Presìdi e Arca del Gusto
L'Arca del Gusto è il catalogo mondiale dei prodotti alimentari a rischio di estinzione: segnala e basta. Il Presidio Slow Food è il passo successivo, con produttori identificati, un disciplinare condiviso e un marchio collettivo privato. Nessuno dei due è una certificazione pubblica come la DOP.
Slow Food nasce a Bra, in provincia di Cuneo, nel 1986 attorno a Carlo Petrini e diventa internazionale a Parigi nel 1989. L'Arca del Gusto viene lanciata nel 1996, l'anno del primo Salone del Gusto di Torino, con un'idea semplice presa in prestito dalla conservazione della biodiversità: prima di salvare qualcosa bisogna sapere che esiste. I primi Presìdi arrivano fra il 1999 e il 2000, quando ci si accorge che catalogare non basta e che senza produttori vivi il catalogo diventa un erbario. Nel 2003 nasce a Firenze la Fondazione Slow Food per la Biodiversità, che è l'ente che oggi gestisce entrambi i progetti.
L'Arca del Gusto è un catalogo aperto. Perché un prodotto vi entri servono quattro condizioni: una qualità gustativa distintiva e riconoscibile, un legame documentato con un territorio, una memoria o una comunità, una produzione limitata, e un rischio reale di estinzione (perché la razza è residuale, perché il coltivatore è uno solo, perché la tecnica non viene più trasmessa). Chiunque può segnalare compilando una scheda; una commissione valuta. Oggi l'Arca contiene oltre seimila prodotti in più di centocinquanta paesi, e l'Italia è di gran lunga il paese con più segnalazioni. Va capito bene cosa significa: l'iscrizione all'Arca non implica alcun rapporto con chi produce, nessun controllo, nessun marchio da mettere in etichetta. È memoria scritta, non tutela.
Il Presidio è tutt'altra cosa. Si parte da una comunità di produttori identificati per nome, si scrive con loro un disciplinare di produzione che in molti casi è più severo dei disciplinari pubblici: razza o varietà obbligatoria, alimentazione degli animali, divieto di additivi e di mangimi insilati, tecniche manuali, tempi minimi. E si concede l'uso del marchio collettivo «Presidio Slow Food», di proprietà della Fondazione. Ai Presìdi si affianca l'etichetta narrante, che racconta sul retro razza, alimentazione, area, tecnica e nome del produttore. I Presìdi nel mondo sono circa seicento, oltre trecento in Italia. Fra i più istruttivi: il Pecorino di Farindola, in Abruzzo, unico formaggio al mondo prodotto con caglio di maiale; il Caciofiore della Campagna Romana, coagulato con caglio vegetale di cardo; la Vacca Bianca Modenese, la Pecora Brigasca, la Cipolla di Giarratana, il Fagiolo di Controne. La Colatura di Alici di Cetara ha percorso l'intera strada: partita come Presidio, è diventata DOP nel 2020. I due sistemi non si escludono.
È altrettanto importante dire cosa un Presidio non è. Non è una certificazione pubblica: dietro non c'è un organismo di controllo accreditato secondo la norma ISO/IEC 17065 come per DOP e IGP, e i controlli si fondano su autocontrollo, verifiche a campione e responsabilità reciproca della comunità. Non offre alcuna tutela giuridica del nome: chiunque può produrre e vendere quel formaggio o quel fagiolo, semplicemente non può chiamarsi Presidio. E il marchio è privato, concesso e revocabile da un'associazione, non da uno Stato. Il rovescio di questa leggerezza è però il suo vantaggio decisivo: si può tenere in vita una produzione da trecento chili l'anno, per la quale i costi di certificazione e la massa critica richiesti da una DOP sarebbero semplicemente insostenibili.
Per chi compra, il modo corretto di usare l'informazione è questo. L'elenco dei produttori di ogni Presidio è pubblicato sul sito della Fondazione: si verifica nome per nome, e un banco che espone il marchio senza comparire in elenco sta usando un logo che non gli spetta. L'etichetta narrante va letta, perché contiene informazioni che nessuna etichetta commerciale è obbligata a dare. E va diffidato del ristorante che scrive «prodotti Presidio Slow Food» al plurale e senza indicare quali. Infine, la premessa onesta: il Presidio garantisce un metodo e la sopravvivenza di una razza, di una varietà o di una tecnica. Non garantisce che quel prodotto piaccia, e su questo non ha mai preteso di pronunciarsi.
Domande frequenti
Che differenza c'è fra Arca del Gusto e Presidio Slow Food?
L'Arca è un catalogo di prodotti a rischio di estinzione: censisce e documenta, senza rapporti con i produttori né marchio. Il Presidio è un progetto operativo con produttori identificati, un disciplinare condiviso e l'uso di un marchio collettivo. Molti Presìdi nascono da prodotti già iscritti all'Arca.
Il Presidio Slow Food è una certificazione riconosciuta dallo Stato?
No. È un marchio collettivo privato della Fondazione Slow Food per la Biodiversità, senza organismo di controllo accreditato e senza tutela giuridica del nome del prodotto. DOP e IGP sono invece riconoscimenti pubblici europei con controlli di parte terza.
Un prodotto può essere insieme Presidio e DOP?
Sì. La Colatura di Alici di Cetara è nata come Presidio ed è diventata DOP nel 2020. I due sistemi lavorano su piani diversi: uno sostiene una comunità di produttori e un metodo, l'altro protegge legalmente un nome geografico.
Come verifico che un produttore sia davvero un Presidio?
L'elenco completo dei produttori di ciascun Presidio è pubblico sul sito della Fondazione Slow Food per la Biodiversità. Se un'azienda espone il marchio ma non compare nell'elenco del suo Presidio, lo sta usando indebitamente.
Le fonti
Dove verificare quello che c'è scritto qui sopra.
Che cos'è l'Arca e con quali criteri un prodotto a rischio di estinzione vi entra.
Il catalogo consultabile e filtrabile per paese, regione e categoria: serve a controllare se un prodotto è davvero censito.
L'elenco dei Presìdi e dei produttori aderenti: è qui che si verifica chi ha titolo per esporre il marchio.