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Valle d'Aosta

La Valle d'Aosta è la regione più piccola e più alta d'Italia, e cucina di conseguenza: fontina, burro, pane di segale, zuppe di pane e formaggio, carni conservate e vini di montagna. Il francese è lingua ufficiale e si sente nei nomi dei piatti.

Centoventottomila abitanti, una sola provincia, e i quattro massicci più alti delle Alpi tutt'attorno: Monte Bianco, Cervino, Monte Rosa e Gran Paradiso. La valle centrale della Dora Baltea corre da est a ovest e si apre in tredici valli laterali, ognuna con il suo microclima. Italiano e francese sono entrambi lingue ufficiali, e nei paesi si parla ancora il patois francoprovenzale. I nomi dei piatti lo dicono: jambon, lard, boudin, seupa. È una cucina di conservazione, perché per metà anno non si coltiva niente.

La Fontina DOP è il centro di tutto. Si fa con latte crudo di vacca valdostana, una lavorazione per ogni mungitura, e si stagiona almeno tre mesi in grotte naturali o gallerie con umidità vicina al novanta per cento, dove le forme vengono rivoltate e spazzolate con salamoia a giorni alterni. La versione d'alpeggio si produce solo d'estate sopra i milleottocento metri, e ha un sapore molto più erbaceo. La fonduta valdostana non è quella svizzera: fontina, latte, tuorli e burro, senza vino né kirsch, e si mangia con la polenta o su un crostone.

I salumi sono di alta quota. Lo Jambon de Bosses DOP si fa a Saint-Rhémy-en-Bosses, a milleseicento metri, e stagiona con erbe di montagna nei rascard di legno; il Lard d'Arnad DOP matura nei doils, contenitori di legno riempiti di salamoia, erbe e spezie, e si mangia sul pane nero di segale con il miele. Ci sono poi la motzetta, carne magra salata ed essiccata, e il boudin, un sanguinaccio con patate e barbabietola.

Il vino valdostano è un caso limite. Il Blanc de Morgex et de La Salle cresce fino a milleduecento metri sotto il Monte Bianco, su viti a piede franco che la fillossera non ha mai raggiunto, e dà un bianco affilato e leggerissimo; nella bassa valle si coltivano petit rouge, fumin, cornalin e petite arvine. Il pasto si chiude con le tegole, biscotti sottili di nocciola e mandorla, la crema di Cogne, e il caffè alla valdostana servito nella grolla, la coppa di legno con più beccucci che passa di mano in mano.

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Valle d'Aosta/Vallée d'AosteAO
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Provincia per provincia

AO

Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste

Tre DOP in una valle sola: fontina d'alpeggio, lardo d'Arnad in botti di rovere, jambon di Bosses a 1.600 metri.

  • Fontina DOPLatte crudo intero di vacca valdostana lavorato entro due ore da una sola mungitura, senza mescolare munte diverse; le forme maturano almeno tre mesi in grotte fresche, rivoltate e salate a mano. È la base della fonduta.
  • Lard d'Arnad DOPLardo di spalla messo a strati nei doils, recipienti di rovere o castagno, con salamoia, erbe di montagna e spezie per almeno tre mesi. Si affetta sottile e si serve su pane nero con miele.
  • Jambon de Bosses DOPProsciutto stagionato a 1.600 metri a Saint-Rhémy-en-Bosses, sulla strada del Gran San Bernardo, sfregato con erbe di montagna e riposato su letti di fieno. Aria rarefatta e fredda al posto della salamoia lunga.
  • Seupa à la VapelenentseStrati alternati di pane raffermo, foglie di cavolo e fontina bagnati di brodo di carne, coperti di burro fuso e gratinati in forno. Piatto della Valpelline, si mangia col cucchiaio.
  • Blanc de Morgex et de La SalleVigne di prié blanc a piede franco fino a 1.200 metri sotto il Monte Bianco, tra le più alte d'Europa: la fillossera non è mai arrivata. Bianco teso e acido, anche spumantizzato.
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I piatti simbolo

  • Fonduta valdostana
  • Seupa à la valpelleunentse
  • Carbonade
  • Polenta concia
  • Costoletta alla valdostana
  • Motzetta
  • Jambon de Bosses
  • Tegole
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I prodotti del territorio

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Quando andare

Il 30 e 31 gennaio Aosta ospita la Fiera di Sant'Orso, una fiera dell'artigianato che va avanti da oltre mille anni e che di notte diventa una festa con vin brulè e banchi di formaggi e salumi. In luglio Saint-Rhémy-en-Bosses celebra lo Jambon de Bosses e in agosto Arnad il suo lard. Fra la fine di agosto e settembre si fa la Désarpa: le mandrie scendono dagli alpeggi con i campanacci e le decorazioni floreali, e nello stesso periodo esce la fontina d'alpeggio dell'estate. Da primavera a ottobre si disputano le Batailles des Reines, i confronti fra mucche di razza valdostana. L'inverno è la stagione della fonduta, della carbonade e della polenta concia, cioè della cucina che scalda.

Le sagre della Valle d'Aosta
Fiera di Sant'OrsoSagra del Lardo d'ArnadMarché au Fort

Il calendario completo →

Domande frequenti

Qual è il piatto tipico della Valle d'Aosta?

La fonduta valdostana: fontina sciolta nel latte con tuorli e burro, senza vino né kirsch, servita sulla polenta o su un crostone. Gli altri piatti bandiera sono la seupa à la valpelleunentse, una zuppa di pane, verza e fontina passata al forno, la carbonade di manzo salato stufato con le cipolle e la polenta concia.

Che cos'è la Fontina DOP e come si riconosce?

È il formaggio simbolo della regione, fatto con latte crudo di vacca valdostana, una lavorazione per ogni mungitura, e stagionato almeno tre mesi in grotte o gallerie con umidità vicina al novanta per cento, dove le forme si rivoltano e si spazzolano con salamoia a giorni alterni. Sullo scalzo porta il marchio del consorzio con il profilo del Cervino. La versione d'alpeggio si produce solo d'estate sopra i milleottocento metri ed è molto più erbacea.

Cosa si mangia in Valle d'Aosta d'inverno?

Piatti di conservazione e di calorie: fonduta, carbonade, polenta concia con fontina e burro, seupa, costoletta alla valdostana. Prima si mangiano i salumi di montagna, dallo Jambon de Bosses al Lard d'Arnad sul pane nero di segale con il miele. Si chiude con le tegole, la crema di Cogne e il caffè alla valdostana nella grolla, la coppa di legno a più beccucci che gira intorno al tavolo.

Quali sono i prodotti DOP della Valle d'Aosta?

Sono quattro: la Fontina DOP, il Valle d'Aosta Fromadzo DOP di latte semigrasso, il Vallée d'Aoste Jambon de Bosses DOP e il Vallée d'Aoste Lard d'Arnad DOP. Lo Jambon si stagiona a Saint-Rhémy-en-Bosses a milleseicento metri con le erbe di montagna; il lardo matura nei doils, contenitori di legno riempiti di salamoia, erbe e spezie, e nel 1996 è stato il primo lardo europeo a ottenere la DOP.

Qual è il vino della Valle d'Aosta?

La regione ha una sola denominazione, la Valle d'Aosta DOC, divisa in sottozone. Il vino più caratteristico è il Blanc de Morgex et de La Salle, che cresce fino a milleduecento metri sotto il Monte Bianco su viti a piede franco mai raggiunte dalla fillossera. Nella valle centrale e in bassa valle si coltivano petit rouge (base del Torrette), fumin, cornalin e petite arvine.