montagna serve quello che alleva a metà prezzo e con dieci gradi in meno. Buona parte della costa chiude poi da ottobre a Pasqua, mentre l'entroterra lavora tutto l'anno.
Come si mangia qui
Nel 1962 il fisiologo americano Ancel Keys si trasferì a Pioppi, frazione di Pollica, e ci passò buona parte dei quarant'anni successivi studiando cosa mangiavano i contadini della zona: da lì e dal Seven Countries Study è uscito il modello che chiamiamo dieta mediterranea, riconosciuto dall'UNESCO nel 2010 con Pollica fra le comunità emblematiche. Com'era fatta davvero è quasi l'opposto di quello che si vende oggi con quel nome: pane e pasta di grano duro, legumi tutti i giorni (ceci di Cicerale, fagioli di Controne), verdure, olio in quantità, formaggio a piccole dosi, pesce azzurro come ingrediente e non come portata. Il piatto che la rappresenta è lagane e ceci.
Dal mare arrivano le alici di menaica, presidio Slow Food di Marina di Pisciotta. La menaica è una rete a maglie larghe calata di notte fra aprile e luglio: trattiene solo le alici più grandi, che si dissanguano nella rete, ed è per questo che la carne resta bianca, e vengono sfilettate a mano a terra e messe sotto sale in terracotta. Le barche che ancora la usano sono una manciata. Accanto ci sono il cacioricotta caprino, che qui si grattugia sulla pasta come altrove il parmigiano, e la soppressata di Gioi.
La pasta è di grano duro e acqua: fusilli arrotolati sul ferretto, cavatelli, lagane. Il dolce è il fico bianco del Cilento DOP, varietà Dottato, essiccato al sole sui graticci a settembre e poi imbottito con noci e finocchietto: la DOP riguarda il fico secco, e il mercato è pieno di fichi essiccati che arrivano da altrove e vengono venduti come cilentani. L'olio è l'altra cosa seria: la varietà pisciottana fa alberi enormi, si raccoglie tardi e dà un extravergine dolce, l'opposto dei toscani amari.
Aziende agricole con ospitalità
Strutture reali del territorio, verificate una per una sul loro sito. Quello che leggi è quanto dichiarano loro: la visita della redazione non c'è ancora stata, e quando ci sarà lo scriveremo.
Agriturismo I Moresani
Casal Velino (SA)Azienda biologica a conduzione familiare dentro il Parco Nazionale del Cilento: produce olio extravergine, cacioricotta di capra, salumi, sott'oli, confetture e olive ammaccate. Camere e appartamenti in tre nuclei rurali, più ristorante aziendale.
agriturismoimoresani.comAgriturismo San Basilio
Salento (SA)Una ventina di ettari fra uliveti, vigneti, orti e frutteti; producono vino, olio, salumi, latticini e miele, compresa la mozzarella nella mortella, Presidio Slow Food. Camere, ristorante e fattoria didattica.
agriturismosanbasilio.itAgriturismo Tempa del Niglio
Ascea (SA)Olivicoltura di cultivar Pisciottana, fico bianco del Cilento, ortaggi e allevamento proprio, con il recupero del fagiolo locale ucchicieddo r'Ascia. Camere, monolocali, bilocali e trilocali, e ristorante con i prodotti dell'azienda.
tempadelniglio.itTenuta Agricola Le Favate
Ascea (SA)Cento ettari con uliveti secolari e un mulino ad acqua funzionante, a pochi chilometri dall'area archeologica di Velia. Camere e appartamenti ricavati in tre edifici rurali restaurati.
lefavate.itI prodotti di questo territorio
Le esperienze da fare
Da Palinuro partono le barche per la Grotta Azzurra e le calette sotto il capo: in agosto è una fila, a giugno o a settembre la stessa uscita è un'altra cosa e costa meno. A Marina di Pisciotta, fra aprile e luglio, alcune famiglie di pescatori portano gli ospiti a vedere la calata della menaica: si esce di sera e si rientra all'alba.
Paestum è a mezz'ora da Castellabate e i tre templi dorici sono fra i meglio conservati al mondo; vacci presto, perché sull'area archeologica non c'è ombra. Meno frequentata è Velia, ad Ascea; sugli Alburni, Roscigno Vecchia è un paese abbandonato per una frana e rimasto in piedi con la piazza intatta.
Il calendario dell'anno
Da aprile a giugno il Cilento è al suo meglio: sentieri, mare balneabile da metà giugno, prezzi normali e paesi che funzionano. È anche la stagione delle alici di menaica, che si pescano da aprile a luglio.
Luglio e agosto sono il mese e mezzo in cui tutto è pieno e caro: costa affollata, code sulla Cilentana, ristoranti che tirano il collo al servizio. Chi ci va faccia due scelte: dormire nell'entroterra e scendere al mare la mattina presto, e cercare le sagre di paese, che ad agosto sono ovunque nei borghi collinari e spesso danno da mangiare meglio del lungomare.
Settembre è il mese migliore in assoluto: mare caldo, gente andata via, fichi sui graticci al sole. In ottobre arrivano le castagne (il marrone di Roccadaspide IGP) e fra novembre e dicembre si raccolgono le olive pisciottane, che maturano tardi.
Come arrivare e muoversi
In treno si scende a Salerno con l'alta velocità e si prosegue sulla linea per Sapri, con fermate a Agropoli-Castellabate, Vallo della Lucania-Castelnuovo, Ascea, Pisciotta-Palinuro e Centola. Gli aeroporti sono Napoli Capodichino, un'ora e mezza da Agropoli, e Salerno-Costa d'Amalfi, più vicino ma con pochi collegamenti.
Dall'uscita di Battipaglia si prende la Cilentana, la superstrada interna da cui si scende agli svincoli per i paesi costieri; la panoramica lungo il mare è bellissima e lenta, e in agosto si intasano entrambe. I venti chilometri fra un paese di collina e la spiaggia sono quaranta minuti di curve.
Domande frequenti
Cos'è davvero la dieta mediterranea del Cilento?
Il regime che Ancel Keys osservò a Pioppi negli anni Sessanta: pane e pasta di grano duro, legumi quasi ogni giorno, verdure, olio in abbondanza, pesce azzurro come ingrediente, carne rara. Era la dieta di famiglie contadine povere: i menù con mozzarella, frittura e dessert non ne fanno parte.
Alici di menaica: come si riconoscono e quanto costano?
Si pescano solo fra aprile e luglio con una rete a maglie larghe che trattiene le alici più grandi, e si riconoscono perché sono senza testa, aperte a libro e con la carne chiara. Sotto sale costano diverse volte le alici comuni.
Meglio dormire sulla costa o nell'entroterra?
Se il viaggio ruota attorno al cibo, entroterra: gli agriturismi coltivano e allevano, i prezzi sono la metà e d'estate si dorme con dieci gradi in meno. La costa conviene con bambini piccoli, scegliendo un paese con il centro storico in alto come Castellabate o Pisciotta.
Agosto è da evitare?
Non del tutto, ma va gestito: prenota con mesi di anticipo, alloggia nell'entroterra, evita i lungomare all'ora di cena. Se puoi scegliere, giugno e settembre danno lo stesso mare con metà delle persone e prezzi molto più bassi.